“Finché resta un’idea è soltanto un’astrazione”. È una frase che contiene già una dichiarazione d’intenti, quasi un manifesto, quella scelta per accompagnare la sedicesima stagione 2026/2027 del Teatro Sala Molière di Pozzuoli, diretto da Nando Paone. Un cartellone che mette al centro il rapporto tra pensiero e azione, tra ciò che immaginiamo e ciò che siamo davvero capaci di trasformare in esperienza concreta, affidando ancora una volta al teatro il compito di interrogare il presente e creare occasioni di incontro, confronto e partecipazione.
La nuova stagione, ospitata negli spazi di ArtGarage in via Bognar 21 a Pozzuoli, porta il titolo “Finché resta un’idea è soltanto un’astrazione. Il Teatro dei concetti e delle idee” e nasce dall’ispirazione offerta da Un’idea, canzone di Giorgio Gaber. Non una semplice citazione, ma il punto di partenza di un percorso artistico che attraversa undici spettacoli e affronta, di volta in volta, idee e concetti universali: la paternità, il governo, il viaggio, la diversità, la solitudine, la pace, la sorellanza, le relazioni, la musica, la maternità e la salvezza.
Ad aprire simbolicamente la stagione è stata la performance del danzatore Tokyo Tello di Humanbodies, su coreografia di Emma Cianchi, all’interno dello spazio ArtGarage. Un’apertura affidata al corpo e al movimento, quasi a ribadire fin dal primo momento la volontà di trasformare un’idea in gesto, presenza e materia scenica.
Alla presentazione della stagione erano presenti il direttore artistico Nando Paone, la direttrice organizzativa Veronica Grossi, lo storico e critico cinematografico Giuseppe Borrone e i protagonisti del nuovo cartellone. Intorno alla programmazione teatrale torna inoltre quel sistema di iniziative che negli anni ha trasformato la Sala Molière in un luogo aperto a linguaggi differenti: cinema, videodanza, letteratura, podcast e formazione.
A spiegare la filosofia alla base della stagione è lo stesso Nando Paone: «Il teatro non è una distrazione dai problemi ma la speranza e la possibilità di resistergli e nel sentimento della Resistenza, per quanto complicato, mi sono sempre sentito a mio agio. Ho scelto il tema della nuova stagione ispirandomi alla canzone di Giorgio Gaber Un’idea per incoraggiare alla coerenza di trasformare le idee in azione, cosa che renderebbe tutto un po’ più rivoluzionario».
Il sipario sul cartellone teatrale si alzerà il 17 e 18 ottobre 2026 con Charta Intimus – Un’idea di paternità, di e con Bernardo Casertano, produzione Fortezza Est e Teatro Akropolis. Al centro c’è una rilettura personalissima del mito di Pinocchio: il figlio per antonomasia diventa padre e affronta, attraverso una metafora farsesca, una delle esperienze più grandi e complesse dell’esistenza. Una storia che parte da un’immagine immediatamente riconoscibile per interrogare il significato contemporaneo della paternità.
Il 21 e 22 novembre sarà la volta di Ti travesti come? – Un concetto di governo, nell’allestimento di Nando Paone, con Sem Marasco e Antonio Granata. Lo spettacolo prende spunto da appunti e riflessioni sulla capacità dei governi di pensare e amministrare “pro domo propria”, morire e poi rinascere dalle proprie ceneri. La politica e il potere entrano così nel percorso della stagione non come temi astratti, ma come meccanismi da osservare attraverso gli strumenti del teatro, dell’ironia e della riflessione.
Il viaggio diventa invece esperienza, racconto e memoria il 12 e 13 dicembre con Cartoline. Destini d’incontro – Un’idea di viaggio, di Marilena Vitale, con Alessandro Morlando, Marilena Vitale e Stefano Morelli. Uno storytelling-concerto costruito attraverso storie vissute, canzoni e immagini: cartoline fotografiche appese sulla scena si trasformano in finestre aperte su luoghi lontani e sugli incontri che rendono ogni viaggio qualcosa di diverso dal semplice spostamento geografico.
Il nuovo anno si apre il 16 e 17 gennaio 2027 con Pelle di seta – Un concetto di diversità, scritto e diretto da Fortunato Calvino, con Luigi Credendino e Mattia Ferraro. Nel vociare di una stazione prende forma il personaggio di Pelle di Seta, ispirato a una figura che l’autore incontrava spesso alla stazione di Napoli. Intorno a lui si intrecciano vite, attese e desideri, compresa l’attesa interminabile di un amore che forse non arriverà mai.
Il 6 e 7 febbraio arriva La stazione – Un concetto di solitudine, testo di Umberto Marino, con Roberto Capasso, Gregorio Del Prete e Annarita Ferraro, per la regia di Gianmarco Cesario. È il 15 febbraio 1986, una pioggia torrenziale cade su una piccola stazione di provincia e tre solitudini finiscono per incrociarsi. Un luogo di passaggio diventa così lo spazio sospeso nel quale persone e fragilità sono costrette a incontrarsi.
