Storia della Cannabis in Italia: dall’utilizzo per la stampa all’agricoltura

La Canapa legale è di recente utilizzata in diversi ambiti: industriali, alimentari o agricolo. Tuttavia, in Italia, la pianta della marijuana è sempre stata presente anche a livello di storia

Per la bioedilizia, carte, vestiti lavorati e come sementa per gli animali. La riscoperta per gli utilizzi della canapa legale è stata riportata a galla come una novità eco-bio. Tuttavia, l’utilizzo dell’erba legale era già molto diffuso in Italia anche a livello storico. Difatti, l’utilizzo della Canapa nello stato italiano era un commercio ben affermato fino ad un secolo fa, ma cominciato ben più tempo prima. La diffusione della cannabis legale nel Bel Paese avvenne già tra il X e il VIII secolo a. C. portata da popoli e tribù che trapiantarono la pianta nell’Italia del nord e centro nord. Il suo impiego venne però utilizzato nel corso degli anni e in tutte le epoche: neolitico, medioevo, rinascimento utilizzandolo a livello tessile, cartaceo e per le navi. Fino ad arrivare nell’Ottocento quando con l’estratto di infiorescenza di canapa indiana proveniente dalle indie si realizzavano medicinali o sigari per la cura dell’asma. Questo portò ad un grande picco di vendita di cannabis legale in tutta Europa, fino all’arrivo delle sigarette americane fatte di tabacco.

L’emendamento della Marihuana Tax

Tuttavia, nel Novecento, si raggiunse un picco di produzione di erba legale in Italia. Tra gli anni ’30 – ’40, vi era il 75% di marijuana light legale che venivano esportate dalle aziende canapiere emiliane, campane, piemontesi, venete e lombarde. Lo stivale divenne anche seconda dopo la Russia nella produzione di cannabis legale, ma prima come qualità e selezione. Questo fino all’epoca del proibizionismo: con il Marihuana Tax del 1937, emanato da Theodore Roosevelt, il mercato della cannabis light ebbe un crollo in tutto il mondo. L’emendamento, che vietava la produzione, l’esportazione e l’utilizzo della canapa, funse da reazione a catena in tutto il mondo. Anche in Oriente: post seconda guerra mondiale, il Giappone proibì totalmente l’utilizzo di marijuana (limitazione ancora attiva). Così fu anche per l’Italia e l’Europa in generale: fu solo negli anni 70 che, con l’avvento della generazione hippie, si tornò a parlare di cannabis e del suo utilizzo terapeutico.

Studi, ricerche e quant’altro hanno portato solo negli ultimi vent’anni a riscoprire l’utilizzo della marijuana per coltivazioni, industria eco-green e utilizzo medico regolarizzandone l’uso ma solo in base a valori e quantità. Il suo utilizzo in agricoltura può essere effettuato solo se la pianta non supera livelli di Thc, che devono essere minori dello 0,6%, per l’uso tessile e alimentare. Con l’ultimo emendamento in Italia l’uso della cannabis è illegale, ma l’uso esclusivamente personale è depenalizzato e punito con sanzioni amministrative. L’uso della cannabis per uso medico è legale sotto prescrizione, così come la sua coltivazione ma solo per uso tessile e THC a bassissimi livelli nei fiori di canapa e nei prodotti alimentari o sigarette, privati della sostanza psicoattiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *