Si sono concluse le due giornate di Port&ShippingTech 2026, la main conference della Naples Shipping Week, che il 29 e 30 ottobre ha riunito alla Stazione Marittima di Napoli istituzioni, rappresentanti delle imprese, esperti e professionisti per confrontarsi sulle grandi trasformazioni del settore marittimo, portuale e logistico. Una diciottesima edizione che ha confermato il ruolo strategico del capoluogo campano nel dibattito nazionale e internazionale sull’economia del mare, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, alla digitalizzazione, alla sicurezza della navigazione, alla competitività dei porti e alle opportunità professionali offerte dalla Blue Economy.
La manifestazione, inserita nella settima edizione della Naples Shipping Week, promossa da The International Propeller Club Port of Naples e Clickutility Team, ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra il mondo istituzionale e quello produttivo, in una fase caratterizzata da profondi cambiamenti negli equilibri geopolitici, nelle rotte commerciali e nei modelli di sviluppo della logistica internazionale. Planifest+1
La sessione inaugurale di giovedì 29 ottobre, con la partecipazione del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, ha posto al centro del confronto la sicurezza delle rotte marittime, le tensioni geopolitiche e il ruolo del Mediterraneo negli scambi commerciali globali. Il dibattito, sviluppato attorno al tema Mare Liberum aut Mare Clausum, ha approfondito le conseguenze dei nuovi equilibri internazionali sulla libertà di navigazione, sui passaggi marittimi strategici e sulla capacità dell’Italia di rafforzare la propria centralità nello scenario euro-mediterraneo.
Accanto ai temi geopolitici, grande attenzione è stata riservata al futuro del lavoro nell’economia del mare, tra carenza di personale qualificato, nuove tecnologie e necessità di sviluppare competenze sempre più specialistiche. Protagonisti anche tanti giovani, coinvolti nelle iniziative Blue Connect e Blue Voices, che hanno favorito l’incontro tra nuove generazioni, professionisti e imprese del comparto. Un segnale significativo per un settore che, pur confrontandosi con difficoltà nel reperimento di figure professionali, offre prospettive occupazionali legate all’innovazione, alla sostenibilità e alla trasformazione dei sistemi portuali.
La seconda e conclusiva giornata di venerdì 30 ottobre ha ampliato ulteriormente il confronto, attraverso otto sessioni distribuite tra le sale Perseide, Dione e Agave del Centro Congressi della Stazione Marittima. Il programma ufficiale ha dedicato particolare attenzione alle tecnologie per la decarbonizzazione, all’intelligenza artificiale applicata allo shipping, alle prospettive economiche del Mediterraneo, alla sicurezza marittima e al rapporto tra porti e territori. Planifest+1
La mattinata si è aperta alle 9.30 con la seconda parte di New Frontiers in Green Shipping Technologies, dedicata alla decarbonizzazione e all’efficienza energetica del trasporto marittimo. Fino alle 13.00, nella Sala Perseide, il confronto ha riguardato una delle principali sfide per l’industria dello shipping: ridurre l’impatto ambientale delle attività navali senza compromettere l’efficienza operativa e la competitività delle imprese.
La transizione energetica rappresenta infatti un passaggio decisivo per il futuro della navigazione commerciale. L’adozione di tecnologie più efficienti, lo sviluppo di carburanti alternativi, il rinnovamento delle flotte e gli investimenti nelle infrastrutture energetiche portuali richiedono un impegno coordinato tra armatori, operatori logistici, istituzioni e mondo della ricerca. In questo scenario, il Mediterraneo può assumere un ruolo di primo piano nello sviluppo di nuovi modelli di trasporto marittimo sostenibile.
In contemporanea, dalle 9.30 alle 11.30, la Sala Dione ha ospitato Intelligent Shipping: AI, automazione, telecomunicazioni, navigazione, un appuntamento dedicato all’evoluzione tecnologica del settore. L’intelligenza artificiale, l’automazione dei processi e i sistemi digitali di comunicazione stanno progressivamente trasformando la gestione delle navi, le attività portuali e le operazioni logistiche.
