Reggio Calabria, distrutto il negozio del commerciante antiracket

Reggio Calabria. Nella notte, un incendio di vaste proporzioni ha completamente distrutto il negozio di articoli per la prima infanzia “Sanitaria Sant’Elia”, di proprietà di Tiberio Bentivoglio, imprenditore noto per la sua battaglia ultraventennale antiracket.

L’allarme è scattato attorno alle 23.30, ma nonostante l’immediato intervento dei vigili del fuoco, le fiamme hanno distrutto tutti i locali. Nessun dubbio sulla natura dell’incendio, quando l’incendio è stato spento, gli uomini della Scientifica rinvenuto un tappo e i resti di una tanica, quasi sicuramente contenente del liquido infiammabile per appiccare l’incendio.

Una vera e propria intimidazione, sulla quale gli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, al comando di Francesco Rattà, stanno già indagando. Il titolare, Bentivoglio, accorso nella notte di fronte a quel che resta del suo deposito, vicino alla moglie Enza è rimasto a guardare in silenzio i vigili e poi la Scientifica al lavoro, senza dire una parola.

A Reggio Calabria è stato il primo denunciare pubblicamente il pizzo. E i clan non glielo hanno perdonato: non solo hanno colpito più volte la sua attività, ma hanno anche tentato di ucciderlo nel febbraio 2011, quando una persona, tutt’ora ignota, gli ha sparato contro sei colpi di pistola. Quello che doveva raggiungerlo alla schiena è stato deviato dal marsupio che indossava, ma uno gli ha devastato il polpaccio e gli altri quattro sono andati a vuoto. Da allora, Bentivoglio ha una scorta di terzo livello, quella assegnata ai soggetti “ad alto rischio”, ma non si è mai arreso.

Il sindaco di Reggio Calabria, ha convocato un presidio di solidarietà per oggi alle 19.00, ma soprattutto ha promesso che il Comune contribuirà alla raccolta fondi necessaria per sostenere Bentivoglio: “L’incendio al magazzino della sanitaria Sant’Elia è un fatto gravissimo che deve richiamare l’attenzione delle massime istituzioni nazionali”.

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