di Manuela Ragucci
Esistono esperienze che non si limitano a essere raccontate. Esperienze che chiedono di essere sentite, attraversate, vissute fino in fondo.
La visita tattile organizzata dal Museo Cappella Sansevero martedì 17 marzo 2026 appartiene a questa rara categoria. Con l’apertura straordinaria ed esclusiva dedicata alle persone non vedenti e ipovedenti, il museo offre la possibilità di esplorare attraverso il tatto alcuni dei suoi capolavori più celebri: il Cristo velato e i bassorilievi della Pudicizia e del Disinganno. Un evento gratuito, su prenotazione, pensato con cura per rispondere alle esigenze specifiche dei partecipanti e trasformare la fruizione artistica in un’esperienza autenticamente inclusiva. Dalle ore 9.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.30, i visitatori saranno accolti dallo staff dei servizi educativi con un’introduzione dedicata alla storia della Cappella e alla figura del principe Raimondo di Sangro, ideatore del complesso monumentale. Successivamente saranno condotti verso l’esplorazione tattile delle opere, guidata da accompagnatori non vedenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, formati appositamente per questo percorso dalla guida turistica esperta in itinerari tattili Roberta Meomartini.
Durante la presentazione in anteprima per la stampa, si sono svolte le prime esperienze tattili ed è stata una grandissima emozione assistere alla commozione di chi, privato del senso della vista, non avrebbe mai potuto godere di tale bellezza. Per consentire l’avvicinamento alle sculture, è stata eccezionalmente rimossa la recinzione che normalmente protegge il Cristo velato. I partecipanti, dotati di guanti di lattice e privi di oggetti come anelli, bracciali o orologi, hanno potuto accarezzare le superfici marmoree scolpite da Giuseppe Sanmartino, seguendo con le dita le pieghe del velo e le forme del corpo. Un gesto semplice solo in apparenza, capace in realtà di aprire una dimensione emotiva profondissima.
Al termine della visita, gli ospiti sono stati accompagnati in Sacrestia, dove è stata donata una guida speciale in braille realizzata dal museo in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e stampata dalla Stamperia Regionale Braille di Catania. Uno strumento destinato a restare disponibile anche per future visite autonome.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di accessibilità promosso dal Museo Cappella Sansevero, che durante l’anno offre servizi dedicati come il tour “DescriVedendo” con audioguide per ipovedenti, percorsi video in LIS per persone sorde e il progetto “Museo per tutti”, pensato per visitatori con disabilità intellettiva.
Ma oltre ai dati organizzativi, ciò che resta davvero di questa giornata è il suo significato umano. Permettere a chi non può vedere di incontrare l’arte attraverso il tatto significa riconoscere che la bellezza è un diritto universale. Significa abbattere distanze, trasformare il museo in uno spazio vivo, aperto, accogliente. In quel silenzio fatto di mani che esplorano e cuori che si emozionano, il marmo ha smesso di essere materia immobile. È diventato racconto, presenza, respiro. Perché l’arte non vive soltanto nello sguardo. Vive nel contatto, nell’ascolto profondo, nella possibilità di sentirsi parte di qualcosa di più grande. E in questa giornata speciale, la meraviglia non è stata solo osservata. È stata finalmente, davvero, a portata di mano.
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(ph. Andrea Salzillo per Rive Studio – courtesy Ufficio stampa Museo Cappella Sansevero)
