Alfa Romeo Cuorerosso debutta in anteprima mondiale al Salone dell’Auto di Parigi 2026 e porta al centro della scena una domanda decisiva per il futuro del Biscione: come cambiare tecnologie, forme e propulsioni conservando il rapporto emotivo tra automobile e guidatore? La risposta prende le sembianze di una concept car che riunisce italianità, sportività e passione in un progetto destinato a orientare il linguaggio dei prossimi modelli. Il suo ruolo, chiarisce il marchio, è quello di un manifesto: Cuorerosso esplora una direzione progettuale, senza anticipare direttamente una vettura di serie.
Il nome racchiude già il senso dell’operazione. Il cuore richiama il coinvolgimento personale, quella componente istintiva che accompagna la scelta di un’automobile; il rosso rimanda alla competizione e a una delle espressioni più riconoscibili dell’identità Alfa Romeo. In questa visione, l’elettrificazione diventa uno strumento con cui sviluppare nuove forme di prestazione e piacere di guida, mantenendo la persona come riferimento del progetto.
Nel comunicato che accompagna la presentazione, Santo Ficili, indicato come CEO di Alfa Romeo e Maserati, lega il futuro del marchio alla connessione fra uomo e macchina. Il messaggio è che tecnologia, funzione e qualità devono contribuire all’esperienza di guida. La possibilità di adottare differenti soluzioni energetiche rientra in questo percorso, insieme alla volontà di creare automobili riconoscibili per carattere e capaci di durare nell’immaginario degli appassionati.
Il principio che tiene insieme questi obiettivi è la Bellezza Necessaria, la filosofia progettuale con cui Alfa Romeo cerca un equilibrio fra estetica e funzione attraverso la riduzione del superfluo. Su Cuorerosso questo approccio riguarda tanto la carrozzeria quanto l’abitacolo: ogni superficie, materiale e comando deve avere una ragione precisa, contribuendo alla qualità complessiva dell’oggetto e alla relazione con chi lo utilizza.
Il metodo di lavoro del Centro Stile Alfa Romeo traduce questa idea in un processo vicino alla scultura. Secondo il documento, dopo una o due settimane dedicate ai primi bozzetti, i designer sono passati alla modellazione tridimensionale, affrontando inizialmente la vettura come un volume unico, privo di ruote, cristalli e dettagli. La forma è emersa attraverso una progressiva sottrazione di materia, concentrando l’attenzione sulle proporzioni e sulla continuità delle superfici.
Da questo percorso nasce una coupé 2+2 che combina l’impostazione di una Gran Turismo con proporzioni particolarmente tese. Alfa Romeo Cuorerosso misura 4.700 millimetri di lunghezza, 1.980 millimetri di larghezza e 1.331 millimetri di altezza, con un passo di 2.930 millimetri e un peso dichiarato di 1.750 chilogrammi. Sono dati che descrivono una vettura bassa e larga, nella quale la presenza scenica deriva soprattutto dal rapporto fra i volumi.
La ricerca aerodinamica si sviluppa attorno alla pulizia del corpo vettura, alla coda tronca e al diffusore basso integrato nella carrozzeria. Il coefficiente aerodinamico dichiarato è pari a 0,28. La caratteristica linea a cuneo accompagna la fiancata dall’anteriore al posteriore, mentre la coda tronca recupera un elemento della tradizione Alfa Romeo, inserendolo in un disegno contemporaneo.
Il frontale conserva il dialogo fra Scudetto e Trilobo, reinterpretato attraverso il rapporto fra il volume centrale e i proiettori. Questi ultimi assumono proporzioni che evocano uno sguardo, contribuendo a dare alla vettura un’espressione riconoscibile. Lo Scudetto nasce dalla forma della carrozzeria e si prolunga sul cofano; la calandra impiega piccoli elementi triangolari retroilluminati, accostati ai simboli della Croce e del Biscione. La firma luminosa è pensata per richiamare un battito, ripreso anche dalla luce di benvenuto.
Al posteriore, il lunotto ripropone la forma dello Scudetto, mentre due elementi luminosi circolari caratterizzano la coda. La continuità delle superfici prosegue sui lati: i cristalli sono a filo e le maniglie tradizionali lasciano spazio a un comando touch collocato sul tetto. Le porte posteriori controvento rendono più scenografico l’accesso ai quattro posti individuali e permettono di osservare con maggiore immediatezza l’organizzazione dell’abitacolo.
Anche i dettagli esterni partecipano alla ricerca di leggerezza visiva. Gli specchietti presentano intarsi impreziositi dal tricolore e una forma ispirata alle lamelle aerodinamiche, con passaggi che consentono all’aria di attraversarli. I cerchi forgiati rileggono il celebre disegno “a telefono” attraverso sei elementi circolari distribuiti sulle tre razze secondo uno schema 2+2+2. Aperture triangolari richiamano lo Scudetto, mentre la finitura combina tonalità e riflessi ispirati al titanio.
La presenza del Quadrifoglio inserisce nel progetto un riferimento esplicito alla tradizione prestazionale del marchio. Il comunicato descrive inoltre sospensioni pneumatiche e un impianto frenante carboceramico Brembo, con pinze specifiche Alfa Romeo. Il documento non fornisce valori di potenza o dati di accelerazione: l’attenzione rimane sulla visione tecnica e stilistica proposta dalla concept.
