L’Alta Campania Wine Fest 2026 torna a Castel Campagnano, in provincia di Caserta, dall’11 al 13 settembre con tre giornate dedicate al vino, alla gastronomia e alla cultura di un territorio che punta a raccontarsi attraverso le proprie produzioni più identitarie. La seconda edizione della manifestazione, ospitata nella Villa Comunale – Parco La Peschiera, riunirà 35 cantine dell’Alta Campania e oltre 90 etichette, affiancando alle degustazioni un programma di masterclass, incontri con i produttori, proposte gastronomiche, dj set e musica dal vivo.
L’iniziativa nasce dalla volontà dell’Associazione Alta Campania, composta da giovani imprenditori del settore vitivinicolo, di costruire una narrazione contemporanea dell’entroterra casertano. Il vino resta il grande protagonista, ma diventa anche lo strumento attraverso cui scoprire paesaggi, vitigni, prodotti agricoli, cucina e nuove generazioni di produttori. È proprio questo approccio a caratterizzare il festival, pensato non soltanto per gli appassionati e gli addetti ai lavori, ma anche per un pubblico più giovane e curioso, grazie a una formula che alterna approfondimento e intrattenimento.

La Wine Area sarà il cuore delle degustazioni. Le 35 cantine annunciate rappresentano cinque areali vitivinicoli dell’Alta Campania e porteranno complessivamente più di 90 etichette. Tra le aziende presenti figurano Laboris Catrame, Canestrini Wine, Marra Winery, Tenuta Pezzapane, Tenuta Ievoli, Cantine di Hesperia, Davide Campagnano, Raffaele Campagnano, Tenuta Tralice, Calatia, Teresa Mincione, Alepa, Masseria Piccirillo, Tenuta Selvanova, Tenuta San Severino, Vestini Campagnano, Palmieri Domus Vinaria, Scaramuzzo Winery, Sclavia, Viticoltori del Casavecchia, Alois, Alberto Rinaldi, Francesco Fossa, Masseria Ferrucci, Terrae Tiferni, Terre dell’Angelo, Bianchini Rossetti, Fattoria Pagano, Cantina Trabucco, Cantine Pecoraro, Porto di Mola, Vitis Aurunca, De Angelis, Vitematta e Caputo.
Al centro del racconto ci saranno soprattutto i vitigni che hanno contribuito a definire l’identità enologica della provincia di Caserta e dell’Alta Campania, a cominciare da Casavecchia, Pallagrello Nero e Pallagrello Bianco. Un patrimonio vitivinicolo che affonda le proprie radici in aree molto differenti tra loro, dai rilievi del Massiccio del Matese al territorio vulcanico di Roccamonfina, passando per i Monti Trebulani-Tifatini e l’area aversana.
Particolare attenzione sarà riservata alle masterclass, pensate come occasioni di approfondimento guidate da sommelier, enologi, produttori ed esperti delle eccellenze gastronomiche locali. Venerdì 11 settembre, alle 19, al Castello Ducale, è in programma l’incontro dedicato alla Mozzarella di Bufala e al suo abbinamento con il vino, con la partecipazione di Caseificio La Baronia, Tenuta del Lago e Il Casolare. Alle 20 sarà invece il momento del Pallagrello Nero, con una degustazione comparativa dedicata alle diverse espressioni territoriali del vitigno.
Sabato 12 settembre il programma delle masterclass riprenderà alle 18 con il Pallagrello Bianco, seguito alle 19 dall’incontro dedicato all’Oliva Caiazzana, all’olio e ai suoi derivati in abbinamento al vino. Saranno coinvolti Frantoio Oleario Sangiovanni, Azienda Agricola Ragozzino/De Marco e Azienda Agricola Sangiovanni. Alle 20 spazio al Casavecchia, altro grande protagonista della viticoltura casertana, attraverso una degustazione comparativa di vini provenienti dalle diverse zone di produzione.
Una delle novità più attese dell’Alta Campania Wine Fest 2026 è “Il Campanino”, l’appuntamento in programma domenica 13 settembre alle 19.30 in via Volturno. La formula prevede una lunga tavolata all’aperto e un buffet gastronomico, con dieci giovani produttori chiamati a versare personalmente alcune delle etichette più sperimentali e meno conosciute delle proprie cantine. Non sarà quindi una degustazione tradizionale, ma un incontro diretto tra chi produce il vino e chi lo assaggia, fatto di racconti, aneddoti, retroscena e curiosità legate al lavoro quotidiano in vigna e in cantina.
