Oggi, venerdì 28 novembre 2025, l’Italia è paralizzata da uno sciopero generale di 24 ore che blocca trasporti, scuola, sanità, servizi pubblici e media. L’astensione è stata proclamata da sigle come USB, CUB, COBAS, SGB e altri sindacati di base, come forma di protesta contro la Legge di Bilancio 2026. Le motivazioni principali includono la richiesta di aumenti salariali, un salario minimo, maggiori investimenti in trasporti, istruzione e sanità, e il rifiuto di un incremento delle spese militari.
Per quanto riguarda i trasporti — il settore più sensibile per chi deve muoversi — lo stop del personale di Trenitalia, Trenord, Italo e degli auto-ferrotranvieri rende possibili cancellazioni, riduzioni e ritardi. I treni regionali sono garantiti solo nelle fasce orarie 06:00–09:00 e 18:00–21:00. Per i mezzi urbani (bus, metro, tram), in città come Roma la rete del ATAC e gli altri servizi collegati operano esclusivamente da inizio servizio fino alle 08:29 e poi di nuovo tra le 17:00 e le 19:59; fuori da queste fasce molte corse non sono garantite. Atac+2Corriere della Sera+2 In molte città — da nord a sud — gli effetti sono simili.
Oltre ai trasporti, la protesta coinvolge scuola, sanità, logistica, servizi pubblici, e anche stampa e media. Per chi aveva programmato viaggi, spostamenti o attività oggi, è consigliabile verificare con attenzione lo stato dei servizi, consultare i siti ufficiali (per treni, metropolitane, compagnie aeree) e prevedere alternative — taxi, auto privata, spostamenti fuori orario critico, o rinvii.
Lo sciopero vuole lasciare un segnale forte: chiedere investimenti reali nel trasporto, nella scuola, nella sanità; contrapporsi a una politica di bilancio che di fatto, secondo i sindacati, penalizza i servizi pubblici in favore delle spese militari.
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