Corruzione, in manette il sindaco di Maddaloni

In manette il sindaco di Maddaloni, Rosa De Lucia (Forza Italia). L’accusa contestata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) è di tangenti per affidare il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.

La sindaca 36enne è stata raggiunta da un ordine di carcerazione notificato dai carabinieri della locale compagnia, che hanno effettuato le indagini guidate da Pasquale Puca. De Lucia non è stata l’unica arrestata: con lei anche il consigliere comunale Giuseppina Pascarella detta Giusy, famosa per essere “l’amica del cuore” di Francesca Pascale, attuale compagna di Silvio Berlusconi, l’assessore Cecilia D’Anna, e l’imprenditore Giuseppe Di Nardi.

Il pagamento delle tangenti veniva effettuato a casa della madre del sindaco, da parte dell’imprenditore operante nel settore rifiuti Di Nardi. Le cimici piazzate dai carabinieri hanno raccolto le prove sufficienti a procedere con gli arresti: “Diamogli 3500 euro prima del voto, gli altri dopo, così ci assicuriamo che voteranno il bilancio” dice la De Lucia a Di Nardi riferendosi a quattro consiglieri non identificati.

Rosa De Lucia ha intascato 10mila euro mensili dall’imprenditore dei rifiuti Alberto Di Nardi per almeno due anni, in cambio, il sindaco avrebbe garantito proroghe trimestrali alla sua azienda. Ma sono venute fuori anche singoli pagamenti per viaggi all’estero o addirittura per arredare casa, 500 euro per la manifestazione “Stop femminicidio” e 5mila euro per la realizzazione di luminarie in via Napoli, a Maddaloni. Gli incontri tra imprenditore e primo cittadino avvenivano non solo in casa della madre di De Lucia, ma anche presso il centro culturale di Cecilia D’Anna, l’assessore con cui De Lucia aveva una relazione stretta.

Il capo della Procura, Maria Antonietta Troncone, ha dichiarato: “si tratta di un’inchiesta molto solida dal punto di vista probatorio”. Il Comandante provinciale dei Carabinieri Giancarlo Scafuri, ha aggiunto che “le indagini sono iniziate nel giugno 2015 e si sono concluse in pochissimo tempo, frutto del lavoro sinergico eccezionali di forze dell’ordine, procura e gip”.

L’inchiesta è partita grazie alla denuncia di un imprenditore operante nel settore dei rifiuti che voleva partecipare alla gara per il servizio di raccolta, ma al quale hanno richiesto una maxi-tangente per vincere.

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