Miami, una meta da sogno facilmente raggiungibile anche dall’Italia

Se è vero che la Florida è bellezze naturali, parchi a tema e isole mozzafiato, è indubbio che Miami rappresenta la principale attrazione per i turisti di tutto il mondo.

La nascita di Miami risale alla fine del XIX secolo ed è legata alla caparbietà di una donna, Julia Tuttle, la vedova di un uomo d’affari.

Con il danaro ricavato dalla vendita della fonderia del defunto marito acquistò dei terreni nella zona dove oggi sorge Miami. Fu lei a persuadere il magnate delle ferrovie, Henry Flager a prolungare la strada ferrata fino ai suoi terreni, fatto che sta alla base della nascita della città di Miami.

Se nel 1898 contava appena 300 abitanti, nel 2010 Miami si è classificata al settimo posto negli Stati Uniti e al 33 ° posto tra le città globali in termini di attività economica, capitale umano, scambio di informazioni, esperienza culturale e impegno politico.

Nel 2008, inoltre la rivista Forbes l’ha classificato come la città “più pulita d’America”, per la sua buona qualità dell’aria durante tutto l’anno, vasti spazi verdi, acqua potabile pulita, strade pulite e programmi di riciclaggio in tutta la città.

Miami è un crogiolo di razze, anche se la cultura hispanica è quella più rilevante. Al suo diffondersi hanno contribuito soprattutto i Cubani, affluiti nel 1960 all’instaurarsi della dittatura di Fidel Castro. Al 2000 i Cubani erano stimati al 34% della popolazione totale. Tra gli altri hispanici un gruppo nutrito è quello dei Nicaraguensi affluiti tra il 1970 e il 1980. I Portoricani sono presenti a sud del centro. In totale la presenza hispanica nella più vasta area metropolitana di Miami è di oltre il 60%.

Tutta questa multietnicità è lampante nel quartiere “Little Havana”: abitato da numerosi profughi cubani, questo quartiere spicca per i suoi colori, i mercati affollati e gli edifici variopinti. Si rivive la Old Cuba attraverso soprattutto i profumi e la cucina tipica.

Lungo la via principale Calle Ocho si trova anche una sorta di Walk of Fame, con la celebrazione delle star latine più famose, come Julio Eglesias.

Little Haiti racchiude invece circa un terzo degli oltre duecentomila haitiani che vivono nella regione di Miami. Il centro è rappresentato dal mercato pittoresco, il Caribbean Market Place.

Miami Downtown è il cuore della città, dove gli alti grattacieli si prendono tutte le attenzioni del visitatore. Il Coconut Groove è invece uno dei quartieri storici: tra le altre cose, da vedere la Vizcaya Museum & Gardens, una villa costruita in stile rinascimentale italiano, il Grove Center e il City Hall dove ha sede l’amministrazione cittadina.

Decisamente underground il quartiere di Wynwood: più di 100 gallerie d’arte e il rinomato Wynwood Walls, un museo all’aperto che ospita più di 40 murales di giovani artisti di tutto il mondo. Tra le decine di gallerie, magazzini e spazi espositivi di Wynwood, da non perdere la Rubell Family Collection, una delle più importanti e ampie collezioni private di arte contemporanea, con opere di artisti del calibro di Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Damien Hirst, Jeff Koons, Andy Warhol.

Da menzionare anche il Design District, sede delle grandi maison di moda (da Pucci a Louboutin, da Tiffany a Loewe, da Hulbot a Bulgari, da Tom Ford a Max Mara, da Christian Dior a Fendi, da Burberry a Miu Miu) e delle più importanti marche di design e arredo (Holly Hunt, Knoll, Tui Lifestyles, Waterworks).

La maggiore attrattiva agli occhi dei turisti è però Miami Beach, un’isola lunga circa 6 km che separa l’Oceano Atlantico dalla Baia di Biscayne, la cui parte più famosa è South Beach(dalla punta meridionale alla 23rd street).

Proprio in questo quartiere c’è la maggior concentrazione di locali, bar, ristoranti, negozi, hotel e appunto turisti.

I quartieri principali sono tre: South Beach, Mid-Beach (tra la 23esima e la 63esima) e North Beach (che parte dalla 63esima). Le Street corrono da est a ovest e sono numerate, mentre le Avenue hanno tutte un nome: Ocean Drive, Collins Ave, Washington Ave, Drexel Ave, Pennsylvania Ave, Euclid Ave, Meridian Ave, fino ad arrivare a Bay Road.

Il quartiere di South Beach comprende oltre ottocento edifici dalle facciate color pastello, costruiti negli anni trenta e magnificamente restaurati, in modo da conservare ancora tutto il loro magnifico viaggio.

