Il primo bollettino settimanale dei Campi Flegrei del 2026, diffuso dall’INGV – Osservatorio Vesuviano, fotografa una situazione di attività vulcanica persistente ma stabile, in continuità con il quadro tracciato negli ultimi mesi. Il documento ufficiale, relativo alla settimana compresa tra il 29 dicembre 2025 e il 4 gennaio 2026, conferma la presenza di sismicità superficiale, deformazioni del suolo in atto e parametri geochimici coerenti con l’evoluzione del sistema bradisismico, senza indicazioni di un’imminente fase eruttiva.
Nel dettaglio, nel periodo considerato sono stati localizzati 25 eventi sismici all’interno della caldera dei Campi Flegrei, con magnitudo massima pari a Md 2.1. Si tratta di terremoti di bassa energia e a profondità ridotta, tipici dei processi di sollevamento del suolo che interessano l’area flegrea. Eventi che, pur potendo essere avvertiti dalla popolazione, rientrano nel comportamento atteso di un sistema dominato dalla dinamica dei fluidi e dall’attività idrotermale.
Particolare attenzione continua a essere rivolta alle deformazioni del suolo. Le misure della rete GNSS mostrano che il sollevamento prosegue con un tasso medio di circa 25 millimetri al mese nella zona di massima deformazione, localizzata nell’area di Pozzuoli. Un dato significativo, ma che si inserisce in un trend già noto agli studiosi e monitorato costantemente dall’Osservatorio Vesuviano attraverso una delle reti di sorveglianza vulcanica più avanzate d’Europa.
Sul fronte geochimico, il bollettino non evidenzia variazioni di rilievo nel breve periodo. Le fumarole di Solfatara e Pisciarelli continuano a registrare temperature elevate e composizioni dei gas compatibili con il progressivo riscaldamento del sistema idrotermale osservato negli ultimi anni. Anche questo shows un’evoluzione lenta, priva di segnali improvvisi che possano indicare cambiamenti rapidi nello stato del vulcano.
La valutazione complessiva dell’INGV resta improntata alla prudenza scientifica. Il sistema dei Campi Flegrei è attivo e in continua evoluzione, ma allo stato attuale non emergono evidenze di un’imminente eruzione. L’invito implicito che emerge dal bollettino è quello di mantenere alta l’attenzione, promuovendo al tempo stesso un’informazione corretta e basata su dati scientifici, fondamentale in un’area densamente popolata e particolarmente sensibile al tema del rischio vulcanico.
Fonte dati: www.ov.ingv.it
(foto di Francesco Bellofatto / archivio SudNotizie)
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