L’intelligenza artificiale e i beni culturali si incontrano a Napoli per un confronto sulle nuove possibilità di conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio. L’8 e il 9 ottobre 2026 il Real Albergo dei Poveri ospiterà gli Stati generali del patrimonio culturale, promossi dalla Fondazione TICHE – Technological Innovation in Cultural Heritage con il patrocinio del Comune di Napoli. Due giornate per discutere come le nuove tecnologie possano contribuire alla tutela dei beni materiali e immateriali, migliorare l’esperienza dei visitatori e sostenere uno sviluppo capace di unire ricerca, cultura e territorio.
L’iniziativa porterà nel capoluogo campano oltre novanta relatori provenienti da università e centri di ricerca di tutta Italia, secondo quanto annunciato dagli organizzatori. Il programma si articolerà in tre sessioni, dedicate rispettivamente alla conoscenza del patrimonio attraverso dati e modelli cognitivi, alle nuove forme di mediazione culturale e alle applicazioni per la diagnostica, la conservazione e la gestione sostenibile. Un percorso che consentirà di affiancare alla riflessione teorica progetti ed esperienze su archivi, musei, siti archeologici e monumenti.

A promuovere il confronto è una rete costruita dalla Fondazione TICHE, che sotto la guida dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, nel ruolo di capofila, ha aggregato negli ultimi dieci anni oltre quarantacinque soggetti giuridici pubblici e privati. Ne fanno parte più di trenta università italiane, tre distretti tecnologici regionali, centri di ricerca come il CNR e l’INGV, oltre a imprese impegnate nell’innovazione tecnologica. Una collaborazione che punta ad accrescere la comunità di ricerca tecnologica e industriale nel settore dei beni culturali, mettendo in relazione competenze scientifiche, umanistiche e produttive.
La scelta del Real Albergo dei Poveri lega i temi del convegno a uno dei luoghi simbolo della trasformazione culturale di Napoli. Il complesso monumentale, interessato da un ampio piano di valorizzazione sostenuto dai fondi del PNRR, offrirà la cornice per interrogarsi sul rapporto tra tutela, nuove funzioni e accessibilità del patrimonio. La sede diventa così parte della riflessione: un bene storico nel quale il confronto sull’innovazione incontra il tema concreto della riprogettazione degli spazi culturali.
L’apertura dei lavori è prevista giovedì 8 ottobre alle 14.30, con i saluti di Laura Lieto, vicesindaco del Comune di Napoli, e di Lucio d’Alessandro, presidente della Fondazione TICHE e rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa. Nel comunicato di presentazione, d’Alessandro descrive Napoli come un laboratorio di esperienze innovative nella valorizzazione del patrimonio e sottolinea il ruolo della Fondazione nel mettere in rete atenei, centri di ricerca e aziende. L’intelligenza artificiale viene indicata come un’ulteriore occasione per rafforzare la tutela e lo sviluppo sostenibile, aprendo possibili prospettive economiche e occupazionali.
Il primo pomeriggio sarà dedicato ai dati, alle infrastrutture e ai modelli cognitivi per il patrimonio culturale. Ad aprire la sessione, moderata da Paolo Carafa dell’Università di Roma La Sapienza, sarà Valentina Malfa di Balich Wonder Studio, con un intervento sulla tecnologia dello spettacolo come dispositivo di mediazione culturale. I casi presentati saranno Viva Vivaldi e Paganini Paradise, produzioni all’Arena di Verona attraverso le quali il programma propone di esplorare il rapporto tra linguaggi dello spettacolo, strumenti tecnologici e comunicazione della cultura.
Il confronto entrerà poi nel campo dell’intelligenza artificiale verificabile. Federico Di Pasqua, Riccardo Torlone e Paolo Merialdo presenteranno un lavoro che combina RAG, grafi di conoscenza e modelli linguistici aperti per gli studi sul mondo antico. Il tema introduce una questione centrale per l’impiego dell’IA nella ricerca: rendere il rapporto tra risposte generate e fonti consultate più trasparente e controllabile. Accanto a questo contributo, Francesco Colace dell’Università di Salerno illustrerà un modello di intelligenza cognitiva per i gemelli digitali archeologici.
La sessione affronterà anche la costruzione automatica di grafi di conoscenza per la letteratura archeologica, la qualità dei dati nei GeoDatabase e la rilettura della memoria archivistica dei Campi Flegrei. Paola Avallone, Giancarlo Ragozini e Maria Carmela Schisani porteranno un caso di classificazione automatica applicata al rischio marittimo storico, mentre Matteo Al Kalak presenterà Lodovico Media Library, piattaforma integrata e federativa per il patrimonio culturale digitalizzato. La discussione conclusiva sarà dedicata alla gestione dei dati, all’interoperabilità e all’affidabilità dell’intelligenza artificiale: aspetti decisivi perché la digitalizzazione possa tradursi in conoscenza condivisa e utilizzabile.
