La nuova drammaturgia italiana riparte da Montechiaro di Vico Equense, da un luogo appartato e carico di suggestioni, vicino alla memoria artistica e umana di Annibale Ruccello, per trasformare la scrittura teatrale in un’esperienza di ascolto, confronto e creazione condivisa. Fino al 5 luglio 2026 si sta svolgendo infatti la prima edizione di Queequeg, residenza permanente dedicata alla drammaturgia contemporanea e al grande autore stabiese, promossa da Casa del Contemporaneo e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, con la direzione artistica di Pier Lorenzo Pisano e la direzione organizzativa di Clarissa Curti e Napoleone Zavatto. Il progetto gode del patrocinio del Comune di Castellammare di Stabia e della Fondazione Eduardo De Filippo.
Il dato di partenza racconta già la forza dell’iniziativa: oltre cento candidature arrivate da tutta Italia per partecipare a un percorso intensivo di ricerca e scrittura scenica. Un risultato che conferma quanto sia viva l’esigenza, nel panorama teatrale nazionale, di spazi dedicati alla nuova drammaturgia, capaci di mettere insieme generazioni diverse, poetiche differenti e linguaggi in dialogo con il presente. Tra le proposte pervenute, la direzione artistica ha selezionato otto autori e autrici, scelti per originalità, qualità della scrittura e varietà degli sguardi.
Gli otto progetti selezionati sono Museo Sapiens di Federico Mattioli, da Scandiano, Reggio Emilia; Sconosciute di Simone Guaragna, da Roma; L’invasione dei parrocchetti verdi di Riccardo Spagnulo, da Giovinazzo, Bari; Balena. Una storia di Iris Basilicata, da Roma; Crying in Comic Sans di Paola De Luca, da Napoli; Bob e Ochetta di Viola Carinci, da Roma; Una ragazza composta e scomposta di pezzi, in un ventunesimo secolo di Miriam Giacchetta, da Napoli; e Sette minuti di Antonio Basile, da Bacoli, Napoli. Nomi, provenienze e titoli restituiscono un mosaico di sensibilità che attraversa l’Italia e che trova in Campania un punto di incontro, una casa temporanea ma necessaria per mettere alla prova idee, parole, immagini e strutture drammaturgiche.
La scelta di Montechiaro non è casuale. La residenza nasce infatti in un luogo che unisce isolamento creativo e appartenenza territoriale, in una posizione vicina alla penisola sorrentina e alla Castellammare di Annibale Ruccello, autore che ha inciso in profondità nella scena teatrale del secondo Novecento. In questa geografia emotiva e culturale si colloca il senso più autentico di Queequeg: creare un tempo sospeso, sottratto alla velocità della produzione immediata, nel quale la scrittura possa diventare pratica, ricerca, discussione, tentativo, errore e visione.
A spiegare il legame tra luogo, memoria e futuro è Igina di Napoli, che sottolinea come l’attenzione sia caduta su Montechiaro dopo un lungo percorso di riflessione. Nelle sue parole, il luogo appare come uno spazio “magico”, vicino agli angoli della costiera amati e frequentati da Annibale Ruccello, ma anche alla sua Castellammare, città dalla forte identità culturale e popolare, legata alla memoria di Raffaele Viviani e a una tradizione operaia radicata. Igina di Napoli ricorda Ruccello come un drammaturgo rivoluzionario, capace, insieme a Enzo Moscato, di rovesciare la parola teatrale “educata” di Eduardo De Filippo e di dare voce a un’umanità invisibile. Da qui nasce l’idea di una residenza che non sia soltanto omaggio, ma eredità attiva: “dedicare un luogo, un tempo e un fiore ad Annibale Ruccello”, facendo della scrittura “una casa provvisoria e necessaria” dove nuove voci possano incontrarsi, raccogliere una memoria viva e trasformarla in futuro.
Il nome Queequeg richiama il celebre personaggio di Moby Dick di Herman Melville: una figura misteriosa, rituale, di soglia, non il protagonista più visibile della narrazione, ma una presenza capace di orientare il racconto e aprire nuove possibilità. È un riferimento particolarmente significativo per una residenza che vuole accompagnare gli autori in un viaggio dentro la scrittura e dentro il teatro, accettando la paura, l’incertezza e il destino della creazione come elementi costitutivi del lavoro artistico.
Per Pier Lorenzo Pisano, la scrittura teatrale è profondamente legata ai luoghi, perché parole e azioni devono prendere corpo in uno spazio concreto. Il teatro è la destinazione finale di quei simboli, ma anche il luogo in cui essi nascono, vengono provati, combinati, pensati e ripensati ha un ruolo fondamentale. Queequeg, nelle intenzioni della direzione artistica, diventa così uno spazio di creazione e confronto nel quale condividere la pratica della scrittura e costruire sequenze di parole capaci di generare immagini ed emozioni in chi ascolta.
La residenza si presenta quindi come il primo nucleo di un progetto permanente dedicato alla nuova drammaturgia e alla memoria di Annibale Ruccello. L’obiettivo è costruire nel tempo una comunità di autori e autrici in grado di interrogare il presente attraverso la scrittura scenica, senza rinunciare alla complessità dei linguaggi contemporanei e alla necessità di immaginare nuovi futuri possibili. In questo senso, Queequeg non è soltanto un laboratorio, ma un dispositivo culturale: un luogo in cui la drammaturgia viene sottratta alla solitudine assoluta della pagina e restituita alla relazione, all’ascolto, alla discussione, alla possibilità di essere trasformata dal confronto.
La presenza di progetti provenienti da territori diversi, con titoli che suggeriscono immaginari plurali e direzioni di ricerca non omogenee, conferma la volontà di accogliere scritture differenti. Dalla riflessione sul museo e sull’umano di Museo Sapiens alla dimensione enigmatica di Sconosciute, dall’immaginario urbano e quasi perturbante de L’invasione dei parrocchetti verdi alla forza evocativa di Balena. Una storia, fino alle tensioni linguistiche di Crying in Comic Sans, alle possibilità narrative di Bob e Ochetta, alla composizione identitaria di Una ragazza composta e scomposta di pezzi, in un ventunesimo secolo e alla misura drammaturgica di Sette minuti, la prima edizione di Queequeg appare come un osservatorio privilegiato su ciò che si muove oggi nella scrittura teatrale italiana.
In un tempo in cui il teatro ha bisogno di luoghi di elaborazione, non solo di palcoscenici, la residenza dedicata ad Annibale Ruccello assume un valore particolare. Da Montechiaro di Vico Equense, vicino alla sua Castellammare e al paesaggio culturale che ha nutrito parte della sua immaginazione, Queequeg prova a tenere insieme memoria e futuro, radici e sperimentazione, territorio e scena nazionale. È in questa tensione che si misura la forza del progetto: non celebrare semplicemente un autore, ma rendere il suo lascito un terreno fertile per nuove scritture, nuove voci e nuove forme di teatro.
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