Roberto Saviano e il suo incontro con Garry Kasparov

“Incontrare Garry Kasparov è stata per me una sorta di epifania. Nel suo libro “L’inverno sta arrivando” ci sono pagine da cui non si torna indietro. Kasparov descrive la Russia di Putin come un grandissimo polipo che estende i suoi tentacoli anche fuori dai confini, come il paese più mafioso del mondo, perché tutto il sistema si basa sulla fedeltà, “a Putin prima di tutto, e poi in linea verticale verso il basso. Se sei fedele al Boss sei fedele al sistema, e quella è l’unica cosa che conta”. Chiunque critichi il potere viene sommerso e divorato dal fango. In Russia si è maestri assoluti di delegittimazione e, in molti casi, di eliminazione fisica del rivale. Perché allora rovinarsi la vita? Davanti ai pezzi schierati in attesa della prima mossa, Kasparov mi guarda come se avessi pronunciato la più ingenua delle domande, e dice: “Se piove, apro l’ombrello“”, lo ha scritto Roberto Saviano sulla propria pagina Facebook.

Lo scrittore ha raccontato su Repubblica la sua passione per gli scacchi avuta sin dall’infanzia: “La mia prima scacchiera fu il dono di un uomo che con i suoi racconti e il suo volermi bene mi ha indirizzato la vita. Si chiama Vittorio Marguccio. Il gioco degli scacchi è un gioco violento, forse il più violento tra gli sport”.

Anche Garry Kasparov adora questo gioco “Gli scacchi occupano il trenta per cento della mia vita”, gli dice “Ciò che adesso gli sta più a cuore è la democrazia. Ed è sull’Europa che pone il suo sguardo. Ha una visione chirurgica quando parla di “una cultura di compromesso che dal ’45 protegge l’Europa, garantendole una certa stabilità. Le frontiere erano sicure, era un continente in pace. A rompere questo equilibrio è stato proprio Vladimir Putin, racconta Saviano.

Per Kasparov “Putin costituisce per l’Europa un pericolo maggiore dell’Is, minaccia l’esistenza stessa dell’Europa. Putin ha fisiologicamente bisogno del crollo delle sue istituzioni. La sua strategia è creare e alimentare il caos. Per questo ha puntato sulla guerra in Siria, un conflitto che ha messo in moto un numero impressionante di rifugiati che fanno pressione sui confini dell’Europa mettendone a dura prova la tenuta e la stabilità”.

La cancelliera tedesca Angela Merkel dovrebbe essere sua rivale, ma Kasparov la considera “l’unico vero politico coraggioso oggi in Europa. Inoltre, essendo nata e cresciuta nella Ddr, sa che cos’è la mentalità comunista, sa come lavora il Kgb e sa quali sono le modalità con cui vengono gestiti gli oppositori politici”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *