Camera di Commercio di Napoli cambia Commissario

Girolamo Pettrone, avvocato, 64 anni, proveniente dal sistema associativo imprenditoriale, è il nuovo commissario straordinario della Camera di Commercio di Napoli. Pettrone ha una lunga esperienza direttiva presso la Confindustria campana e, negli ultimi anni, nel sostegno creditizio alle piccole e medie imprese. Il nuovo commissario prende il posto di Maria Salerno, nominata lo scorso 4 novembre al vertice dell’ente di piazza Bovio”, così scrive il sito ufficiale della Camera di Commercio di Napoli, annunciando il nuovo commissario straordinario.

“La mia Amministrazione ha ritenuto che il sopravvenuto incarico di capo Dipartimento Risorse finanziarie, umane e strumentali della Regione Campania con l’ingente carico di lavoro che si somma, da pochi giorni, all’interim del vertice del Dipartimento Salute e Risorse naturali, mi impedisca di svolgere fino in fondo e con una presenza fisica costante, le delicate funzioni di commissario straordinario della Camera di Commercio di Napoli. Ho dato il mio impulso sia alle procedure di rinnovo degli organi camerali sia all’ordinaria gestione dell’ente. Auguro al mio successore di portare a termine, nei tempi più brevi possibili, le complesse ed articolate procedure di ricostituzione degli organi assicurando, nel contempo, l’ordinaria gestione di un ente che rappresenta il motore propulsivo dell’economia provinciale a sostegno dello sviluppo delle imprese”, ha dichiarato il commissario uscente Maria Salerno.

La Camera di Commercio di Napoli è stata commissariata nel novembre scorso “per evitare vacatio di potere ai sensi di legge, in quanto, nei sei mesi successivi alla scadenza del quinquennio del Consiglio camerale, avvenuta il 5 maggio 2015, il procedimento di rinnovo, nonostante i solleciti della Regione, non sono stati portati a compimento”. Secondo la legge, nell’ipotesi di un ritardo o di inadempimento dell’Ente regionale, il ministero dello Sviluppo Economico poteva provvedere allo scioglimento del Consiglio per decadenza e per mancata ricostituzione degli organi delle tempistiche previste.

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