Famosa ed imperdibile, Ocean Drive è il cuore pulsante di Miami beach. La strada costeggia per un tratto la spiaggia di sabbia sull’oceano dove si affacciano edifici anni 30, tra il più famoso il Colony Hotel con la sua insegna al neon che l’ha reso così tipico.

Per gli amanti della storia e della cultura, sempre a South Beach è possibile visitare l’Holocaust Memorial, opera di Kenneth Treister che cerca di ricordare il dramma della Shoah, l’olocausto, la deportazione del popolo ebraico ad opera del regime Nazista. Un Memorial davvero bello e toccante, sito tra Meridian Avenue e Dade Boulevard.

Gli amanti della natura dovrebbero invece dedicare almeno una giornata alla visita dell’Everglades National Park, un enorme ecosistema, Patrimonio Unesco, esteso su circa 600.000 ettari e costituito da paludi di mangrovie e giungla subtropicale bagnate dalle acque del fiume Kissimmee.

A sud di Miami Beach c’è Key Biscayne, dove molti vip e miliardari hanno costruito le loro lussuose dimore.

Il periodo migliore per visitare Miami va da dicembre a maggio in corrispondenza della stagione asciutta. Il periodo invece meno favorevole è l’estate, caratterizzata da umidità, afa e piogge frequenti.

Naturalmente, però, nel periodo migliori i prezzi degli hotel schizzano alle stelle, mentre nel periodo di bassa stagione i prezzi diminuiscono di un buon 30% e qualche volta arrivano a toccare il 50%.

Per visitare Miami è sempre consigliabile il noleggio di un’auto, anche se con il Metromover, un bus a rotaia, è possibile fare il giro turistico del centro città di Miami, mentre nell’area metropolitana ci si può muovere con il bus o i treni Metrorail.

I prezzi del noleggio delle autovetture in Florida sono tra i più bassi degli Usa e all’aeroporto si possono trovare molti autonoleggi. La maggior parte dei parcheggi, purtroppo, sono un po’ lontani dall’aeroporto, ma gli autonoleggi offrono il trasporto gratuito in minibus dall’atrio inferiore verso il parcheggio dell’auto.

Ad onor di cronaca, comunque, non esistono treni della metropolitana a Miami, a causa dell’elevato livello dell’acqua.

Se vi state chiedendo, ora, come è possibile arrivarci dall’Italia, niente paura, niente di più semplice anche se non proprio economico.

Del resto, l’Aeroporto Internazionale di Miami è il più importante della Florida e quindi Miami è l’unica città dello stato che ha voli diretti a Roma e ad altre città europee. Dall’Italia sono davvero molte le compagnie che eseguono voli diretti a Miami, pertanto non sarà così difficile trovare il volo per Miami in offerta o al miglior prezzo.

Il volo da Roma dura meno di 12 ore, ma spesso per risparmiare qualcosa sono previsti anche degli scali intermedi che inevitabilmente allungano il viaggio.

Una volta atterrati, per riuscire a raggiungere la città dall’aeroporto ci sono numerose possibilità di scelta: una delle più convenienti è il SuperShuttle, che gestisce un servizio di minibus blu e gialli che collegano l’aeroporto con qualsiasi destinazione in città. I passeggeri ritirano una “carta d’imbarco” alla biglietteria e pagano l’autista all’arrivo. La durata del viaggio fino a Miami Beach dipende soprattutto dal numero di persone che devono scendere lungo la strada ma in genere non supera mai i 30 minuti circa.

Naturalmente è possibile usufruire anche degli autobus di linea cittadini che effettuano servizio anche verso l’aeroporto, con partenza dalla fermata Metrobus fuori dal Concourse E. Il biglietto costa $1,50, più un piccolo sovrapprezzo per il passaggio da un quartiere all’altro. I taxi riescono a raggiungere ogni angolo della città partendo dall’aeroporto.

Vi state facendo tentare, vero?

Se si ha la possibilità economica, Miami è senza dubbio una meta da visitare almeno una volta nella vita.

Ricordiamo però che per entrare negli USA è obbligatorio anche per minorenni e neonati il passaporto elettronico, cioè dotato di microchip integrato su cui vengono immagazzinati tutti i dati del titolare (rilasciato a partire dal 26 ottobre 2006) e valido per almeno sei mesi oltre la data di soggiorno nel paese. Per alcuni paesi, tra cui l’Italia, il passaporto viene considerato automaticamente rinnovato per ulteriori sei mesi qualora la validità residua fosse inferiore.

Inoltre, prima della partenza si consiglia la stipula di una assicurazione sanitaria che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche il rimpatrio aereo o il trasferimento in altro paese, poiché le spese medico-ospedaliere sono molto costose negli Stati Uniti. L’ ER (Emergency Room, il nostro pronto soccorso) è in cima alla scala dei servizi costosissimi e una visita può arrivare facilmente a 1.000 dollari.

Buon viaggio!

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