Venerdì 24 luglio 2026, alle ore 17, Palazzo Ricca a Napoli ospiterà la presentazione di Il Miglio della Memoria, sesto volume della collana Documento > Monumento. C’arte in fotografia. L’incontro si terrà nella sede della Fondazione Banco di Napoli, in via dei Tribunali 213, nel cuore del centro storico partenopeo.
Ideata dalla storica dell’arte Bianca Stranieri, docente dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, e curata in questo nuovo appuntamento editoriale da Luigi Abetti, la pubblicazione nasce con l’obiettivo di connettere archivi storici, fondi confessionali, biblioteche e registri documentari, superando l’isolamento dei singoli istituti e costruendo un patrimonio culturale condiviso, accessibile e capace di raccontare Napoli attraverso la memoria delle sue carte.
Il volume è promosso dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania e sostenuto dalla Fondazione Banco di Napoli. Si inserisce nel più ampio progetto del Miglio della Memoria, un percorso culturale avviato nel 2024 per mettere in relazione numerose istituzioni pubbliche e private situate nel centro antico di Napoli. Archivi, biblioteche, fondazioni ed enti confessionali diventano così parti di una rete unitaria, nella quale documenti e testimonianze non sono più custoditi come elementi isolati, ma valorizzati come frammenti di un’unica storia collettiva.
«Il testo curato da Luigi Abetti fa parte di un percorso culturale straordinario, istituito nel 2024 dalla Soprintendenza, che unisce in un unico e coerente tessuto connettivo ben diciannove enti del territorio», spiega Bianca Stranieri. «Ci troviamo di fronte a una trama fitta di istituzioni che non si limitano a dialogare in modo formale, ma si integrano attivamente con l’intento esplicito di incrementare un cammino comune e condiviso».
Al progetto hanno collaborato anche gli archivisti della Fondazione Gloria Guida, Sabrina Iorio e Andrea Zappulli, contribuendo alla selezione, allo studio e alla valorizzazione di un patrimonio documentario che, attraverso la fotografia, acquista una nuova forza narrativa.
Il Miglio della Memoria propone infatti una riflessione sul rapporto tra il tempo lento dell’ascolto e la velocità con cui vengono oggi consumate le immagini. Il documento d’archivio non è trattato come un reperto immobile o come una semplice testimonianza del passato, ma come una materia viva, capace di generare domande, connessioni e nuove interpretazioni.
La ricerca scientifica viene tradotta in un’architettura visiva originale, costruita attraverso il confronto tra generazioni ed esperienze differenti. Gli sguardi dei giovani fotografi esordienti di Flegrea Photo dialogano con quelli di autori affermati come Luciano Ferrara, Federica Gioffredi, Marco Casciello, Antonello Scotti e Peppe Esposito. Ne nasce un racconto nel quale la storia non appare come una reliquia distante, ma come un’esperienza condivisa, ancora capace di interrogare il presente.
La fotografia d’arte diventa così lo strumento attraverso il quale antiche carte, registri, fondi storici e testimonianze archivistiche possono essere osservati da una prospettiva nuova. Il linguaggio delle immagini rende percepibili dettagli che potrebbero sfuggire durante una consultazione esclusivamente scientifica e consente di avvicinare al patrimonio documentario anche chi non possiede una formazione specialistica.
«Questo volume rappresenta una nuova tappa di un cammino avviato con la convinzione che la tutela non possa esaurirsi nella conservazione dei beni culturali», sottolinea Gabriele Capone, soprintendente archivistico e bibliografico della Campania. «Conservare significa certamente proteggere, ma soprattutto rendere accessibile, condividere e creare conoscenza. Un patrimonio documentario vive pienamente soltanto quando viene studiato, valorizzato e restituito alla collettività come bene comune».
La collana Documento > Monumento. C’arte in fotografia nasce proprio da questa concezione dinamica della tutela. Il patrimonio archivistico non viene soltanto preservato fisicamente, ma trasformato in uno strumento di conoscenza, partecipazione e consapevolezza. Ogni volume costruisce un ponte tra il rigore della ricerca e l’immediatezza dell’esperienza visiva, offrendo al lettore la possibilità di entrare negli archivi attraverso un percorso insieme artistico e documentario.
L’integrazione di materiali provenienti da istituti differenti permette inoltre di ricomporre vicende storiche spesso frammentate tra più fondi. Carte amministrative, documenti economici, testimonianze religiose, registri e immagini vengono messi in relazione, restituendo una rappresentazione più ampia e complessa delle trasformazioni che hanno interessato Napoli e il Mezzogiorno.
La pubblicazione si rivolge quindi non soltanto agli studiosi, ma a un pubblico ampio e curioso: dagli studenti delle scuole secondarie agli appassionati di fotografia, dai ricercatori ai visitatori interessati a un turismo culturale più consapevole. Il volume propone un viaggio negli orizzonti storici del territorio attraverso il fascino estetico e il valore documentario della fotografia d’arte.
«La salvaguardia della memoria non è mai un atto di sola conservazione», afferma Orazio Abbamonte, presidente della Fondazione Banco di Napoli, «bensì la coscienza che l’uomo vive carico del suo passato, che rappresenta il suo primo strumento per orientarsi nel mondo».
La Fondazione conferma così il proprio sostegno a una collana diventata, nel corso del tempo, uno strumento originale per l’analisi critica del patrimonio culturale napoletano e meridionale. La memoria, in questa prospettiva, non costituisce un peso immobile, ma una risorsa indispensabile per comprendere le trasformazioni sociali, economiche e culturali del presente.
Anche Marcello d’Aponte, presidente del Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, evidenzia la capacità del progetto di rivolgersi a una platea più vasta rispetto a quella degli addetti ai lavori. «Documento > Monumento supera i confini di una consultazione per soli specialisti, trasformando le antiche carte in un linguaggio visivo universale capace di svelare la continuità tra passato e presente. È per questo motivo che il Museo sostiene fortemente questo progetto culturale».
Il nuovo volume conferma dunque la vocazione della collana: diventare una guida artistica e scientifica capace di illustrare i monumenti, le istituzioni e la storia del territorio attraverso le testimonianze dirette conservate negli archivi. Un modo innovativo di raccontare Napoli, nel quale il documento non rimane chiuso in un deposito, ma torna a parlare grazie all’incontro tra ricerca, fotografia e partecipazione collettiva.
La presentazione di Il Miglio della Memoria, in programma venerdì 24 luglio alle ore 17 a Palazzo Ricca, rappresenterà un’occasione per conoscere il nuovo progetto editoriale e riflettere sul ruolo degli archivi nella costruzione dell’identità culturale. Nel cuore di Napoli, le carte del passato torneranno così a incontrare gli sguardi del presente, mostrando come la memoria possa ancora orientare il futuro. La Fondazione Banco di Napoli ha annunciato l’appuntamento attraverso i propri canali ufficiali.
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