Accanto al vino avrà un ruolo centrale anche la gastronomia campana. Per tutta la durata della manifestazione saranno presenti alcune realtà selezionate per una proposta capace di coniugare qualità delle materie prime e interpretazione contemporanea della cucina. Vanvitiello di Ciccio Vitiello proporrà la pizza, Da Gigione Gourmand gli hamburger, Salumeria Malinconico i panini, La Baronia la mozzarella e Annuccia Capri torte e dolci. La Gastronomia dell’Associazione proporrà inoltre salumi e formaggi locali insieme ai prodotti di Armatore, Casa Marrazzo e Artigiani della Bufala.
L’accesso all’area food non richiederà un biglietto di ingresso: i visitatori potranno acquistare i token direttamente in cassa e utilizzarli presso i food truck. Più in generale, l’ingresso alla Villa Comunale sarà libero e gratuito durante tutte e tre le giornate. Sarà quindi possibile entrare nell’area della manifestazione, passeggiare tra gli stand, acquistare cibo, calici e bottiglie e assistere all’intrattenimento senza necessariamente acquistare una formula di degustazione.
Per chi vorrà vivere pienamente l’esperienza enologica sarà disponibile la formula Open Wine. Il ticket per una giornata costa 25 euro e comprende calice, portacalice e degustazione delle etichette presenti nella Wine Area. La formula per due giornate costa 39 euro, mentre quella per tutte e tre le giornate è proposta a 55 euro. Le masterclass hanno invece un costo di 18 euro ciascuna e richiedono un biglietto separato, che non comprende l’accesso alla Tasting Area. I ticket possono essere acquistati online tramite Eventbrite oppure direttamente in cassa nei giorni del festival.
Anche la musica contribuirà a definire l’atmosfera dell’evento. Al termine delle degustazioni l’Arena cambierà volto trasformandosi in dancefloor, mentre la Lounge Area di via Tifatina ospiterà il Drink Bar by Amarò. Venerdì sera è previsto il dj set di Armando Cipriani, mentre sabato sarà la volta di Junerules e Silvestro S. Domenica 13 settembre il programma prevede anche un momento dedicato alla musica dal vivo con il Gospel Cori della Nuova Accademia Toscanini, prima del dj set conclusivo affidato a Pulse, in programma dalle 22.
Gli orari variano leggermente nell’arco del weekend. Venerdì 11 e sabato 12 settembre la Villa Comunale aprirà alle 18 e la Wine Area entrerà nel vivo dalle 20; domenica 13 settembre l’apertura sarà anticipata alle 17 e le degustazioni cominceranno alle 19. La manifestazione proseguirà fino alle 2 di notte nelle prime due giornate e fino all’una nella serata conclusiva.
A promuovere il progetto è l’Associazione Alta Campania, realtà formata da imprenditori under 40 del mondo del vino: Luca Catrame e Alessandro Catrame di Laboris Catrame, Roberto Canestrini di Canestrini Wine, Davide Ievoli di Tenuta Ievoli, Giovanni Marra di Marra Winery, l’operatore del settore wine Giovanni Rossetti, Francesco Farina di Tenuta Pezzapane, Paola Riccio di Alepa e Andrea Palmieri di Palmieri Domus Vinaria. Una squadra nata con l’obiettivo di fare rete e dare maggiore riconoscibilità a un territorio che possiede una forte identità agricola e vitivinicola, ma che resta ancora in parte da scoprire per il grande pubblico.
L’Alta Campania raccontata dal festival comprende infatti un mosaico di aree differenti: il Massiccio del Matese, il Vulcano di Roccamonfina, i Monti Trebulani-Tifatini, l’area di Aversa e gli otto comuni compresi nella DOC Casavecchia di Pontelatone. Colline, vigneti, piccoli centri e borghi storici formano un patrimonio nel quale la produzione del vino convive con tradizioni gastronomiche e paesaggi ancora fortemente legati alla dimensione rurale.
L’Alta Campania Wine Fest 2026 si propone così come una vetrina per il vino casertano ma anche come un’occasione per scoprire l’entroterra della provincia attraverso i suoi protagonisti. Dal Pallagrello al Casavecchia, dalla Mozzarella di Bufala all’Oliva Caiazzana, dalla cucina campana contemporanea alla musica, l’appuntamento di Castel Campagnano costruisce un programma nel quale degustazione, cultura e intrattenimento si incontrano. Tre giorni che puntano a trasformare il vino in una porta d’ingresso verso un territorio ancora poco conosciuto, raccontandone identità, produttori e nuove prospettive.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
