Napoli sceglie di rispondere alla camorra con la partecipazione, l’educazione e l’impegno collettivo. Centinaia di studenti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, sindacati e cittadini hanno attraversato le strade di Scampia per la Giornata contro l’influenza della camorra, trasformando il quartiere in un simbolo di mobilitazione civile e riscatto sociale. Un’iniziativa accompagnata dalla presentazione di un concorso del Comune di Napoli rivolto alle scuole per promuovere la cultura della legalità tra le nuove generazioni.
Una città che non intende piegarsi alla prepotenza della criminalità organizzata, ma che sceglie di reagire attraverso la forza della comunità, della scuola e della partecipazione democratica. È questo il messaggio emerso oggi, 8 ottobre 2026, a Napoli, dove la manifestazione “Napoli Città Anticamorra” ha portato centinaia di persone nelle strade di Scampia, in occasione della Giornata contro l’influenza della camorra.
La mobilitazione ha rappresentato molto più di una semplice manifestazione pubblica. È stata un’occasione per ribadire che il contrasto alla camorra non può essere affidato esclusivamente all’azione delle forze dell’ordine e della magistratura, ma richiede un impegno quotidiano condiviso da istituzioni, famiglie, scuole, associazioni e cittadini. Una responsabilità collettiva che diventa ancora più importante nei territori dove la criminalità organizzata ha cercato, nel corso degli anni, di condizionare la vita sociale ed economica.
Promossa dall’Assessorato alla Legalità del Comune di Napoli e dalla Presidenza del Consiglio comunale, la manifestazione ha preso il via da Largo della Cittadinanza Attiva, attraversando alcune strade del quartiere e passando simbolicamente davanti alle Vele di Scampia. Il corteo si è poi concluso in piazza Giovanni Paolo II, dove si è svolto un momento di riflessione e confronto dedicato alla legalità, alla giustizia sociale e alla necessità di costruire opportunità concrete per le nuove generazioni.
La scelta di Scampia non è stata casuale. Il quartiere della periferia nord di Napoli, troppo spesso identificato esclusivamente con le vicende della criminalità organizzata, è anche un territorio nel quale operano associazioni, educatori, volontari e realtà sociali impegnate quotidianamente nel cambiamento. Portare proprio qui la marcia anticamorra significa riconoscere il valore di queste esperienze e sostenere un percorso di trasformazione che punta a restituire centralità ai diritti, alla dignità delle persone e alla qualità della vita.
Alla manifestazione hanno partecipato l’assessore alla Polizia municipale e alla Legalità Antonio De Iesu, il consigliere comunale Catello Maresca e il presidente dell’Ottava Municipalità Nicola Nardella. La presidente del Consiglio comunale Enza Amato ha indirizzato un messaggio ai partecipanti, sottolineando l’importanza della mobilitazione cittadina e della presenza concreta delle istituzioni nella promozione di una cultura alternativa a quella criminale.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra legalità e rigenerazione urbana. La trasformazione di Scampia, attraverso il superamento delle Vele, la realizzazione di nuove abitazioni e gli interventi di riqualificazione sociale, rappresenta infatti una delle sfide più significative per il futuro della periferia napoletana. Non si tratta soltanto di modificare l’aspetto fisico di un quartiere, ma di creare le condizioni affinché le famiglie possano vivere in ambienti dignitosi, i giovani possano accedere a nuove opportunità e gli spazi pubblici tornino a essere luoghi di incontro, crescita e partecipazione.
È proprio su questo legame tra qualità della vita, diritti e contrasto alla criminalità che si è concentrato l’intervento dell’assessore Antonio De Iesu, il quale ha evidenziato il ruolo fondamentale degli studenti nella costruzione di una società libera dai condizionamenti della camorra.
«Abbiamo voluto la presenza dei giovani e degli studenti perché il messaggio di questa giornata è rivolto soprattutto a loro», ha spiegato l’assessore, ribadendo come l’educazione rappresenti uno degli strumenti più importanti per prevenire la diffusione della cultura criminale.