L’innovazione digitale apre nuove possibilità per migliorare la pianificazione delle rotte, ottimizzare i consumi, rafforzare la manutenzione predittiva e rendere più efficienti le operazioni di movimentazione delle merci. Allo stesso tempo, pone interrogativi sulla sicurezza informatica, sull’affidabilità dei sistemi automatizzati e sulla preparazione del personale chiamato a utilizzare strumenti tecnologici sempre più avanzati.
Particolarmente significativo anche l’appuntamento svoltosi dalle 9.30 alle 13.00 nella Sala Agave, Il baricentro verso Sud: una strategia mediterranea per la competitività italiana. Logistica, investimenti e nuovi mercati nella prospettiva della Medioceania, convegno curato da Assologistica.
Il tema ha richiamato l’attenzione sulla necessità di ripensare il posizionamento economico e logistico dell’Italia in una prospettiva che riconosca al Mediterraneo un ruolo centrale nelle connessioni tra Europa, Africa e Asia. In questo quadro, il Mezzogiorno costituisce una piattaforma strategica per lo sviluppo dei traffici commerciali, a condizione che le infrastrutture portuali siano accompagnate da investimenti adeguati nei collegamenti ferroviari, nei retroporti, nell’intermodalità e nei servizi logistici.
Il concetto di Medioceania ha offerto una chiave di lettura delle nuove relazioni economiche che attraversano il Mediterraneo, sottolineando l’importanza di una strategia capace di valorizzare la posizione geografica dell’Italia e delle regioni meridionali. Per Napoli e per il sistema portuale campano, queste prospettive si traducono nella possibilità di rafforzare le connessioni internazionali e attrarre investimenti, ma anche nella necessità di superare criticità infrastrutturali e organizzative.
Alle 11.30, sempre nella Sala Dione, il programma è proseguito con Dalla complessità all’integrazione: il futuro della sicurezza marittima, sessione conclusasi alle 13.00 e dedicata a un tema sempre più rilevante per l’intero sistema dei trasporti via mare.
La sicurezza marittima non riguarda soltanto la prevenzione degli incidenti e la tutela della vita umana, ma comprende anche la protezione delle infrastrutture strategiche, la gestione delle emergenze, la sicurezza delle comunicazioni e la capacità di affrontare rischi in continua evoluzione. L’aumento della complessità delle operazioni navali e portuali rende indispensabile una maggiore integrazione tra competenze tecnologiche, strumenti di controllo, procedure operative e cooperazione istituzionale.
Dopo la pausa di metà giornata, i lavori sono ripresi alle 14.30 con due appuntamenti paralleli dedicati ad aspetti differenti ma strettamente collegati al futuro della portualità italiana.
Nella Sala Perseide, fino alle 16.30, si è svolta la sessione Gigantismo navale in acque ristrette: aspetti tecnici e giuridici, curata dal Collegio Nazionale Capitani di Lungo Corso e Macchina. Il tema ha posto l’attenzione sulle implicazioni derivanti dall’impiego di navi commerciali di dimensioni sempre maggiori, soprattutto nelle aree portuali caratterizzate da spazi di manovra limitati e particolari condizioni di navigazione.
L’evoluzione del trasporto marittimo internazionale, con l’aumento delle capacità di carico delle grandi unità navali, comporta nuove esigenze in termini di infrastrutture, dragaggi, servizi tecnico-nautici e gestione della sicurezza. Alle questioni operative si affiancano quelle giuridiche, relative alle responsabilità dei soggetti coinvolti, alle procedure di navigazione e alla necessità di garantire standard adeguati nei contesti portuali più complessi.
Nello stesso orario, nella Sala Dione, si è tenuto uno degli appuntamenti istituzionali più rilevanti della giornata: Le priorità operative dei porti italiani: Presidenti a confronto, organizzato in collaborazione con Assiterminal.
Il confronto tra i vertici del sistema portuale è stato incentrato sulle sfide operative e sulle prospettive di sviluppo degli scali italiani, chiamati a confrontarsi con la concorrenza internazionale, la necessità di modernizzare le infrastrutture e la crescente richiesta di servizi logistici efficienti. Tra le questioni centrali del settore figurano la semplificazione delle procedure, la capacità di realizzare investimenti, il miglioramento delle connessioni con le reti di trasporto e il rafforzamento della competitività degli operatori.
