L’Inno di Mameli verso il riconoscimento costituzionale. Nella Sala Koch del Senato della Repubblica si è svolto il convegno “Il Canto degli Italiani nella Costituzione”, primo momento pubblico di confronto istituzionale sulla proposta di modifica dell’articolo 12 della Carta, con l’obiettivo di affiancare formalmente il Canto degli Italiani alla Bandiera tricolore tra i simboli fondanti della Repubblica.
Il disegno di legge costituzionale, Atto Senato n. 1901, ha come prima firmataria la senatrice Susanna Donatella Campione e propone di inserire nell’articolo 12 della Costituzione il riconoscimento dell’Inno nazionale della Repubblica come Canto degli Italiani, con testo di Goffredo Mameli e musica di Michele Novaro. La proposta ha raccolto la sottoscrizione di 29 senatori appartenenti a diversi schieramenti politici, da Fratelli d’Italia al Partito Democratico, dalla Lega a Forza Italia fino a Noi Moderati, configurando un’intesa bipartisan che rappresenta uno degli elementi politicamente più rilevanti dell’iniziativa.
In una fase della vita pubblica spesso attraversata da divisioni e contrapposizioni, la convergenza sul riconoscimento costituzionale dell’Inno nazionale assume un valore simbolico particolare. Il tema dei simboli repubblicani si conferma, infatti, un terreno capace di superare le appartenenze di parte e di richiamare le istituzioni a una dimensione comune, fondata sulla memoria storica, sull’identità nazionale e sulla coesione civile. L’eventuale approvazione della modifica segnerebbe un passaggio inedito nella storia repubblicana: per la prima volta il Canto degli Italiani, già patrimonio condiviso nella coscienza collettiva del Paese, verrebbe espressamente tutelato dalla Costituzione.
I lavori del convegno sono stati aperti dal Presidente del Senato Ignazio La Russa e dall’esecuzione del Canto degli Italiani, affidata al tenore Francesco Grollo. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, i ministri Giuseppe Valditara, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani, il presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Andrea De Priamo, il presidente emerito della Camera Luciano Violante, il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan, la senatrice Susanna Donatella Campione e il costituzionalista Alfonso Celotto. La presenza di esponenti istituzionali, parlamentari e studiosi del diritto costituzionale ha dato all’appuntamento il carattere di un confronto non solo politico, ma anche culturale e giuridico sul significato dei simboli della Repubblica.
Tra i protagonisti del percorso anche la Fondazione Insigniti OMRI, impegnata da oltre tre anni nella promozione della dignità costituzionale dell’Inno nazionale. La Fondazione ha partecipato al convegno con una numerosa delegazione proveniente da diverse regioni italiane, composta da rappresentanti degli organi direttivi, dei comitati consultivi e delle articolazioni territoriali. La sua azione si inserisce in un più ampio lavoro di valorizzazione dei principi repubblicani e dei simboli civili, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra cittadinanza, istituzioni e memoria nazionale.
Nel suo intervento, il presidente della Fondazione Insigniti OMRI, il prefetto Francesco Tagliente, ha sottolineato il valore dell’iniziativa come momento di rafforzamento dell’identità nazionale e della coesione civile. Il riconoscimento costituzionale dell’Inno, in questa prospettiva, non rappresenta soltanto un adeguamento formale, ma un gesto istituzionale capace di attribuire piena dignità a un simbolo che accompagna da generazioni i momenti più solenni della vita pubblica italiana, dalle celebrazioni repubblicane agli eventi internazionali, dalle cerimonie civili alle manifestazioni sportive.
Particolarmente significativa è stata anche la presenza della Campania. La delegazione regionale della Fondazione Insigniti OMRI, coordinata dal commendatore Luigi Carrino, presidente del Comitato provinciale della Fondazione Insigniti OMRI e presidente del Distretto Aerospaziale della Campania, ha riunito insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana provenienti da diversi territori della regione. Una partecipazione che conferma il ruolo attivo delle articolazioni territoriali nel percorso di promozione dei valori repubblicani e nel rafforzamento del senso di appartenenza alla comunità nazionale.
Il Canto degli Italiani, nato nel 1847 dall’incontro tra i versi di Goffredo Mameli e la musica di Michele Novaro, è divenuto nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’Italia unita. Pur essendo da decenni l’Inno nazionale nella prassi istituzionale e nella percezione collettiva, il suo inserimento nella Costituzione costituirebbe un passaggio ulteriore, destinato a completare il quadro dei simboli repubblicani già delineato dall’articolo 12, che oggi riconosce espressamente il Tricolore come Bandiera della Repubblica.
Con l’avvio dell’esame parlamentare in Commissione Affari Costituzionali, la proposta entra ora nel vivo del proprio iter legislativo. Trattandosi di una modifica costituzionale, il percorso richiederà i passaggi previsti dall’articolo 138 della Carta, con una procedura rafforzata rispetto alla legislazione ordinaria. Ma il dato politico emerso dal confronto al Senato è già significativo: attorno all’Inno di Mameli si è costruito un fronte parlamentare trasversale, che interpreta il riconoscimento del Canto degli Italiani non come una scelta di parte, ma come un atto di valorizzazione della storia, della memoria e dell’identità repubblicana.
Se approvata, la modifica dell’articolo 12 sancirebbe il riconoscimento costituzionale dell’Inno nazionale, trasformando un simbolo già profondamente radicato nella coscienza degli italiani in un elemento espressamente tutelato dalla Carta fondamentale dello Stato. Un passaggio dal forte valore civile, capace di unire istituzioni, territori e cittadini attorno a uno dei segni più immediati e condivisi dell’appartenenza alla Repubblica.
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