Questa mattina, 14 gennaio 2026, l’area dei Campi Flegrei è tornata sotto i riflettori per una sequenza sismica di breve durata ma ben percepita in molte zone di Pozzuoli e nei quartieri limitrofi di Napoli. I dati ufficiali di monitoraggio sismico resi disponibili dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) attraverso la rete dell’Osservatorio Vesuviano mostrano che i due eventi sono avvenuti in rapida successione e con caratteristiche geografiche e dinamiche ben distinte.
Il primo evento è stato registrato alle 09:03:14 ora locale con epicentro localizzato nell’area del rione Solfatara, una delle zone storiche di maggiore sismicità della caldera flegrea, nota per la sua intensa attività idrotermale e per i frequenti fenomeni di bradisismo. Questo terremoto ha avuto una magnitudo 2,5, come spesso accade nella sismicità quotidiana di quest’area, e si è verificato a profondità di 3 km, tipica delle scosse vulcaniche-tettoniche che si originano a pochi chilometri sotto il livello del suolo.
Circa quaranta minuti più tardi, alle 09:03:40 locali un secondo terremoto è stato rilevato nella zona di Cigliano, nelle immediate vicinanze della galleria della Tangenziale. Anche questo evento è stato caratterizzato da profondità bassa (2 km) e magnitudo contenuta (2,2), confermando l’andamento tipico della micro-sismicità flegrea, dove periodi di intensa deformazione sono spesso accompagnati da numerose scosse leggere, molte delle quali percepite come lievi vibrazioni o boati.
Dal punto di vista geodinamico, questa sequenza non diverge dai modelli di attività che da anni caratterizzano i Campi Flegrei: continua deformazione del suolo, presenza di fluidi nel sottosuolo e adattamento delle strutture rocciose generano movimenti che vengono intercettati costantemente dalla rete di stazioni sismiche e geodetiche dell’INGV. Proprio questa sorveglianza continua permette di discriminare i fenomeni ordinari da quelli che richiedono ulteriore attenzione o approfondimento scientifico.
È importante sottolineare che non sono stati segnalati danni a persone o a strutture in seguito alle scosse di questa mattina, e le autorità scientifiche sottolineano che tali eventi rientrano nelle oscillazioni normali dell’attività vulcanica superficiale.
La sorveglianza dell’INGV e del Dipartimento della Protezione Civile continua senza sosta, con aggiornamenti regolari su bollettini settimanali e mensili che analizzano non solo i terremoti ma anche la deformazione del suolo, i flussi di gas e altri parametri cruciali per comprendere lo stato di equilibrio della caldera. Gli strumenti di monitoraggio posti su tutto il territorio flegreo assicurano che anche eventi di bassa magnitudo come quelli di questa mattina vengano registrati e interpretati nel contesto più ampio dell’attività della caldera.
Gli eventi sismici di stamattina nei Campi Flegrei con epicentri a Solfatara e Cigliano rappresentano l’ennesima episodio di micro-sismicità vulcanica superficiale, un fenomeno atteso e ben documentato dagli istituti di monitoraggio italiani, che ribadiscono la necessità di informazione accurata per evitare allarmismi infondati ma mantenere alta l’attenzione scientifica.
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Fonti dati e immagine:
terremoti.ingv.it – monitoraggio eventi sismici in tempo reale
ov.ingv.it – Osservatorio Vesuviano INGV – dati e sorveglianza