Il dibattito sulle priorità dei porti italiani assume particolare importanza per il Mezzogiorno, dove il potenziamento degli scali può contribuire allo sviluppo delle filiere produttive, all’incremento degli scambi commerciali e alla creazione di nuove opportunità occupazionali. La sfida consiste nel trasformare la posizione geografica dei porti meridionali in un vantaggio competitivo concreto, attraverso programmazione, collaborazione istituzionale e investimenti di lungo periodo. Planifest+1
Il programma pomeridiano è proseguito alle 16.30 con Porti e città: dagli impatti ambientali negativi alle ricadute di sviluppo, nella Sala Perseide, un confronto particolarmente significativo per Napoli e per tutte le realtà urbane che convivono quotidianamente con grandi infrastrutture portuali.
Il rapporto tra porto e città rappresenta uno dei temi più complessi della pianificazione territoriale contemporanea. Da una parte, le attività marittime e logistiche generano occupazione, investimenti, servizi e opportunità economiche; dall’altra, comportano conseguenze sulla mobilità urbana, sulla qualità dell’aria, sul rumore e sull’utilizzo degli spazi costieri.
L’obiettivo del confronto è stato quello di approfondire le condizioni necessarie per superare una visione del porto come infrastruttura separata dal tessuto urbano, promuovendo un modello maggiormente integrato, capace di conciliare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e qualità della vita.
Secondo il programma dei relatori diffuso prima dell’evento, la sessione, introdotta e moderata da Massimo Clemente, dirigente di ricerca del CNR ITC, prevedeva gli interventi di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, Iva Rinčić, sindaca di Fiume, Serena Arrighi, sindaca di Carrara, e Anna Del Sorbo, presidente della Piccola Industria di Confindustria Campania. Un confronto tra esperienze amministrative e produttive diverse, accomunate dalla necessità di costruire un rapporto equilibrato tra le esigenze dello sviluppo portuale e quelle delle comunità cittadine. Port and Shipping
Per Napoli, il tema assume un significato particolare. Il porto costituisce una componente fondamentale dell’identità economica e storica della città, oltre a rappresentare un’infrastruttura strategica per i collegamenti commerciali, il traffico passeggeri e le attività crocieristiche. La sua evoluzione richiede però una pianificazione capace di valorizzare il waterfront, migliorare l’accessibilità e contenere gli impatti ambientali delle attività marittime.
In parallelo, dalle 16.30 alle 18.00, la Sala Dione ha ospitato La logistica delle merci: CTU Code, gestione del rischio e responsabilità nella supply chain, appuntamento curato da C.I.S.Co – Centro Internazionale Studi Containers.
La sessione ha affrontato il tema della sicurezza nella movimentazione e nel trasporto delle unità di carico, con particolare riferimento al CTU Code, il codice internazionale di buone pratiche per il corretto imballaggio e fissaggio delle merci nelle unità di trasporto. Un ambito tecnico di fondamentale importanza per ridurre i rischi di danneggiamento dei carichi, prevenire incidenti e migliorare l’affidabilità dell’intera catena logistica.
Le responsabilità nella supply chain coinvolgono infatti una pluralità di soggetti, dagli spedizionieri agli operatori terminalistici, dai trasportatori agli armatori. La corretta applicazione delle procedure e la diffusione di una cultura della prevenzione rappresentano elementi indispensabili per garantire operazioni più sicure e un sistema logistico efficiente.
Accanto ai lavori congressuali, anche il 30 ottobre è proseguita l’attenzione alle nuove generazioni attraverso Blue Connect, l’iniziativa realizzata da Clickutility Team e Randstad Italia per avvicinare giovani e professionisti alle opportunità offerte dall’economia del mare.
L’iniziativa, articolata tra orientamento, formazione, incontri con le aziende e attività di Career Day, ha evidenziato la necessità di rafforzare il dialogo tra sistema educativo e imprese. Il comparto marittimo-portuale ha infatti bisogno di figure capaci di integrare competenze tradizionali e conoscenze innovative, dalla gestione logistica ai sistemi digitali, dalla sostenibilità ambientale alla sicurezza.
