Rapina Mondialpol di Caniga, il racconto della responsabile

Rita Achenza, responsabile della sede Mondialpol di Caniga, a Sassari, ha raccontato all’ANSA il giorno della rapina, che ha sottratto alla sede ben 11 milioni di euro: “Appena gli agenti in sala operativa hanno sentito i rumori che arrivavano dall’esterno, hanno attivato le procedure d’emergenza sotto il coordinamento della centrale operativa di Como. Mentre l’escavatore si apriva il varco, il commando di malviventi ha iniziato una raffica di colpi a largo raggio su tutto l’edificio, una sparatoria proseguita senza soluzione di continuità per alcuni interminabili minuti per contrastare la risposta dei nostri agenti di vigilanza”.

“Il commando era composto almeno da 15-20 persone pesantemente armate. Quello di due giorni fa è stato un colpo durissimo inferto alla nostra azienda, che sul territorio opera nel rispetto di tutte le normative, dà lavoro a oltre 130 dipendenti solo in Sardegna e ha sempre investito moltissime risorse in sistemi di sicurezza all’avanguardia. Nonostante tutto la nostra operatività è stata garantita fin da ieri, abbiamo ottemperato a tutti gli approvvigionamenti di cui abbiamo incarico, affinché i nostri clienti non subissero alcun danno”, ha proseguito la responsabile che ha tenuto il massimo riserbo per quanto riguarda le indagini: “Gli inquirenti stanno facendo egregiamente il loro lavoro, da parte nostra stiamo dando loro tutto il supporto possibile”.

Secondo gli investigatori i componenti del commando erano tredici: sette di loro sarebbero entrati nell’edificio per prendere i soldi e caricarli su un furgoncino che li attendeva pronto a partire, mentre altri quattro hanno sparato a raffica contro la facciata, le finestre e le uscite dell’edificio e due hanno bloccato le vie di accesso al traffico.

Un ragazzo che si trovava i passaggio con la sua auto si è trovato un fucile puntato contro, ha provato a spiegare che non avrebbe reagito, ma è stato comunque colpito con un pugno in testa e, mentre si svolgevano i preparativi per la fuga del commando, il giovane avrebbe approfittato della confusione per dileguarsi. Gli inquirenti non confermano la versione del giovane, come non confermano neanche il racconto di altri due uomini di passaggio in auto, padre e figlio, fermati anche loro, i quali hanno però accelerato per darsi alla fuga inseguiti dagli spari che miracolosamente non hanno raggiunto nessuno dei due.

Le uniche informazioni che concedono gli inquirenti sono il fatto che il commando era ben organizzato, addestrato militarmente e sopratutto molto ben informati sull’edificio, i suoi orari, l’organizzazione, sulla presenza di una somma così imponente a quel giorno e a quell’ora, per questo si cerca anche chi abbia potuto fornire informazioni così dettagliate sulla sede di Caniga.

Marco Mura, il vicepresidente di Vedetta 2 Mondialpol, ha dichiarato alla stampa che “La reazione dei nostri dipendenti è stata ineccepibile”. Le guardie giurate hanno tentato di rispondere al fuoco, ma l’attacco è stato talmente violento da costringere tutti i dipendenti a cercare riparo nei bagni o dove possibile all’interno dell’edificio. Mura ha raccontato che i dipendenti “hanno avvisato subito tutte le forze dell’ordine”, in merito alla tempistica di reazione delle forze armate commenta: “Non possiamo entrare nel merito delle tempistiche di intervento, le considerazioni con il senno di poi lasciano sempre il tempo che trovano. Non credo si possa aggiungere altro”.

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