Puglia, scontro tra Governo e Regioni per le trivelle

La Regione Puglia e il ministero per lo Sviluppo Economico si scontrano in merito alle trivellazioni nell’Adriatico.

“La Regione Puglia  presenterà ricorso per conflitto di attribuzione con riferimento al modo in cui l’emendamento alla legge di stabilità presentato dal Governo ha inciso sullo Sblocca Italia: non assecondando la volontà referendaria, ma in senso opposto”, ha dichiarato il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Il governatore, riferendosi alla nota del ministro Guidi, ha sottolineato che: “della questione in generale sono ben informato visto che è da luglio scorso che stiamo portando all’attenzione del ministro e del governo le ragioni a tutela del nostro. Ma in nessuna occasione sono stato avvisato dal ministero dello sviluppo economico che in data 22 dicembre 2015 sarebbe stata concessa la dodicesima autorizzazione alle prospezioni finalizzata alla ricerca di idrocarburi in Puglia. Anzi, le interlocuzioni tra il governo e le regioni che hanno chiesto il referendum erano nel senso di ritirare tutte le autorizzazioni concesse fino a quel momento. L’autorizzazione del 22 dicembre, pertanto, contraddice tali propositi sui quali si era tentata una riconciliazione tra governo e regioni. La posizione delle regioni italiane che hanno chiesto il referendum è chiara dal primo momento ed è contro le ricerche petrolifere nel mar Adriatico e Ionio mediante la tecnica dell’Air-gun, fortemente invasiva e pericolosa per l’ambiente. La posizione del governo invece non è ancora chiara.”

“Il permesso di ricerca concesso alla società Petroceltic riguarda soltanto, e in una zona oltre le 12 miglia, la prospezione geofisica e non prevede alcuna perforazione che, comunque, non potrebbe essere autorizzata se non sulla base di una specifica valutazione di impatto ambientale. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano conosce benissimo i termini esatti della questione che a suo tempo gli è stata accuratamente rappresentata dal Ministero dello Sviluppo economico”. Il ministro Guidi si è detta infine “attonita” per alcune recenti dichiarazioni di esponenti politici: “la legge di Stabilità, venendo incontro alle richieste referendarie, ha escluso qualsiasi nuova ricerca entro le 12 miglia dalle coste. Il permesso alla Petroceltic non ha quindi nulla a che vedere con la legge di Stabilità visto che si tratta di ricerche al di fuori del limite delle 12 miglia”, ha risposto ministro per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi, ribadendo che quei permessi riguardano una zona di mare a più di 12 miglia dalle isole Tremiti e dalla costa.

 

“Il Presidente della Repubblica a fine anno ha fatto un bellissimo intervento sulla tutela delle bellezze del paese e dell’ambiente. Le isole Tremiti sono un gioiello ambientale conosciuto in Europa e in tutto il mondo e un intervento di Mattarella potrebbe essere molto utile. Penso che debba esserci un momento di confronto tra le istituzioni perchè il tema del futuro sono non solo delle bellezze, ma anche della politica energetica del nostro paese, è un punto strategico. Da un lato c’è l’elemento strategico di tutelare le bellezze ambientali, dall’altro la capacità di garantire una politica energetica e quindi anche la nostra economia. Inoltre, noi sollecitiamo anche il Governo Renzi per l’adozione di un piano energetico che passa proprio dalla conferenza sul clima di Parigi, vale a dire il piano energetico che abbia come obiettivo, a medio e lungo termine, il cento per cento del rinnovabile il nostro paese, come stanno facendo gli altri paesi europei”, ha commentato il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli.

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