Venerdì 9 ottobre i lavori riprenderanno alle 9 con Arianna Traviglia dell’Istituto Italiano di Tecnologia, chiamata a introdurre il rapporto tra intelligenza artificiale e patrimonio culturale centrato sulla persona. La sessione, moderata da Gianluca Genovese dell’Università Suor Orsola Benincasa, esplorerà l’IA, la realtà estesa e le nuove forme di mediazione con l’arte e la storia. L’attenzione alla dimensione umana accompagnerà il confronto su strumenti capaci di modificare il modo in cui il pubblico apprende, visita e interpreta i beni culturali.
Tra i progetti in programma figurano giochi educativi adattivi per i musei, applicazioni di realtà estesa e IA generativa per l’apprendimento attraverso l’intrattenimento, oltre a strumenti che affiancano la mediazione umana nell’esperienza culturale. Johanna Monti e Maria Pia di Buono dell’Università di Napoli L’Orientale approfondiranno il passaggio dalle collezioni alle narrazioni attraverso l’intelligenza artificiale generativa per la curatela virtuale. Il filo comune sarà la ricerca di modalità di fruizione capaci di rendere il patrimonio più comprensibile e coinvolgente.
La mattinata offrirà anche un percorso tra esperienze territoriali. Il progetto “Dialogare con Vitruvio” porterà al centro del confronto la Basilica di Fano, attraverso un contributo su realtà estesa e IA. Francesca Sogliani e il gruppo dell’Università della Basilicata presenteranno invece applicazioni di patrimonio virtuale, intelligenza artificiale e realtà immersiva per il patrimonio rupestre di Matera. Altri interventi riguarderanno la fruizione attiva attraverso giochi educativi e realtà virtuale, le geotecnologie per il monitoraggio del territorio e gli ecosistemi digitali che collegano archiviazione e mostre virtuali. La discussione coordinata da Roberto Montanari di RE riunirà questi temi attorno ad apprendimento, accessibilità e mediazione culturale.
Alle 14.30 di venerdì si aprirà la terza sessione, dedicata alla conservazione, alla diagnostica e alla gestione sostenibile del patrimonio. Pierpaolo Forte dell’Università del Sannio proporrà una riflessione sulla padronanza umana nel rapporto con le nuove intelligenze, richiamando le figure di Prometeo, Sisifo e Icaro. La sessione sarà moderata da Bruno Pignataro dell’Università di Palermo e porterà il confronto verso le applicazioni che riguardano lo stato dei materiali, le esigenze del restauro e la gestione dei beni.
Francesco Armetta e Maria Luisa Saladino illustreranno approcci di apprendimento profondo per l’analisi dei materiali e la diagnostica. Alessandra Scotto di Freca, Ivana Bruno e Luca Palermo affronteranno il rapporto tra l’opera di Sol LeWitt, l’intelligenza artificiale e la conservazione predittiva, mentre Francesca Mariani e Giosuè Caliano presenteranno un contributo sulla mappatura dei distacchi negli intonaci storici attraverso l’IA.
Uno spazio sarà riservato al patrimonio archeologico campano, con l’intervento di Alessandro De Rosa, Matteo Borriello, Francesca Nicolais, Pasquale Rossi e Paola Cennamo sui modelli integrati per la conoscenza e la conservazione del settore di Mercurio nelle Terme di Baia. Il programma comprenderà inoltre strumenti per documentare il patrimonio costruito, ecosistemi digitali per il restauro e tecnologie innovative per la gestione del Duomo di Milano, caso presentato da Lorenzo Cantini e Francesco Canali.
La sostenibilità sarà affrontata anche nella sua dimensione economica e territoriale. Consiglia Ippolito e Lucia Biondi discuteranno la misurazione dell’impatto del patrimonio museale inattivo come possibile leva di sviluppo. Gli ultimi contributi riguarderanno i patrimoni dei piccoli territori dell’Italia centrale, gli elementi stampati in 3D per il reintegro e il monitoraggio dei beni culturali, oltre alla modellazione del patrimonio architettonico attraverso fotogrammetria da drone e nuove tecniche di ricostruzione digitale.
Il programma prevede il Premio giovani talenti alle 18.05 e la conclusione dei lavori dalle 18.20 alle 18.45, con un confronto sui prossimi passi e sui temi futuri. Gli Stati generali del patrimonio culturale di Napoli metteranno così in relazione ricerca, tutela e fruizione, affrontando le opportunità dell’intelligenza artificiale a partire da progetti concreti. Al centro resterà la capacità di governare questi strumenti con competenza, collegando l’innovazione tecnologica alla responsabilità verso i beni culturali e le comunità che li custodiscono.
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Università Suor Orsola Benincasa
(foto fornite dall’ufficio stampa in allegato al comunicato)