La presenza di tanti giovani nel corso della manifestazione ha rappresentato uno degli aspetti più incoraggianti dell’edizione 2026. Lo shipping e la Blue Economy non costituiscono soltanto settori economici consolidati, ma anche ambiti nei quali si stanno aprendo nuove possibilità professionali, spesso ancora poco conosciute dalle nuove generazioni.
Nel programma delle iniziative collegate alla Naples Shipping Week ha trovato spazio anche il Blue Waves Startup Contest, dedicato alle giovani imprese innovative dell’economia del mare. L’iniziativa, sviluppata con il coinvolgimento di Clickutility Team, CyberTribu, NAStartup e Fabbrica Italiana dell’Innovazione, ha previsto per il 30 ottobre la fase finale del percorso, con la presentazione dei progetti finalisti e la selezione delle startup vincitrici.
Il contest ha contribuito ad ampliare il confronto verso l’imprenditorialità innovativa, valorizzando idee e soluzioni potenzialmente applicabili alle attività marittime, portuali e logistiche. Il rapporto tra startup e aziende consolidate rappresenta infatti un’opportunità per accelerare la diffusione di nuove tecnologie e favorire lo sviluppo di servizi capaci di rispondere alle esigenze di un mercato in trasformazione. Napoli da Vivere+2
La conclusione dei lavori di Port&ShippingTech si è inserita nel percorso di collaborazione tra le principali comunità marittime italiane, richiamato anche dal tradizionale passaggio di testimone tra la Naples Shipping Week e la Genoa Shipping Week. Un’alternanza che testimonia il legame tra due importanti città portuali e la volontà di mantenere vivo un confronto continuativo sulle politiche del mare, sulle infrastrutture e sulle prospettive di sviluppo del settore.
Il programma della giornata del 30 ottobre ha previsto inoltre, nell’ambito della Naples Shipping Week, un incontro istituzionale a bordo della Barca della Legalità, riservato agli invitati, e la serata conclusiva La Porta del Mediterraneo, organizzata da The International Propeller Club Port of Naples e Clickutility Team alla Stazione Marittima. Un’occasione di incontro e networking tra i protagonisti della comunità marittima, nella cornice di uno dei luoghi simbolo del rapporto tra Napoli e il mare. Napoli da Vivere+1
Il bilancio delle due giornate di Port&ShippingTech 2026 restituisce dunque l’immagine di un settore attraversato da trasformazioni profonde, ma anche ricco di potenzialità. Dalla geopolitica alla decarbonizzazione, dall’intelligenza artificiale alla sicurezza marittima, dalla governance portuale al lavoro giovanile, i temi affrontati hanno evidenziato quanto il futuro dell’economia del mare dipenda dalla capacità di mettere in relazione innovazione, investimenti, competenze e visione strategica.
Per Napoli, ospitare questo confronto significa consolidare il proprio ruolo di punto di riferimento nel Mediterraneo, ma anche richiamare l’attenzione sulle opportunità che la crescita del sistema portuale può offrire all’intero Mezzogiorno.
La grande sfida sarà trasformare le riflessioni emerse durante la manifestazione in iniziative concrete, capaci di rafforzare la competitività degli scali, favorire la sostenibilità delle attività marittime e creare nuove occasioni di sviluppo e occupazione.
Con la conclusione della diciottesima edizione di Port&ShippingTech, la Naples Shipping Week 2026 ribadisce così un messaggio centrale: il futuro del Mediterraneo passa anche dalla capacità dei suoi porti di innovare, collaborare e investire nelle nuove generazioni, costruendo un’economia del mare sempre più sostenibile, tecnologica e competitiva.
Nota redazionale: orari, titoli delle sessioni e relatori indicati derivano dai programmi pubblicati dagli organizzatori. Non essendo disponibile un resoconto consuntivo verificato di ogni intervento, l’articolo ricostruisce le tematiche affrontate senza attribuire dichiarazioni, decisioni o risultati non documentati.
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