La grande musica jazz arriva nella periferia orientale di Napoli con un appuntamento che promette di trasformare Ponticelli in un punto d’incontro tra sonorità, culture e sperimentazione artistica. Sabato 31 ottobre 2026, alle ore 19:00, l’Auditorium Sannino-De Cillis di Ponticelli ospiterà il concerto del Galactic Jazz Syndicate con Daniele Sepe ed Emilia Zamuner, protagonisti di una nuova serata della rassegna Jazz di Frontiera, inserita nel progetto Affabulazione, promosso dal Comune di Napoli e sostenuto dal Ministero della Cultura.
Un evento che va oltre la semplice esibizione musicale e si inserisce in una più ampia visione di valorizzazione culturale dei quartieri cittadini, portando spettacoli di qualità anche in territori spesso lontani dai tradizionali circuiti artistici del centro. Ponticelli, nel cuore della Municipalità 6, diventa così uno spazio privilegiato di incontro tra musicisti, pubblico e linguaggi espressivi differenti, confermando il ruolo della cultura come strumento di partecipazione e crescita collettiva.
A guidare il Galactic Jazz Syndicate saranno due personalità di grande rilievo della scena musicale contemporanea, Daniele Sepe ed Emilia Zamuner, artisti accomunati dalla passione per la ricerca sonora, ma caratterizzati da percorsi e sensibilità differenti, destinati a intrecciarsi in un’esperienza musicale coinvolgente.

Daniele Sepe, sassofonista e compositore napoletano, rappresenta da tempo una delle espressioni più originali della musica italiana. La sua identità artistica si fonda sulla capacità di attraversare generi e tradizioni, superando classificazioni rigide e costruendo un linguaggio nel quale il jazz dialoga con le musiche popolari, le sonorità mediterranee e le influenze provenienti da culture diverse. La sua ricerca musicale si distingue anche per una forte dimensione espressiva e sociale, nella quale la libertà creativa diventa occasione di confronto e riflessione.
Accanto a lui, Emilia Zamuner porterà sul palco una vocalità raffinata e versatile, capace di coniugare precisione tecnica, sensibilità interpretativa e capacità di improvvisazione. Considerata una delle voci interessanti del jazz contemporaneo, la cantante riesce a muoversi tra atmosfere intime e passaggi di maggiore intensità, valorizzando il rapporto tra la voce e gli strumenti. La sua presenza contribuirà a rendere il concerto un percorso musicale ricco di sfumature, nel quale la dimensione melodica si intreccerà con la sperimentazione.
Il dialogo tra il sassofono di Daniele Sepe e la voce di Emilia Zamuner rappresenterà uno degli elementi centrali della serata. Due modi differenti di interpretare la musica che si incontrano sul terreno dell’improvvisazione, della creatività e della contaminazione stilistica, offrendo al pubblico l’opportunità di avvicinarsi a un jazz aperto, dinamico e capace di parlare anche a chi non frequenta abitualmente questo genere musicale.
A completare la formazione del Galactic Jazz Syndicate sarà un ensemble composto da musicisti di esperienza e personalità. Sul palco saliranno Salvatore Lampitelli alla voce, Alessandro Morlando alla chitarra, Paolo Zamuner alle tastiere, Gianluca Capurro al basso e Massimo Del Pezzo alla batteria. Una formazione articolata che permetterà di esplorare diverse possibilità espressive, alternando momenti di interazione strumentale, passaggi ritmici e spazi dedicati alla libertà interpretativa.
La presenza di due voci, insieme a sassofono, chitarra, tastiere, basso e batteria, offrirà una tavolozza sonora particolarmente ampia, ideale per costruire un concerto nel quale la tradizione jazzistica potrà confrontarsi con il funky e con altre influenze musicali contemporanee. L’obiettivo artistico è quello di valorizzare l’incontro tra esperienze diverse, lasciando spazio alla spontaneità e alla capacità dei musicisti di comunicare attraverso la musica.
Il concerto del 31 ottobre si colloca all’interno di Jazz di Frontiera, una rassegna che già nel titolo richiama il desiderio di superare confini geografici, culturali e musicali. La frontiera non è soltanto quella tra un genere e l’altro, ma anche quella che separa idealmente il centro urbano dalle periferie, i luoghi tradizionali della produzione culturale dai quartieri che chiedono nuove opportunità di partecipazione.
