Arte contemporanea, neuroscienze comportamentali e intelligenza artificiale si incontrano nel centro storico di Napoli con The Plot #2 – L’Arte Racconta le Neuroscienze Comportamentali, il progetto promosso dalla Fondazione The Plot ETS in collaborazione con il Pio Monte della Misericordia e la Fondazione Pio Monte ETS. L’iniziativa, ideata dall’artista Giangiacomo Rocco di Torrepadula, porta negli spazi della storica istituzione di via Tribunali un percorso culturale che intreccia ricerca artistica, sperimentazione tecnologica e riflessione sulle relazioni umane. Fino al 31 maggio 2026 sarà visitabile la mostra 200, mentre fino al 24 maggio il pubblico potrà partecipare alla performance I-Art Speed-Date: Ascolto, esperienza immersiva che trasforma la qualità dell’ascolto in immagine.
Il progetto si inserisce in un luogo fortemente simbolico per Napoli. Il Pio Monte della Misericordia, fondato nel 1602, è da oltre quattro secoli un punto di riferimento per solidarietà, cultura e impegno civile. La sua chiesa custodisce Le Sette Opere di Misericordia di Caravaggio, capolavoro che dialoga idealmente con il senso più profondo dell’iniziativa: interrogarsi sul rapporto con l’altro, sull’empatia, sulla capacità di ascoltare e sulla possibilità dell’arte di rendere visibili dinamiche interiori spesso invisibili.
La seconda edizione di The Plot, dopo il debutto a Torino nel 2025, arriva a Napoli con un impianto che mette al centro il tema del pregiudizio come barriera comunicativa. La mostra 200 raccoglie duecento cartoline realizzate da studenti coinvolti nei laboratori della Fondazione The Plot ETS tra Torino, Napoli e Milano. Il progetto ha coinvolto 150 studenti dell’Istituto Comprensivo Antonelli Casalegno di Torino, dell’Istituto Tecnico Fermi Gadda di Napoli e del Liceo Scientifico Mercalli di Napoli, insieme a 50 studenti della Scuola Internazionale di Comics di Milano e Napoli. Le opere, prodotte attraverso linguaggi differenti, dal disegno all’incisione, traducono in immagini stereotipi, disinformazione, percezioni e giudizi, offrendo al pubblico una narrazione visiva immediata e accessibile.
La Soprintendente Fabrizia Paternò ha sottolineato come il progetto rifletta pienamente l’identità del Pio Monte della Misericordia, ponendo l’ascolto al centro di un percorso di consapevolezza rivolto soprattutto alle nuove generazioni. L’incapacità di comunicare e comprendere l’altro, infatti, è spesso all’origine di muri quotidiani, incomprensioni e distanze sociali. Portare The Plot #2 all’interno del Pio Monte significa trasformare uno spazio storico e artistico in un laboratorio contemporaneo di relazione, dove la bellezza diventa strumento educativo e civile.
Particolarmente significativa è la performance I-Art Speed-Date: Ascolto, ospitata negli spazi della Quadreria. I partecipanti, maggiorenni e prenotati, vengono fotografati e poi invitati a dialogare con una persona sconosciuta. Non è il contenuto della conversazione a essere valutato, ma la qualità dell’ascolto: attenzione, presenza, coinvolgimento. Un algoritmo analizza in tempo reale l’interazione senza entrare nel merito delle parole pronunciate e trasforma i dati raccolti in una nuova immagine. Se l’ascolto è autentico, il volto risulta più definito; se la relazione si indebolisce, l’immagine si altera, si frammenta o cambia cromia. Il ritratto finale diventa così un’opera unica, generata dall’incontro tra due persone.
Il progetto, sviluppato anche in partnership con il Consorzio Interuniversitario Cineca, apre una riflessione attuale sul rapporto tra arte e tecnologia. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale viene spesso percepita come strumento freddo o distante, The Plot #2 la utilizza invece per misurare e restituire visivamente una dimensione profondamente umana: l’ascolto. La tecnologia non sostituisce la relazione, ma la rende osservabile, offrendo al pubblico una rappresentazione concreta di quanto empatia, attenzione e presenza siano elementi decisivi nella costruzione dei rapporti sociali.
Secondo Giangiacomo Rocco di Torrepadula, il valore della mostra risiede anche nel dialogo tra Torino, Milano e Napoli, città spesso raccontate come distanti o contrapposte, ma qui unite da una riflessione comune sul superamento delle barriere. La presenza delle opere degli studenti accanto a uno dei capolavori assoluti di Caravaggio crea un confronto tra epoche, linguaggi e visioni, trasformando il Pio Monte in uno spazio in cui tradizione e contemporaneità si osservano reciprocamente.
Anche la Consigliera regionale Francesca Amirante ha evidenziato la forza del progetto, definendolo un approccio intelligente alla relazione tra opera d’arte e pubblico. In questa prospettiva, l’arte non è soltanto un oggetto da contemplare, ma uno strumento per interpretare situazioni, persone e stati interiori. Il progetto intercetta così una sensibilità sempre più diffusa: la possibilità che l’esperienza artistica abbia anche una funzione terapeutica, sociale ed educativa.
Con The Plot #2 – L’Arte Racconta le Neuroscienze Comportamentali, Napoli diventa dunque teatro di un’esperienza culturale innovativa, capace di unire patrimonio storico, sperimentazione artistica, ricerca neuroscientifica e intelligenza artificiale. Nel cuore antico della città, tra le opere del Pio Monte della Misericordia e la memoria potente di Caravaggio, il pubblico è invitato a interrogarsi su ciò che spesso resta invisibile: il modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo, giudichiamo, costruiamo relazioni e superiamo i pregiudizi.
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piomontedellamisericordia.it
theplotfoundation.org
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)








