di Anthea Fusco
C’è la Napoli delle notti infinite e degli amori che non dormono mai. C’è la Napoli delle vittorie e delle sconfitte al Maradona. E c’è una Napoli di cui pochi si occupano, quella dei cani maltrattati e in cerca di un padrone affettuoso. Una Napoli che scopriamo sentendo abbaiare in un vicolo buio, dietro un cancello o nella prigione di un box di ferro e cemento.
Lucio Pengue, giornalista amatissimo dai tifosi di calcio e di basket, tutto questo lo sa bene. Voce e volto fra i più noti di Radio Kiss Kiss Napoli, giornalista nato, curioso di tutto per mestiere e per vocazione, Pengue è infatti anche un animatore della movida partenopea, ed è un grande amante degli animali.

Tanto che nel suo romanzo d’esordio “Era bellissima”, ambientato tra Napoli e Sorrento, esplorando le fragilità interiori e i “legami che salvano”, ha incluso un amore speciale, quello per l’amico dell’uomo per eccellenza: il cane.
Così, prendendo spunto da una splendida iniziativa nata sui campi di calcio, lo abbiamo incontrato per parlare prima di tutto del suo rapporto con i nostri amici a quattro zampe.
D: Lucio, il Napoli ha battuto il Bologna in una battaglia al Maradona, tornando finalmente a vincere in casa, ma i giocatori della squadra emiliana sono venuti all’onore delle cronache anche per una bellissima iniziativa: “Un goal per loro” che promuove l’adozione responsabile dei cani ospiti dei canili di Marzabotto e Calderara di Reno: cosa ne pensi?
R: “L’adozione responsabile è un grande atto d’amore, il cane dà senza chiedere nulla in cambio. Lo dico anche per esperienza personale, con Rebecca e Umberto, i cani con cui ho condiviso momenti indimenticabili, ho imparato cosa significa davvero amare. Apprezzo molto l’iniziativa del Bologna perché mettono questo tema con forza sotto gli occhi di chi altrimenti lo ignorerebbe. Però sinceramente, nonostante il mio ben sperare, non so quanto possano cambiare le cose nel concreto. Quello che so è che basta lo sguardo di un cane per capire l’amore che trasmette, il resto, se arriva anche solo una persona in più, è già qualcosa.”
D: Quanto conta per per una società di calcio come il Napoli impegnarsi non solo nei risultati sportivi, ma anche in tematiche sociali concrete, come ad esempio il razzismo, l’omofobia, la disabilità?
R: “Il Napoli è una squadra amata e seguita da milioni di persone in tutto il mondo e, quando si espone su certi temi, il messaggio arriva a tanti che magari ignorerebbero queste tematiche. Chi è così in vista ha il compito di far conoscere e sensibilizzare le battaglie giuste. Detto questo, non so se club e giocatori abbiano davvero il potere di smuovere le coscienze su temi così delicati. Onestamente non ne sono sicuro, ma ci spero!”
D: Ci hai parlato dei tuoi due cani. Com’è il tuo personale rapporto con gli animali?
R: “Il mio rapporto con gli animali è sempre stato un po’ strano, a dire la verità. Li ho sempre rispettati, ma con un timore di fondo. Li tenevo ad un passo da me. Poi ho conosciuto un cane di nome Rebecca e… la mia vita è cambiata! Come ho detto, ho imparato ad amare grazie a lei, e quell’amore così puro e sano si è poi allargato ad uno dei suoi cuccioli, Umberto, che per me è diventato come un figlio. Oggi non posso più accarezzarli, ma nel mio cuore ci sono sempre e, certe notti, sogno ancora che giocano con me…”
D: Molti studio confermano che un animale in ambiente di lavoro aiuta molto : avete mai pensato di prendere, che so, un gattino come mascotte di Radio Kiss Kiss Napoli?
R: “In radio non è possibile portarli, lo capisco, ma se potessimo avere un cane o un gatto in redazione, sarebbe, secondo me, una calamita d’amore, uno stimolo, certo, e magari anche una piccola distrazione dalla solita routine, ma soprattutto qualcosa che farebbe bene a tutti quelli che lavorano lì dentro. Sarebbe coccolato da tutta la squadra, altro che produttività. Penso che aiuterebbe proprio l’umore e, a volte, l’umore conta più della produttività stessa.”
D: Dopo il successo di “Era bellissima” edito da Fuorilinea, stai scrivendo un nuovo romanzo. Puoi anticiparci qualcosa?
R: “Il titolo definitivo lo deciderà l’editore, ma per ora lo chiamo “Sei una grandissima”. È stato un lavoro lungo e complicato, probabilmente più difficile del primo. Con “Eri bellissima” avevo un’esigenza diversa, oggi pretendo molto di più da me stesso e dalla mia penna. Questa volta racconto due punti di vista che si intrecciano: quello di un deejay napoletano e quello di una pasticceria originaria del Cilento. Il romanzo è completo, attualmente è in fase di editing, e spero possa uscire tra qualche mese, magari prima di Natale. Infine, se permetti, vorrei dirti che mi ha fatto particolarmente piacere che in questa intervista sia venuto fuori altro di me, oltre lo sport. Gli animali e la scrittura sono due passioni che porto avanti in parallelo al mio lavoro da sempre, e che mi raccontano, forse, meglio delle partite che commento. Se ci legge qualcuno che ha un cane o un gatto che gli ha cambiato la vita, come Rebecca e Umberto hanno cambiato la mia, o se leggerà “Sei una grandissima” quando uscirà, mi farebbe piacere saperlo…”
L’incontro con Lucio Pengue è partito da questa splendida iniziativa del Bologna calcio che si è schierato apertamente in favore dei diritti degli animali. Ci auguriamo che verrà imitata anche da altre squadre, e che sempre più giornalisti, intellettuali, personaggi dello spettacolo e influencer scendano in campo. A Napoli una grande battaglia animalista, una delle sue tante, è quella di Francesco Emilio Borrelli ma, come ha detto Lucio Pengue, tutte le persone che hanno una dimensione pubblica dovrebbero farlo.
E tutti noi dovremmo imparare a scoprire quel mondo meraviglioso che Rebecca e Umberto hanno mostrato a Lucio, lasciando un segno indelebile dentro di lui. Un amore incondizionato talmente forte che, certe notti, fa ancora capolino nei suoi sogni.
Gli animali, con la loro straordinaria empatia, sono come uno specchio che riflette la nostra immagine più autentica. Se sappiamo comprendere il loro amore, ci riempiono la vita, ci rendono felici e riflettono la parte migliore di noi. Ma se al contrario li trattiamo come fossero cose, li teniamo a catena, li maltrattiamo o li abbandoniamo, compiendo tra l’altro reati molto gravi che comportano multe salatissime e possono arrivare persino all’arresto, allora diventano uno specchio oscuro, che ci restituisce impietosamente l’immagine più miserabile di noi stessi.
E la cosa più triste in fondo è che, malgrado tutto, gli animali continueranno ugualmente ad amarci, e saranno pronti a difenderci e a dare la vita per noi, anche se siamo cosi imbecilli e vigliacchi da legarli, picchiarli, tradirli ogni giorno.
