I Campi Flegrei si preparano a compiere un salto di qualità nella loro capacità di raccontarsi, organizzarsi e proporsi come destinazione turistica unitaria. Non più soltanto un territorio di straordinaria suggestione paesaggistica, archeologica e mitologica, ma un sistema integrato capace di tenere insieme tutela ambientale, valorizzazione culturale, turismo lento, innovazione digitale e sviluppo economico. È questo il senso del convegno “Oltre il mito. I Campi Flegrei verso la destinazione turistica”, promosso dall’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei e in programma sabato 16 maggio 2026, alle ore 11, nella Sala Ostrichina del Parco Borbonico del Fusaro di Bacoli. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di presentare una strategia territoriale ampia, pensata per superare la frammentazione amministrativa e costruire una nuova identità turistica flegrea, condivisa tra comuni, istituzioni, operatori culturali e sistema imprenditoriale.
Al centro del percorso c’è il ruolo dell’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, chiamato a trasformarsi da presidio di tutela ambientale a vero soggetto di coordinamento dello sviluppo locale. Il presidente Vincenzo Imperatore ha definito questa evoluzione come un passaggio decisivo: l’Ente Parco non è soltanto custode dell’ambiente e della biodiversità, ma anche regista di una nuova stagione di programmazione territoriale. La prospettiva è quella di costruire un’offerta turistica fondata su percorsi storico-naturalistici ciclo-pedonali, turismo lento, fruizione consapevole e sulla nascente DMO Campi Flegrei, una Destination Management Organization destinata a mettere in rete pubblico e privato. La logica è chiara: agire oltre i confini dei singoli comuni, rendendo i Campi Flegrei una destinazione riconoscibile, competitiva e capace di attrarre flussi turistici di qualità, anche in vista delle grandi sfide internazionali che interesseranno Napoli e l’area metropolitana nei prossimi anni.
La futura DMO rappresenta infatti lo strumento operativo per coordinare promozione, accoglienza, servizi, itinerari, comunicazione e governance turistica. In un territorio come quello flegreo, dove convivono vulcani, laghi, coste, siti archeologici, borghi marinari, tradizioni enogastronomiche e paesaggi agricoli, la gestione integrata diventa una necessità strategica. La presenza dell’America’s Cup 2027 a Napoli rafforza ulteriormente questa esigenza: la 38ª edizione della competizione velica porterà l’attenzione internazionale sul Golfo di Napoli e sulla Campania, creando un’occasione irripetibile per collegare sport, turismo, cultura e territori limitrofi. Il sito ufficiale dell’America’s Cup presenta Napoli come sede della Louis Vuitton 38th America’s Cup nel 2027, mentre il portale dedicato alla manifestazione sottolinea il legame tra evento sportivo, esperienze turistiche e patrimonio culturale.
Il convegno sarà moderato dalla giornalista Floriana Schiano Moriello e si aprirà con l’intervento del presidente Vincenzo Imperatore, seguito dai saluti istituzionali del presidente del Centro Ittico Campano, Uberto Siola, e del presidente del Gal Parthenope, Paolo Conte. Il confronto entrerà poi nel vivo con il contributo di Fabio Pagano, direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, chiamato a illustrare una visione nella quale la tutela del patrimonio monumentale si intreccia con la valorizzazione del paesaggio agricolo, della biodiversità e delle risorse ambientali. Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, istituto dotato di autonomia speciale, rappresenta uno dei poli culturali più rilevanti della terra flegrea, con siti e testimonianze che raccontano la profondità storica di un’area considerata da secoli “terra del mito”.
La costruzione di una destinazione turistica integrata passa anche dal coinvolgimento del sistema ricettivo. In questa direzione si inserisce l’intervento di Roberto Laringe, presidente di Federalberghi Campi Flegrei, che porterà al centro del dibattito la necessità di superare la frammentazione dell’offerta e costruire connessioni stabili tra comuni, strutture alberghiere, operatori, itinerari e servizi. La sfida non è soltanto aumentare i numeri del turismo, ma qualificare l’esperienza del visitatore, rendendo il territorio più leggibile, accessibile e competitivo. I Campi Flegrei possono infatti proporsi come alternativa e complemento ai grandi attrattori campani, puntando su un turismo esperienziale che unisca archeologia, natura, mare, cammini, cultura materiale e identità locale.
In questa visione si collocano anche gli interventi dedicati all’innovazione e alla fruizione digitale. Maria Caputi, fondatrice de “La Terra dei Miti”, presenterà nuove soluzioni per accompagnare la scoperta del territorio attraverso itinerari esperienziali, strumenti digitali e forme di racconto capaci di rendere più accessibile il patrimonio flegreo. Vittorio Lepre, tour operator di “Cosy For You”, approfondirà invece il tema del turismo accessibile e lento, due dimensioni sempre più centrali nelle politiche di valorizzazione territoriale. L’obiettivo è costruire un modello di fruizione rispettoso dei luoghi, adatto a pubblici diversi e capace di coniugare sostenibilità, inclusione e qualità dell’esperienza.
A chiudere la sessione tecnica sarà Massimo D’Antonio, autore della guida “L’arcipelago flegreo”, che offrirà un racconto del territorio capace di andare oltre i confini geografici tradizionali. L’immagine dell’arcipelago è particolarmente significativa: i Campi Flegrei non sono un insieme indistinto di luoghi, ma una costellazione di paesaggi, storie, memorie e comunità che devono imparare a dialogare in modo più organico. È proprio questa la direzione indicata dal convegno: trasformare la ricchezza diffusa del territorio in un ecosistema turistico moderno, riconoscibile e ben governato.
Particolarmente rilevante sarà anche il momento dedicato a “Il punto dei sindaci”, con gli interventi del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, del sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, del sindaco di Bacoli Josi Della Ragione e del sindaco di Monte di Procida Salvatore Scotto di Santolo. La presenza dei primi cittadini conferma che la sfida della destinazione flegrea non può essere affrontata in modo isolato. Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida sono parti di un sistema territoriale che deve presentarsi con una visione comune, soprattutto in una fase in cui la competizione tra destinazioni turistiche richiede identità forti, infrastrutture adeguate, promozione coordinata e capacità amministrativa.
Le conclusioni saranno affidate a Vincenzo Maraio, assessore al Turismo della Regione Campania, chiamato a delineare il sostegno regionale a questa nuova fase di programmazione. Il coinvolgimento della Regione è fondamentale perché la costruzione della destinazione Campi Flegrei si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione della Campania come territorio policentrico, capace di affiancare ai grandi flussi turistici di Napoli, Pompei, Capri, Ischia, Sorrento e Costiera Amalfitana nuove direttrici di qualità. In questo quadro, i Campi Flegrei possono diventare un laboratorio avanzato di turismo sostenibile, dove ambiente, cultura e sviluppo non siano percepiti come elementi separati, ma come parti di un’unica politica territoriale.
“Oltre il mito” non è dunque soltanto il titolo di un convegno, ma la sintesi di una trasformazione possibile. I Campi Flegrei possiedono già un patrimonio straordinario: laghi costieri, aree vulcaniche, siti archeologici, tradizioni marinare, paesaggi agricoli, borghi, percorsi naturalistici e una memoria culturale che attraversa la storia antica e moderna del Mediterraneo. Ciò che oggi si vuole costruire è una regia condivisa, capace di rendere questo patrimonio più accessibile, più coordinato e più attrattivo. La sfida è passare dalla somma dei luoghi alla forza di una destinazione: un territorio che non vive soltanto del proprio mito, ma lo trasforma in futuro, economia, sostenibilità e identità.
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