Avellino, 21 misure cautelari per i furbetti del cartellino

Avellino. Effettuate delle misure cautelari interdittive nei confronti di 21 dipendenti dell’Asl locale: dirigenti, medici e impiegati che subito dopo aver utilizzato il badge si assentavano dal posto di lavoro.

Le indagini sono state avviate lo scorso anno dalla Squadra Mobile di Avellino, sotto il coordinamento della procura. Il questore di Avellino, Maurizio Ficarra, e il procuratore Rosario Cantelmo, spiegheranno i dettagli dell’operazione in una conferenza stampa dove saranno mostrate anche le immagini riprese da telecamere nascoste che hanno inchiodato gli indagati.

“Sono fatti gravi che richiedono interventi decisi: avvierò le procedure per il loro licenziamento e, non appena verranno quantizzate le ore di assenza ingiustificate dei dipendenti, chiederò alla Corte dei Conti di recuperare le somme equivalenti”, ha dichiarato Mario Ferrante, commissario straordinario della Asl di Avellino.

Nelle registrazioni si vede anche un dipendente dell’Asl che, dopo aver timbrato per sé e per un altro collega, si beffa dell’azione mimando un “ciao ciao” alla macchinetta predisposta per la timbratura del badge, assieme a un successivo gestaccio, poi lascia l’edificio. C’è anche una guardia giurata, addetta alla vigilanza interna, che tenta di disattivare una microcamera nascosta dalla Polizia di Stato con un cacciavite.

L’accusa nei confronti degli indagati è di truffa ai danni dello Stato: sono tutti dipendenti dell’Asl di Avellino in via degli Imbimbo. Al momento nei confronti dei 21 indagati è scattata la misura cautelare interdittiva della sospensione del lavoro. Ventuno persone tra medici, impiegati, dirigenti amministrativi e ausiliari che nel corso dell’ultimo anno si sono assentate dal luogo di lavoro anche per molte ore nell’arco della stessa giornata, dopo aver timbrato il cartellino o aver affidato il proprio badge a colleghi cui avrebbero ricambiato il favore in caso di necessità.

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