Il 27 febbraio 2027 il cartellone affronta Un’idea di pace attraverso Chisciò e Panza, di Rosalba Di Girolamo, con Enzo Attanasio e la stessa Rosalba Di Girolamo. Lo spettacolo riflette sul potere rivoluzionario del sogno come forma di resistenza alle forze oscure che minacciano l’umanità, recuperando nell’immaginazione una possibilità concreta di opposizione e cambiamento.
Il 6 e 7 marzo sarà invece la sorellanza a salire sul palco con Tre. Le sorelle Prozorov – Un’idea di sorellanza, scritto e diretto da Giovanni Meola, con Roberta Astuti, Sara Missaglia e Chiara Vitiello. Le Tre sorelle di Čechov vengono condensate, frantumate e ricomposte per tre sole interpreti, in una rilettura che lavora sulla forza del legame tra le protagoniste e sull’attualità dei loro desideri e delle loro inquietudini.
Il 20 e 21 marzo Tiziana De Giacomo sarà autrice, regista e interprete di Sola e metà – Un concetto di relazione, monologo brillante che costruisce un percorso surreale, terapeutico e ironico intorno a un lutto sentimentale. Dalla disperazione all’elaborazione della perdita, la protagonista attraversa una trasformazione nella quale il dolore può diventare anche occasione di conoscenza di sé.
Un appuntamento unico è previsto domenica 4 aprile 2027 con La leggenda Morricone – Idee e concetti di musica, di e con Mauro Di Domenico. Lo spettacolo nasce dal libro Quando incontri una leggenda e porta in scena ventisette anni di incontri e collaborazioni raccontati attraverso aneddoti, ricordi e il sentimento di un’amicizia autentica. Un omaggio che mette al centro non soltanto il genio musicale di Ennio Morricone, ma anche la dimensione umana del rapporto costruito nel tempo.
Il 17 e 18 aprile Lucciole – Un’idea di maternità, di Martina Zaccaro, con Roberta Misticone, Titti Nuzzolese e Martina Zaccaro, affronta una storia segnata da un quotidiano difficile e da un potente amore filiale. La regia è della stessa Martina Zaccaro e il racconto si muove fra realtà e dimensione onirica, inseguendo una domanda capace di rovesciare la prospettiva: e se la realtà potesse essere addirittura migliore della fantasia?
A chiudere la stagione teatrale, il 15 e 16 maggio 2027, sarà Pazienti ingattiviti – Un concetto di salvezza, tratto dal romanzo di Barbara Napolitano, con adattamento di Nicola Guarino e cast in via di definizione. Ironia feroce, malinconia e improvvisi momenti di tenerezza accompagnano il ritratto di un’umanità contemporanea prigioniera delle proprie ossessioni. La malattia non appare più come eccezione, ma come condizione dell’esistenza, mentre anche le persone più ferite continuano a cercare ostinatamente qualcuno disposto ad ascoltarle.
La stagione della Sala Molière continua però ben oltre gli spettacoli del cartellone. Dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 torna infatti, con ingresso in omaggio per gli abbonati, l’VIII edizione di Immagi]na Film Festival, la kermesse internazionale dedicata alla “dance for camera”, diretta artisticamente dalla coreografa Emma Cianchi e organizzata e promossa da ArtGarage. Il festival propone opere capaci di mettere in relazione cinema, corpo, danza e sperimentazione visiva, accogliendo lavori di registi, coreografi e videomaker provenienti da diversi Paesi. Una giuria di esperti e una giuria popolare composta da studenti e danzatori professionisti saranno chiamate a scegliere i migliori video. Tra i riconoscimenti figura anche quello dedicato alla memoria di Marilena Riccio, prima ballerina del Teatro di San Carlo e ideatrice del Coreografo Elettronico, esperienza pionieristica per lo sviluppo della videodanza in Italia.
«È stato bellissimo aprire questa giornata dedicata al teatro e alla nuova stagione della Sala Molière con una performance dedicata a Gaber, di cui sono da sempre una fan convinta, tanto da avere intitolato a lui una delle mie sale di danza qui all’ArtGarage», ha spiegato Emma Cianchi. «E sono felice di ricordare l’appuntamento con l’VIII edizione di Immagi]na Film Festival, un’occasione molto importante per la dance for camera che vedrà proiezioni, incontri, performance e masterclass».
Un altro appuntamento speciale sarà quello del 10 dicembre 2026, quando per la prima volta la Sala Molière ospiterà una giornata del Premio Fausto Rossano – Festival di Cinema del Sociale e della Salute Mentale, giunto alla XII edizione e ideato e diretto da Marco Rossano. Nella sala puteolana saranno proiettati i documentari finalisti in concorso.
