Il concerto di Alessandro Simoni, in programma venerdì 28 novembre al Museo Darwin–Dohrn, nell’Acquario di Napoli, si prepara a diventare uno degli appuntamenti più affascinanti della stagione del Maggio della Musica 2025. Il giovane pianista, già distintosi nel panorama musicale italiano per eleganza interpretativa e versatilità, propone un percorso sonoro dedicato alla danza, attraversando alcuni dei brani più iconici del repertorio pianistico tra Ottocento e Novecento. Una scelta raffinata e coerente, che racconta non solo la profondità del suo gusto musicale ma anche la capacità di leggere la tradizione con una sensibilità moderna.
Simoni apre il concerto con la Valse op. 38 di Aleksandr Skrjabin, una pagina dallo stile sinuoso, che unisce raffinatezza armonica e un lirismo quasi ipnotico. A questa eleganza rarefatta fa da contrappunto il virtuosismo visionario del Mephistowalzer n. 1 di Franz Liszt, in cui la danza diventa espressione di un’energia febbrile, demoniaca e trascinante: un banco di prova tecnico e interpretativo che esalta la maturità del pianista.
Il programma si sposta poi oltre oceano con le Danzas Argentinas op. 2 di Alberto Ginastera, tre brani brevi ma densissimi, attraversati da ritmi popolari e atmosfere evocative: dal carattere ruvido della Danza del viejo boyero alla delicatezza della Danza de la moza donosa, fino al temperamento esplosivo e irregolare della Danza del gaucho matrero. È qui che Simoni mette in luce la sua capacità di trasformare il pianoforte in uno strumento narrativo, capace di restituire paesaggi, storie e identità culturali.
Il cuore poetico del concerto arriva con il Pas de deux da Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella trascrizione virtuosistica di Mikhail Pletnëv: un omaggio al grande balletto russo che rinnova la magia della tradizione natalizia attraverso una scrittura pianistica scintillante, ricca di colori e sfumature orchestrali. È un momento di sospensione emotiva, in cui il suono si fa carezza, danza, incanto.
A chiudere la serata è la vertigine modernista dei Trois mouvements de Pétrouchka di Igor Stravinskij, una delle trascrizioni pianistiche più ardite dell’intero repertorio. Qui il pianoforte si fa orchestra in miniatura: ritmi spezzati, contrasti improvvisi, melodie popolari deformate e rilanciate in un caleidoscopio sonoro esplosivo. È un finale vorticoso, che esalta la personalità di un interprete giovane ma già pienamente padrone di un linguaggio maturo e consapevole.
Napoletano d’adozione artistica, Alessandro Simoni si distingue per una carriera in rapida ascesa. Diplomatosi con lode al Conservatorio di Frosinone sotto la guida di Gilda Buttà, e perfezionatosi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Benedetto Lupo, ha già calcato palcoscenici importanti, collaborato con ensemble contemporanei e ottenuto riconoscimenti di rilievo come il Premio Sveva Classica 2021 della Fondazione European Arts Academy “Aldo Ciccolini”. Tra le sue esperienze più singolari, spicca la partecipazione alla colonna sonora della serie Mare fuori, che ne testimonia la sensibilità trasversale e la capacità di muoversi tra generi diversi senza perdere identità stilistica.
Il suo recital per il Maggio della Musica conferma l’impegno dell’Associazione nel valorizzare giovani talenti e nel portare la grande musica in spazi culturali simbolici della città. Il Museo Darwin–Dohrn, con la sua atmosfera sospesa tra arte e scienza, sembra il luogo ideale per accogliere un programma che celebra il movimento, l’energia e la potenza evocativa della danza. Un invito a lasciarsi trasportare, a osservare la musica da vicino, a viverla come esperienza sensoriale totale.
Chi desidera assistere al concerto può trovare informazioni e contatti direttamente sui canali ufficiali del Maggio della Musica e del Museo Pignatelli, dove è possibile prenotare posti e consultare l’intera stagione 2025. In un momento storico in cui la musica dal vivo torna a essere un elemento centrale di comunità e condivisione, appuntamenti come questo ricordano quanto sia prezioso ritrovare il piacere della bellezza, del gesto musicale, del suono che vibra nello spazio e nel tempo.
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(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
