Undici storie di donne, un percorso di ascolto e una domanda che attraversa ogni pagina: quante vite restano fuori dai racconti e dalle statistiche sulla violenza di genere? Edizioni San Gennaro porta al Campania Libri Festival 2026 10+1. Storie di donne che rinascono, opera prima della giovane autrice napoletana Beatrice Lanzillo Traversari. La presentazione è in programma domenica 4 ottobre alle ore 11.00, nella sala del Premio Napoli, sala Pascarella, a Palazzo Reale di Napoli.
La casa editrice della Fondazione di Comunità San Gennaro rinnova così la propria partecipazione alla manifestazione dedicata al libro e alla lettura, che si svolge dal 1° al 4 ottobre 2026. Un appuntamento che trasforma gli spazi di Palazzo Reale in un luogo di incontro fra editori, scrittori e lettori, nel cuore della città.

Per Edizioni San Gennaro, la presenza al festival è anche un’occasione per condividere una visione della cultura radicata nel Rione Sanità: raccontare persone e comunità, dare spazio alle esperienze marginalizzate, riconoscere il valore di quelle «pietre scartate» che possono diventare protagoniste di un cambiamento. Da questo orizzonte nasce anche il nuovo volume, che raccoglie le testimonianze delle donne sostenute dall’associazione Le Forti Guerriere, impegnata nel contrasto alla violenza di genere e nell’accompagnamento delle donne in difficoltà.
Durante la presentazione del 4 ottobre, Beatrice Lanzillo Traversari dialogherà con la giornalista Marianna Donadio. È previsto inoltre l’intervento delle Forti Guerriere, la cui esperienza costituisce il nucleo umano e sociale del libro. L’incontro offrirà al pubblico la possibilità di conoscere il lavoro dell’autrice e il percorso dell’associazione, mettendo al centro le voci da cui il progetto ha preso forma.
10+1. Storie di donne che rinascono nasce in una piccola stanza nel cuore di Napoli, dove undici donne hanno condiviso i propri vissuti. Età, provenienze e scelte differenti compongono un racconto plurale, attraversato dalle conseguenze degli abusi, dalle ferite visibili e invisibili, dal senso di colpa interiorizzato e dalla ricerca di una possibilità di rinascita. A unire queste esperienze è una forza che resiste anche quando il dolore sembra restringere ogni prospettiva.
Le testimonianze raccolte da Beatrice Lanzillo Traversari invitano a leggere la violenza di genere nella sua dimensione collettiva. Ogni vicenda conserva la propria singolarità, ma contribuisce a mostrare un sistema di sopraffazione che coinvolge la società, i suoi linguaggi e le sue relazioni. Il racconto diventa così uno strumento per riconoscere gli abusi, comprenderne le conseguenze e costruire consapevolezza.
Il significato del titolo si lega proprio alle storie che ancora non riescono a emergere. Quel “+1” richiama una presenza ulteriore, una vita che continua a esistere oltre i numeri e che può restare nel silenzio anche quando altre donne trovano le parole per raccontarsi. Nella riflessione dell’autrice, ascoltare significa assumersi una responsabilità: accogliere fragilità, tentativi, esitazioni e ritorni, senza pretendere che ogni esperienza segua un percorso lineare.
«Perché ogni volta che una storia viene raccontata, ce n’è almeno un’altra che resta in silenzio. E i conti non tornano mai», spiega Beatrice Lanzillo Traversari. È una frase che restituisce il senso del volume e del suo invito alla cura: riconoscere chi prende la parola e mantenere attenzione verso chi non può, o non riesce ancora, a farlo. La rinascita raccontata nel libro comprende anche questa complessità, fatta di tempi personali e percorsi spesso difficili.
Ad accompagnare le testimonianze sono diversi contributi. La prefazione è firmata da Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello di Napoli; la presentazione è affidata a Simona Cappella e Manuela Palombi, dell’associazione Le Forti Guerriere; la postfazione è di Martina Giordano, della Fondazione di Comunità San Gennaro. Il volume riunisce così il lavoro narrativo dell’autrice e le esperienze di chi partecipa al sostegno delle donne e alla vita della comunità.
Nata e cresciuta a Napoli, Beatrice Lanzillo Traversari ha maturato uno sguardo transfemminista che considera la narrazione una pratica capace di restituire dignità alle vite marginalizzate. Ultima figlia di una grande famiglia allargata, ha sviluppato un’attenzione verso la parola e il silenzio, verso ciò che viene espresso e ciò che resta ai margini del discorso pubblico. A diciotto anni si è trasferita a Torino, dove ha studiato alla Scuola Holden per trasformare questa tensione narrativa in un mestiere. Il suo esordio editoriale si inserisce in tale percorso, scegliendo di partire dall’ascolto delle esperienze altrui.
La storia delle Forti Guerriere affonda invece le proprie radici in una ferita che ha segnato il Rione Sanità. L’associazione è nata nel 2020 dalla volontà di alcune donne del quartiere di unirsi dopo l’uccisione di Fortuna Bellisario, avvenuta nel marzo 2019. La donna, di 36 anni, morì a seguito delle violenze del marito. Da quel dramma è maturato il desiderio di costruire una rete di vicinanza e sostegno per altre donne esposte agli abusi.
Con l’aiuto di avvocate e psicologhe, Le Forti Guerriere offre ascolto, orientamento e supporto concreto alle donne in difficoltà, accompagnandole anche nel percorso di denuncia. L’attività dell’associazione comprende inoltre iniziative sociali, progetti culturali e laboratori: occasioni per creare relazioni e rendere più accessibili gli strumenti di aiuto.
Il rapporto con la scrittura aveva già trovato espressione nel 2021, quando Edizioni San Gennaro pubblicò Amore senza lividi. Storie di guerriere senza paura, a cura di Chiara Nocchetti e Benedetta De Nicola. Quel libro raccolse per la prima volta le testimonianze di donne sostenute dall’associazione, raccontando percorsi di uscita da anni di vessazioni psicologiche e fisiche.
Con 10+1. Storie di donne che rinascono, questo impegno prosegue attraverso una nuova voce autoriale e undici esperienze che diventano testimonianza condivisa. La presentazione al Campania Libri Festival 2026 porta al pubblico un lavoro nato dall’incontro tra letteratura e sostegno sociale, affidando alla lettura la possibilità di educare all’ascolto e aprire uno spazio di confronto sulla violenza di genere.
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