Ex compagno di miss Campania torna in carcere

La Corte Cassazione che ha reso definitiva la condanna a otto anni di reclusione per Antonio Caliendo, il trentenne di Casal di Principe riconosciuto colpevole dell’aggressione ai danni della miss di Macerata Campania Rosaria Aprea, verificatasi nel maggio 2013, quando erano fidanzati.

La ragazza era stata picchiata con una tale ferocia da renderla per 24 ore in pericolo di vita, facendole perdere la milza. Rosaria lo aveva denunciato, ma in seguito ci aveva ripensato, dicendo che voleva tornare insieme a lui già all’indomani dell’aggressione, negando le violenze appena subite. Ma i fatti erano ben più che evidenti: dovettero operarla due volte in poche ore, una per l’asportazione della milza e una per frenare un’emorragia interna che avrebbe potuto ucciderla in brevissimo tempo.

Rosaria aveva già perdonato Caliendo nel 2011, quando la picchiò per gelosia, a Pesaro, dove doveva partecipare a un concorso di bellezza. Poi l’aggressione che le è costata la milza nel 2013, ancora perdonatagli, con le lacrime dell’Aprea nel pensare al suo fidanzato rinchiuso in carcere con le accuse di lesioni gravi, violenza e stalking, le stesse confermate dal tribunale il 19 aprile 2014, quando ormai la loro storia era conclusa, ma Caliendo raggiunse la sua ex all’esterno di un locale dove lavorava per aggredirla nuovamente: quest’ultimo episodio gli è valso il «braccialetto» ed il divieto di avvicinamento a Rosaria, che ha comunque ignorato. Ora la condanna definitiva di Cassazione.

Se nel 2013 diceva di amarlo, in seguito Rosaria ha riconsiderato le sue convinzioni, diventando anche testimonial anti violenza con un recente video e tornando a sfilare con una cicatrice lunga 27 centimetri, dallo sterno fino all’ombelico, segno indelebile degli interventi chirurgici subiti a seguito delle percosse. È stata chiamata a “Miss Italia” per consegnarle il titolo di Miss Coraggio.

Ora su Caliendo è stato eseguito un ordine di carcerazione, emesso dall’ufficio esecuzioni della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e l’uomo è stato  portato nel carcere di Santa Maria, dove deve ancora espiare 7 anni, 5 mesi e 29 giorni di carcere.

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