Napoletani contro Alfano ”San Gennaro non si tocca”

Motivo delle proteste dei napoletani è l’autonomia della Deputazione di San Gennaro, che custodisce il sangue del prodigio ed è titolare della Cappella e del Tesoro del santo. Autonomia ad oggi minata da un decreto del ministro degli Interni Angelino Alfano, il quale ha affidato alla Curia napoletana la nomina di alcuni componenti della Deputazione, scavalcando l’antica tradizione che da 500 anni vuole la Deputazione del tutto autonoma dal potere ecclesiastico.

Il decreto cancella anche il diritto della Deputazione di nominare l’abate della Cappella e i prelati. “Il cardinale vuole usare San Gennaro e quanto gli ruota attorno per le sue esigenze di comunicazione: il nostro santo è uno strumento di comunicazione fortissimo” commenta l’avvocato Riccardo Imperiali, il quale fa parte della Deputazione di San Gennaro e si occupa degli affari legali.

Più di mille napoletani si sono radunati davanti al Duomo al grido: “San Gennaro non si tocca”, legando i fazzoletti bianchi all’ingresso della Cappella, gli stessi che vengono sventolati nel giorno del miracolo, come simbolo di protesta al nuovo decreto.

Anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è dalla parte dei cittadini: “San Gennaro non deve essere toccato. No a diaspore né lotte. Giù le mani da San Gennaro. Mi schiero dalla parte del popolo Roma stia lontana da Napoli. Eviterei operazioni che il popolo non comprenderebbe. Il decreto del ministro dell’Interno è un’operazione che non mi è piaciuta, fatta senza pubblicità”, commenta il sindaco, aggiungendo: “Perché modificare qualcosa che finora ha funzionato? Certo tutto può essere migliorato, ma perché far diventare San Gennaro strumento di una prova muscolare”.

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