Portare un progetto musicale di questo livello a Ponticelli significa contribuire a una concezione più diffusa dell’offerta culturale cittadina, nella quale ogni territorio possa diventare protagonista. L’Auditorium Sannino-De Cillis, situato in via Angelo Camillo de Meis 243, si conferma in questo contesto uno spazio significativo per la vita culturale della zona orientale di Napoli, accogliendo iniziative capaci di attirare appassionati, curiosi e cittadini interessati a nuove esperienze artistiche.
La manifestazione rientra nel programma Affabulazione – Espressioni della Napoli policentrica, iniziativa attraverso la quale il Comune di Napoli punta a rafforzare la diffusione delle attività artistiche nei diversi quartieri, sostenendo progetti di teatro, musica e danza. L’edizione 2026 coinvolge diverse aree cittadine e promuove anche attività laboratoriali, con l’intento di rendere la cultura maggiormente accessibile e favorire la partecipazione delle comunità locali. Cliclavoro+1
In questa prospettiva, il jazz assume un significato che supera la dimensione strettamente musicale. La sua stessa natura, costruita sull’ascolto reciproco, sull’improvvisazione e sul dialogo tra strumenti, diventa una metafora dell’incontro tra persone, identità ed esperienze. Ogni esecuzione nasce infatti da un equilibrio tra individualità e collaborazione, tra libertà espressiva e capacità di costruire un percorso comune.
È proprio questa filosofia ad accompagnare il lavoro artistico della rassegna, che punta a fare della musica un’occasione di inclusione e rigenerazione culturale. In una città complessa e ricca di energie creative come Napoli, iniziative di questo tipo possono contribuire a rafforzare il rapporto tra produzione artistica e territorio, offrendo nuovi spazi di socialità e confronto.
La direzione artistica del progetto è affidata al maestro Gennaro Cappabianca, per l’associazione Collegium Philarmonicum, realtà impegnata nell’organizzazione e nella promozione di iniziative culturali.
Secondo Gennaro Cappabianca, Jazz di Frontiera rappresenta «un’occasione straordinaria per vivere l’improvvisazione e la musica d’autore come strumenti di incontro, inclusione e rigenerazione culturale per le periferie».
Parole che riassumono il senso dell’iniziativa e sottolineano quanto la musica possa incidere sulla vitalità di un quartiere, contribuendo non soltanto all’intrattenimento, ma anche alla costruzione di nuove occasioni di aggregazione. La presenza di artisti come Daniele Sepe ed Emilia Zamuner rafforza questa impostazione, offrendo al pubblico una proposta che unisce qualità musicale e attenzione alla dimensione collettiva dell’esperienza culturale.
Il calendario di Jazz di Frontiera 2026 comprende anche altri appuntamenti dedicati alle diverse espressioni del jazz, con protagonisti della scena italiana e percorsi musicali che spaziano dalle contaminazioni contemporanee alle riletture di grandi compositori. Tra gli eventi annunciati figurano anche concerti con Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso e Javier Girotto, a conferma della volontà di costruire una programmazione di ampio respiro nella periferia orientale napoletana. Napoli da Vivere
La serata del 31 ottobre rappresenterà quindi un’occasione per ascoltare dal vivo una formazione capace di combinare talento, sperimentazione e sensibilità artistica, ma anche per riscoprire Ponticelli come luogo di cultura e produzione musicale.
L’appuntamento è fissato per sabato 31 ottobre 2026 alle ore 19:00, presso l’Auditorium Sannino-De Cillis, in via Angelo Camillo de Meis 243 a Ponticelli, Napoli. L’ingresso è gratuito, con prenotazione richiesta secondo le informazioni pubblicate nelle guide agli eventi della rassegna. È consigliabile verificare la disponibilità dei posti attraverso i canali dell’organizzazione. 31 ott 2026+1
Il concerto del Galactic Jazz Syndicate, con Daniele Sepe ed Emilia Zamuner, sarà dunque un nuovo tassello del percorso di Jazz di Frontiera: un progetto che mette al centro la musica dal vivo e la capacità dell’arte di attraversare i confini, creando connessioni tra generazioni, territori e culture. Per una sera, Ponticelli diventerà il palcoscenico di un viaggio sonoro nel quale il jazz sarà soprattutto un linguaggio universale di incontro, creatività e condivisione.
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(foto fornite dall’ufficio stampa in allegato al comunicato)