All’interno, Cuorerosso organizza lo spazio attorno agli occupanti attraverso quattro sedili singoli, una lunga console centrale e pannelli porta attraversati da volumi longitudinali. I sedili ergonomici reinterpretano l’impostazione dei bucket seat, cercando di unire sostegno e comfort. La plancia riprende riferimenti alla 33 Stradale del 1967 e alla nuova 33 Stradale, con uno sviluppo sottile e orizzontale che prosegue verso le porte.
Uno degli elementi più originali è il Cannocchiale Vivente, una nuova interpretazione della strumentazione caratteristica del Biscione. Il sistema prevede due configurazioni: in quella denominata Immersivo mantiene l’impostazione a due elementi; in modalità Concentrato, i due cannocchiali si ricompongono fisicamente in uno solo. L’obiettivo è ridurre le informazioni quando aumenta il coinvolgimento nella guida, lasciando in evidenza ciò che serve davvero.
La possibile evoluzione di questa interfaccia viene associata alla piattaforma STLA SmartCockpit di Stellantis, citata come opportunità di sviluppo per un’esperienza digitale intuitiva e personalizzabile. Anche in questo caso si tratta di una prospettiva progettuale, mentre le tre esperienze di guida Cruise, Sport e Quadrifoglio descrivono diversi livelli di interazione fra vettura e conducente.
Il volante a tre razze viene ripensato attraverso lo sterzo a controllo elettronico, o steer-by-wire, e il principio denominato Con-tatto Volante. Nel progetto rimane centrale la componente fisica dell’interazione, affidata anche ai riscontri tattili e sonori dei comandi meccanici. Sul tunnel trova invece posto il Magma Display, che combina una superficie digitale touch con una ghiera rotativa, un selettore di guida e comandi a levetta. La tecnologia è così distribuita fra strumenti digitali e gesti concreti, con l’intenzione di rendere le funzioni facilmente raggiungibili.
Il futuro energetico delineato da Alfa Romeo Cuorerosso comprende soluzioni elettriche, ibride plug-in, mild hybrid e full hybrid. La visione riguarda una gamma capace di coprire segmenti chiave del mercato con modelli lunghi fino a 4,7 metri e architetture flessibili, potenzialmente adatte anche alle versioni Quadrifoglio. La scelta della propulsione viene quindi collegata alle differenti esigenze di utilizzo, mantenendo come riferimento il carattere del marchio.
In questo scenario, il comunicato ipotizza una configurazione prestazionale con motore 2.9 V6 Full Hybrid, trazione integrale Q4, convertitore di coppia e albero di trasmissione in fibra di carbonio. È una possibilità con cui viene illustrata l’idea di sportività elettrificata del Biscione: il documento non la presenta come una motorizzazione già confermata per un modello destinato alla vendita.
Il rosso, intanto, diventa il filo conduttore dell’intero progetto. La carrozzeria adotta la tinta Liquid Ink Red, ottenuta combinando una fine base in alluminio con uno strato trasparente colorato. Il trattamento crea profondità e variazioni legate alla luce e all’angolo di osservazione: il colore passa da riflessi intensi a tonalità molto scure, mettendo in evidenza la continuità delle superfici.
Nell’abitacolo questa ricerca cromatica incontra materiali tradizionali e soluzioni sperimentali. Il nabuk Poltrona Frau, rifinito a mano, viene impiegato nelle zone a diretto contatto con gli occupanti. Accanto ai metalli con tonalità ispirate al titanio, all’antracite e al gunmetal compare una pelle rigenerata contenente il 60% di scarti post-industriali provenienti dalla lavorazione della selleria premium.
La ricerca sviluppata insieme a Luna Rossa ha inoltre ispirato il tessuto monofilamento della plancia, trasparente e tensionato, derivato dall’esperienza dell’abbigliamento tecnico per la vela oceanica ad alte prestazioni. Il progetto accosta così la ricchezza tattile delle lavorazioni artigianali alla leggerezza dei materiali tecnici. Il comunicato segnala anche sperimentazioni su fibre di carbonio riciclate abbinate a resine rosse.
La console centrale rafforza il richiamo al nome della concept attraverso una luce che emerge da una trama ispirata al magma e alla lava. Il colore segue un gradiente: diventa più intenso vicino al guidatore e si raffredda verso i posti posteriori. Anche l’illuminazione partecipa all’interazione, variando secondo le modalità di guida e attenuandosi nella configurazione Concentrato per limitare le distrazioni.
Fra i dettagli più particolari figura una borsa removibile integrata nella plancia sul lato passeggero. Le cinghie che la trattengono diventano la maniglia quando viene estratta, applicando a un accessorio la stessa ricerca funzionale che guida la vettura. È un piccolo esempio del rapporto fra automobile, artigianalità e design italiano che Cuorerosso cerca di esprimere.
Il debutto di Alfa Romeo Cuorerosso a Parigi 2026 offre dunque una lettura del futuro del Biscione attraverso forme, materiali e modalità di interazione. Restano aperte le scelte industriali che porteranno queste idee sui prossimi modelli, mentre il manifesto chiarisce la direzione: far evolvere la tecnologia conservando una personalità riconoscibile e mettendo il piacere di guida al centro del progetto.
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(foto fornite da alfa-romeo-communications@stellantis.com in allegato al comunicato)







