PA, le regioni del Mezzogiorno tra le peggiori d’Europa

L’Ufficio Studi della CGIA basandosi sulla più grande indagine europea condotta dall’Ue sulla qualità della Pubblica Amministrazione a livello territoriale ha fatto emergere ben sette regioni del Sud Italia che risultano fra le peggiori 30 dell’Unione Europea.

La classifica è stata stilata basandosi su qualità dei servizi pubblici del territorio, criteri di assegnazione e corruzione. Su 206 territori coinvolti nello studio, la Campania si classifica al 202° posto.

I servizi sono valutati come migliori nelle due province autonome del Trentino Alto Adige e nella Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia, che presentano un indice maggiore di zero, ovvero superiore alla media delle 206 regioni europee. Completamente negativa la situazione del Mezzogiorno a partire dal risultato meno disastroso dell’Abruzzo (-1,097), a quelli peggiori di Sicilia, Puglia, Molise, Calabria, per finire con la Campania (-2,242). Situazione negativa anche per il Lazio che si posiziona al 184° posto tra le 206 regioni europee, con un indice pari a -1,512.

Il coordinatore dell’Ufficio Studi Paolo Zabeo, ha dichiarato che “il quadro dipinto da questo indice europeo evidenzia come l’Italia sia il Paese che presenta, al suo interno, la più ampia variabilità in termini di qualità della PA, tra le prime regioni del Nord e le ultime del Sud. Si pensi che, secondo quanto indicato dal Fondo Monetario Internazionale, se l’efficienza del settore pubblico si attestasse sui livelli ottenuti dai primi territori italiani, come le province di Trento e di Bolzano, la produttività di un’impresa media potrebbe crescere del 5-10 per cento e il Pil italiano di due punti percentuali, ovvero di 30 miliardi di euro”.

Il Segretario della CGIA Renato Mason, ha spiegato che “L’indice europeo sulla qualità dei servizi del settore pubblico è l’ennesima prova di come il nostro paese sia spaccato in due. Siamo la nazione dove gli squilibri territoriali sono più evidenti e questo frena la crescita del Paese. La riforma della PA deve proseguire e diventare modus operandi di tutti i livelli amministrativi; solamente con una PA efficiente e pronta, le imprese italiane potranno proliferare in tutto il paese e competere in scenari economici ancora incerti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Possono interessarti

Lecce, aiuole rifatte immediatamente ricoperte da rifiuti

Ormai via Leuca a Lecce è diventato il paradigma di ciò che…

Campania, resta alta la tensione dell’intersindacale medica

In Campania vi è un inasprimento della vertenza Salute, nonostante la sospensione…

Ritrovata Gioia Aufiero a Napoli

La ragazza scomparsa un giorno fa a Sarno è stata ritrovata a Napoli:…

Crolla Pil delle regioni: Umbria, Campania e Lazio le più impoverite

L’Italia ha sollevato la testa a stento nel corso del 2015, con…