Dal 7 gennaio al 4 febbraio 2027, ogni giovedì alle 20, tornerà inoltre Cinemagma – Premio Cetty Sommella, alla sua VII edizione, diretta dallo storico del cinema Giuseppe Borrone. La rassegna nasce per dare spazio a film indipendenti e cortometraggi che spesso rimangono fuori dai tradizionali circuiti distributivi. Il nome stesso richiama il magma e dunque la natura vulcanica dei Campi Flegrei: opere che scorrono sotto la superficie del cinema mainstream e che la manifestazione vuole riportare alla luce. Una giuria di esperti assegnerà i premi per il miglior cortometraggio, il miglior attore, la migliore attrice – riconoscimento intitolato alla memoria di Cetty Sommella – e per il miglior montaggio, dedicato a Raimondo Crociani. Anche il pubblico avrà un ruolo diretto, attribuendo con il proprio voto un apposito premio. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
«Questo Festival nasce soprattutto dall’impulso di Cetty Sommella, a cui è intitolato il Premio alla migliore attrice», ricorda Giuseppe Borrone. «Ormai questo teatro è diventato un hub culturale. Da puteolano avere un faro come questo è un balsamo che ci dà speranza per il futuro riguardo appunto all’aspetto sociale e culturale. Cinemagma è una vetrina di corti. A differenza di altre rassegne non ha cadenza quotidiana ma settimanale: una scelta vincente! Spostiamo gli appuntamenti al giovedì per non scontrarci con il calcio».
Una delle novità assolute della stagione 2026/2027 è Libri in scena, progetto curato dall’associazione ILMIOFUORIORARIO, presieduta da Maria Ammaturo, con la direzione artistica della giornalista Enrica Buongiorno. Gli appuntamenti sono in programma il 30 gennaio e il 13 febbraio 2027 e saranno in omaggio per gli abbonati. L’idea nasce dal lavoro che l’associazione porta avanti dal 2018 con “Le forme del narrare”, laboratorio di scrittura e lettura creativa curato da Nando Vitali, e punta a trasformare l’esperienza della lettura in una vera immersione scenica attraverso recitazione e musica. L’autore sarà fisicamente sul palco e dialogherà con la propria opera attraverso attori e musicisti.
«Con Maria Ammaturo, presidente de ILMIOFUORIORARIO, abbiamo deciso di fare questo esperimento: portare in scena i libri in teatro», spiega Enrica Buongiorno. «Chiara Tortorelli, il 30 gennaio 2027, e Maurizio Ponticello, il 13 febbraio 2027, saranno protagonisti del loro libro insieme ad attori e alla musica di Marco Gesualdo. Questo libro verrà visto, ascoltato, letto».
Prosegue anche l’esperienza di Camerino Podcast, arrivata alla terza stagione. Il format, condotto dalla giornalista Gabriella Diliberto insieme a Nando Paone, sarà diffuso con cadenza mensile sui canali social del Teatro Sala Molière, da YouTube a Facebook, Instagram e TikTok. Non mancheranno le incursioni del “Folletto del teatro”, presenza irriverente che accompagna le puntate con scherzi e commenti. Al centro restano curiosità, retroscena e racconti degli artisti, invitati a mostrarsi in maniera diversa dal consueto all’interno di un camerino ricostruito direttamente sul palcoscenico. La prima puntata della nuova stagione, in programma il 29 ottobre 2026 alle 14, avrà come ospite Gianfelice Imparato. La regia televisiva è affidata a Francesco Guardascione, la parte tecnica a Gianluigi Martino e Antonio Granata, mentre le musiche sono di Sem Marasco.
A completare il progetto culturale continua il laboratorio di formazione teatrale diretto da Nando Paone, un’attività che prosegue dopo venticinque anni di esperienza iniziata con Cetty Sommella e che conferma la centralità della formazione all’interno dell’identità della Sala Molière.
La stagione 2026/2027 costruisce così un percorso nel quale spettacolo, cinema, danza, letteratura, podcast e formazione non appaiono come compartimenti separati ma come differenti modi di interrogare la realtà. È proprio questa pluralità a dare concretezza al tema scelto da Nando Paone: l’idea vale davvero quando smette di essere soltanto pensiero e diventa esperienza, incontro, scelta, azione.
E in un territorio come Pozzuoli e i Campi Flegrei, dove la trasformazione è scritta nella natura stessa dei luoghi, il teatro sembra assumere ancora di più il valore di uno spazio nel quale continuare a immaginare, discutere e soprattutto resistere. Perché, come suggerisce Giorgio Gaber in Un’idea, fermarsi all’astrazione non basta. Ed è proprio dal passaggio dall’idea alla vita che la Sala Molière sceglie di ripartire.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa. in allegato al comunicato)




