La Città Metropolitana di Napoli rafforza la propria partecipazione a Open House Napoli 2026, in programma dal 2 al 4 ottobre, e per la prima volta raddoppia l’offerta di visite al pubblico. Accanto al tradizionale appuntamento con il Palazzo della Provincia di piazza Matteotti, visitabile sabato 3 e domenica 4 ottobre, sarà aperto anche il Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, dove venerdì 2 ottobre sarà possibile scoprire una significativa selezione della Collezione d’arte dell’Ente.
Open House Napoli torna così a offrire a cittadini e visitatori l’opportunità di entrare in edifici e luoghi di particolare interesse storico, artistico e architettonico. L’edizione 2026, prevista nel weekend dal 2 al 4 ottobre, coinvolge numerosi spazi della città attraverso aperture straordinarie, visite e percorsi dedicati alla conoscenza del patrimonio urbano. Per la Città Metropolitana di Napoli, l’appuntamento assume quest’anno un valore particolare perché le sedi istituzionali coinvolte diventano due, ampliando sensibilmente le possibilità di visita.
La prima apertura è quella del Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, che ospita una selezione di dipinti della Collezione d’arte della Città Metropolitana di Napoli, con opere comprese soprattutto tra Ottocento e Novecento. Le visite sono previste venerdì 2 ottobre in tre turni, alle 15.30, 16.30 e 17.30.
Nelle sale adiacenti alla Sala del Coro il percorso si sviluppa attraverso diversi nuclei tematici. Una parte è dedicata alle opere ritrovate e recuperate, capaci di raccontare alcuni importanti momenti della pittura ottocentesca; un’altra raccoglie vedute del golfo di Napoli, mentre un ulteriore percorso è incentrato sulla rappresentazione della figura femminile nella pittura partenopea tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Tra le opere esposte figurano anche dipinti un tempo dispersi e successivamente recuperati grazie all’attività del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. È il caso di L’Oracolo di Delfo di Camillo Miola e del Ritratto di Vittorio Emanuele III di Achille Talarico. Accanto a queste opere trova spazio anche il monumentale Il pazzo e i savi di Lionello Balestrieri, dipinto caratterizzato da una forte intensità narrativa e legato a una scena di vita parigina.
Il percorso offre anche diverse testimonianze della pittura di paesaggio. Tra queste figurano Veduta di Ischia da San Michele di Joseph Rebell e Marina da Palazzo Donn’Anna di Giuseppe Laezza, opere che restituiscono differenti interpretazioni del paesaggio napoletano e campano.
In occasione di Open House Napoli 2026, la Collezione della Città Metropolitana si arricchisce inoltre di una nuova sala espositiva dedicata all’infanzia e alla fanciullezza. Lo spazio accoglie opere di Armando De Stefano, Nicola Biondi, Luigi Gentile, Eugenio Viti, Achille Talarico, Enzo Siniscalchi e Angelo Michele Amendola. Con l’inserimento di otto ulteriori dipinti, il numero complessivo delle opere visitabili arriva a circa quaranta.
Il programma prosegue sabato 3 e domenica 4 ottobre al Palazzo della Provincia, sede della Città Metropolitana in piazza Matteotti. Le visite si svolgeranno in quattro turni giornalieri, alle 9.30, 10.30, 11.30 e 12.30, con ingresso gratuito e senza obbligo di prenotazione.
Il percorso, ideato dal personale dell’Ente, accompagnerà i visitatori nelle sale di rappresentanza e tra le opere esposte al primo piano, offrendo al tempo stesso un approfondimento sulla storia architettonica del Palazzo. L’edificio fu progettato dagli architetti Marcello Canino e Ferdinando Chiaromonte nel 1934 e inaugurato nell’ottobre del 1936.
La visita comincerà dal portale istoriato in bronzo, caratterizzato dai bassorilievi realizzati dallo scultore Carlo De Veroli con la collaborazione della Fonderia/Marmeria Chiurazzi. Sarà inoltre possibile osservare il bassorilievo del Cavallo Rampante, simbolo della Provincia di Napoli, opera dello scultore Gaetano Chiaromonte.
Nei corridoi del primo piano, destinati alle sale degli organi politici e istituzionali, il pubblico potrà ammirare anche preziose fotografie d’epoca provenienti dall’Archivio Parisio-Troncone, che documentano le diverse fasi della demolizione dell’antico Rione San Giuseppe e della costruzione del nuovo Rione Carità. Un’ulteriore sequenza di venti fotografie in bianco e nero racconta invece la distruzione del rione Carità e la successiva ricostruzione nel dopoguerra.
Le sale degli uffici custodiscono inoltre parte della prestigiosa Collezione d’arte della Città Metropolitana di Napoli, formatasi a partire dal periodo postunitario e composta da dipinti e sculture che normalmente non sono accessibili al pubblico.
Tra le opere più significative figura Cavallo Sfrenato di Filippo Palizzi, realizzato dall’artista vissuto tra il 1818 e il 1899 e conservato nella sala del Sindaco della Città Metropolitana. Nello stesso ambiente è custodito anche un raro documento d’archivio, il Ricordo del 2° Congresso Provinciale del 1905 di Alfredo Girosi.
Il percorso consentirà inoltre di osservare Paesaggio da Mergellina del 1827 di Anton Sminck van Pitloo, Il vero supplizio di Tantalo del 1871 di Giovanni Ponticelli, Le beffe dell’ubbriaco del 1878 di Francesco Dell’Erba, La pace domestica del 1870 di Giuseppe Sciuti, Ricordo di Sorrento del 1872 di Maria Spanò e Corradino e suo cugino Federico nel momento prima di essere condotti al patibolo del 1868 di Gustavo Mancinelli.
Non mancheranno le opere scultoree. Sullo scalone monumentale sarà possibile ammirare Caddi come corpo morto cadde di Alberto Ferrer, bronzo patinato risalente al primo decennio del Novecento, mentre tra le altre opere presenti figura Divinità Fluviale, gesso bronzato realizzato nel 1940 da Luigi Martorelli.
L’apertura straordinaria delle due sedi punta dunque a trasformare Open House Napoli 2026 anche in un’occasione per conoscere da vicino un patrimonio pubblico che, durante l’attività istituzionale ordinaria, non sempre è pienamente accessibile.
“Open House Napoli rappresenta ogni anno un’occasione preziosa per avvicinare i cittadini al patrimonio storico e artistico custodito nelle nostre sedi istituzionali. Raddoppiare quest’anno l’offerta, aprendo anche il complesso di Santa Maria la Nova con la sua Collezione d’arte arricchita da nuove opere, significa rafforzare l’impegno dell’Ente nella valorizzazione di un patrimonio che appartiene a tutta la comunità metropolitana”, ha dichiarato il consigliere metropolitano delegato al Patrimonio Antonio Sabino.
La partecipazione della Città Metropolitana amplia così il programma di Open House Napoli 2026, trasformando le sedi dell’Ente in luoghi di incontro tra istituzioni, storia dell’architettura e patrimonio artistico. Per il pubblico sarà l’occasione di attraversare ambienti solitamente legati alla vita amministrativa e di riscoprirli attraverso dipinti, sculture, fotografie storiche e testimonianze della trasformazione urbana di Napoli.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)






