Abruzzo, comuni a rischio alluvioni e frane

Secondo l’ultimo rapporto di Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente, sviluppato insieme a #Italiasicura, la Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche istituita dal Governo, il rischio idrogeologico è uno dei maggiori punti critici del nostro Paese.

Solo Calabria, provincia di Trento, Abruzzo, Piemonte, Sicilia, Campania e Puglia si arriva a oltre il 90% dei comuni a rischio. Il rischio frane e alluvioni riguardano il 15,8% del territorio nazionale, per una superficie complessiva di 47.747 km2.

A rischio alluvioni ci sono circa 29.000 monumenti, oltre 40.000 sono i beni culturali in pericolo nello scenario relativo a eventi estremi classificabili come “meno probabili, ma più intensi”.

Mauro Grassi, responsabile della Stuttura di missione di Palazzo Chigi #italiasicura contro il dissesto idrogeologico, ha spiegato che “La fotografia scattata da Ispra dimostra, una volta di più, che intervenire per la prevenzione di frane e alluvioni è l’unico percorso capace di ridurre il rischio che in futuro altre vittime e altri danni si aggiungano al già smisurato elenco di tragedie del nostro passato. #italiasicura è la dimostrazione che il Governo ha scelto la strada della prevenzione, finanziando con oltre 750 milioni di euro i 33 più importanti cantieri per la sicurezza delle nostre città, dove maggiore è il numero di persone, attività economiche e beni culturali esposti al rischio di finire sommersi da un’alluvione o sepolti da una frana”.

“E’ una sfida che durerà anni perché le opere da realizzare sono spesso importanti quanto complesse, ma che ora ha un orizzonte preciso cui guardare,fatto di progetti esecutivi, cantieri, vasche di laminazione, scolmatori e nuovi e più sicuri argini. Abbiamo scelto, poi,  di condividere al 100% il nostro lavoro e i progressi nella realizzazione delle opere sul nostro sito, oggi completamente rinnovato, dove ogni singolo cittadino potrà verificare comune per comune, lo stato e il numero degli interventi, un vero open data, tutto completamente accessibile e scaricabile da chiunque”, ha concluso Grassi.

Fabrizio Curcio, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, ha infine dichiarato: “Integrare e mettere a sistema tutte le conoscenze a disposizione, come viene fatto oggi con gli ultimi rapporti elaborati da Ispra, è fondamentale. Così come determinante è che i dati non siano semplicemente resi pubblici, ma contestualizzati, semplificati e spiegati ai cittadini in una visione più complessiva di politiche di riduzione dei rischi: solo così le comunità non solo potranno meglio comprendere e seguire le attività di prevenzione strutturale e di protezione civile decise sui territori, ma potranno fornire davvero anche un attivo contributo nella mitigazione dei rischi”.

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