Soffermandosi sul significato della manifestazione a Scampia, De Iesu ha aggiunto: «Scampia sta vivendo un importante percorso di riscatto. La rigenerazione urbana, con l’abbattimento delle Vele e la realizzazione di abitazioni dignitose per le famiglie che per troppi anni hanno vissuto nel degrado, rappresenta uno degli interventi che contribuiscono a rafforzare la legalità sul territorio. In questo processo è fondamentale investire sui più giovani, trasmettendo valori come la dignità, il rispetto delle regole e la solidarietà, affinché possano costruire un futuro degno di essere vissuto».
Parole che richiamano una questione centrale nel dibattito sul contrasto alla criminalità organizzata: la necessità di affiancare alla repressione dei reati una strategia educativa e sociale capace di intervenire sulle condizioni che favoriscono il radicamento delle organizzazioni criminali. Investire nella scuola, nella cultura, nello sport e nelle opportunità lavorative significa offrire alternative concrete ai modelli di potere e di sopraffazione proposti dalla camorra.
In questa prospettiva si inserisce anche il concorso promosso dal Comune di Napoli e rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, presentato durante la giornata. Il progetto prevede la selezione di prodotti multimediali realizzati dai ragazzi, destinati a essere diffusi attraverso le principali piattaforme social per sensibilizzare soprattutto il pubblico giovanile sui temi della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata.
L’obiettivo è coinvolgere direttamente gli studenti, rendendoli protagonisti della comunicazione e della diffusione di messaggi positivi. Video, contenuti digitali e linguaggi vicini alle nuove generazioni possono diventare strumenti per raccontare il valore delle regole, della solidarietà e della giustizia sociale, contribuendo a contrastare la fascinazione esercitata dai modelli criminali.
Il concorso rappresenta dunque un’occasione per trasformare l’educazione alla legalità in un’esperienza attiva, nella quale ragazze e ragazzi non siano soltanto destinatari di messaggi istituzionali, ma possano esprimere direttamente la propria visione di una città più giusta, inclusiva e libera dalla violenza.
La giornata si inserisce in un percorso istituzionale avviato nel 2024, quando il Consiglio comunale di Napoli ha istituito la Giornata contro l’influenza della camorra, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno criminale e promuovere iniziative capaci di coinvolgere l’intera comunità cittadina.
Un impegno che non può esaurirsi nella celebrazione di un singolo appuntamento, ma deve tradursi in interventi continuativi, soprattutto nei contesti sociali più esposti al rischio di marginalizzazione. La lotta alla camorra passa infatti anche dalla capacità di garantire servizi, opportunità educative, spazi di aggregazione e prospettive di futuro a chi cresce nei quartieri più fragili.
A rendere ancora più significativo il momento conclusivo della manifestazione è stata l’esibizione degli A67, gruppo musicale profondamente legato alla storia e all’identità di Scampia. La loro presenza ha portato in piazza il linguaggio della musica e dell’impegno civile, dimostrando come anche l’espressione artistica possa contribuire a diffondere valori di libertà, consapevolezza e partecipazione.
La conclusione musicale ha trasformato piazza Giovanni Paolo II in uno spazio di condivisione, nel quale la denuncia della criminalità organizzata si è accompagnata alla volontà di raccontare un territorio attraverso le sue energie migliori e il desiderio di cambiamento.
Il significato della marcia anticamorra di Napoli va dunque oltre il percorso compiuto nelle strade di Scampia. La manifestazione lancia un messaggio che riguarda l’intera città: la legalità non è soltanto il rispetto delle leggi, ma anche la possibilità di vivere in una comunità nella quale siano garantiti dignità, diritti, sicurezza e opportunità.
Di fronte ai tentativi della criminalità organizzata di imporre la propria influenza, la risposta più efficace richiede istituzioni presenti, una società civile attiva e giovani consapevoli del proprio ruolo. La partecipazione degli studenti assume per questo un valore particolarmente importante, perché indica la volontà di costruire una nuova generazione capace di riconoscere e rifiutare le logiche della violenza e della sopraffazione.
Da Scampia arriva così un messaggio di responsabilità e speranza, che mette al centro la forza della comunità e il valore dell’educazione. Perché una Napoli libera dalla camorra si costruisce ogni giorno, attraverso scelte concrete, investimenti nel futuro e un impegno condiviso che non lasci nessuno indietro.
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(foto fornite dall’ufficio stampa in allegato al comunicato)










