Campagna shock contro i tagli alla Sanità

“È stata presentata oggi la nuova campagna di comunicazione degli OMCeO di Bari e di Napoli contro il definanziamento del Sistema Sanitario Nazionale. I dati mostrati durante l’evento mettono impietosamente a nudo le conseguenze per la salute degli Italiani causate dai mancati investimenti. E sottolineano come ormai i sistemi regionali abbiano determinato diseguaglianze fra i cittadini per ciò che concerne l’accesso alle cure. Proprio Puglia e Campania sono fra le regioni che soffrono il minore finanziamento e chiedono a gran voce maggiore equità territoriale in Sanità”, questo quanto scritto in un post pubblicato sulla pagina Facebook dell’OMCeO di Bari.

In parole povere la campagna di comunicazione invia un messaggio forte, ma chiarissimo: “se hai un tumore e vuoi sopravvivere spera di non essere meridionale”, accompagnata dalla foto di una donna visibilmente segnata dalla chemioterapia.

Il leader dei camici bianchi napoletani, Silvestro Scotti, nel corso di un’intervista al Mattino, ha spiegato che nella faccenda in questione il Sud Italia è gravemente penalizzato: “Mi riferisco al definanziamento della Sanità in tutto il Mezzogiorno d’Italia, con la Campania in prima fila. Essere una regione giovane non significa necessariamente essere una regione in salute, e la nostra terra da questo punto di vista è stata martoriata dalle ecomafie. Il Governo non può pensare di tagliare una spesa sanitaria già all’osso sulla base di un criterio esclusivamente anagrafico, questo sarebbe un atto miope. Il sintomo di una grave incapacità di governance o di un disegno preciso del quale però si preferisce tacere”.

“Se mettiamo insieme i dati forniti dall’Istat sul Meridione la cifra stanziata dal Governo per la Sanità mostra una fotografia chiara, ovvero non riusciamo a tenere il passo con altre regioni d’Italia, tanto meno dell’Europa. Non è più possibile aspettare il nuovo riparto del fondo sanitario nazionale per chiedere una nuova serie di regole della distribuzione delle risorse. I meccanismi vanno rivisti, bisogna tener conto di indicatori sociali, culturali, reddituali. Basta elemosina, bisogna cambiare perché la Sanità campana non funziona perché non ha i mezzi economici per garantire le migliori cure ai cittadini”, aggiunge.

“La salute dipende da una moltitudine di fattori. E la nostra regione è ultima per Pil e reddito procapite. E ora siamo anche ultimi in fatto di finanziamento del servizio sanitario pubblico. Meno investimento nella Sanità significa minore sopravvivenza per i pazienti. Ciò non abbastanza da spingere il Governo a muoversi nella direzione giusta. Questo è inaccettabile e la Campania, con l’Ordine dei Medici di Napoli, sarà in prima fila tra le regioni pronte a dire no”, conclude Scotti.

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