Un confronto diretto per superare le incomprensioni, chiarire l’applicazione delle nuove disposizioni e trovare un punto di equilibrio tra le esigenze della ricostruzione e il diritto dei professionisti a ricevere compensi adeguati. È questo il risultato dell’incontro tra il Commissario straordinario alla Ricostruzione di Ischia, Marcello Feola, e i rappresentanti degli Ordini delle professioni tecniche, convocato per approfondire le linee interpretative e applicative dell’Ordinanza commissariale n. 43, provvedimento destinato ad avere un ruolo significativo nella prosecuzione della ricostruzione sull’isola.
Al tavolo hanno partecipato Lorenzo Benedetto, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Maurizio Carlino, presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Napoli, Antonio Coppola, presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli, e Andrea Prota, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli.
Un incontro che, nelle intenzioni delle parti, è servito innanzitutto a riportare il dibattito sul terreno tecnico e normativo, dopo le polemiche emerse nei giorni precedenti a seguito di alcune dichiarazioni pronunciate dal Commissario durante la presentazione dell’Ordinanza n. 43. Dichiarazioni che, secondo i rappresentanti degli Ordini professionali, se estrapolate dal contesto avrebbero potuto prestarsi a interpretazioni non corrispondenti alla reale situazione.
I presidenti hanno espresso soddisfazione per la disponibilità al dialogo manifestata da Marcello Feola e, al termine del confronto, hanno condiviso una posizione unitaria con la quale viene ribadito un punto ritenuto essenziale: i professionisti impegnati nella ricostruzione di Ischia hanno operato nel rispetto del quadro normativo vigente, sia nazionale sia locale, tanto sotto il profilo delle prestazioni svolte quanto per quanto riguarda i compensi richiesti.
Un chiarimento importante, che punta a chiudere la fase delle contrapposizioni e a ricondurre la discussione all’obiettivo comune: garantire una ricostruzione efficace, trasparente e il più possibile rapida, senza mettere in discussione la correttezza del lavoro svolto finora da ingegneri, architetti, geologi e geometri.
Gli stessi Ordini hanno comunque sottolineato che eventuali condotte individuali non conformi alle norme professionali continueranno, come previsto dalle regole ordinistiche, a essere sottoposte alla valutazione dei rispettivi Consigli di Disciplina. Qualora fossero accertate violazioni dei principi etici e deontologici, saranno quindi gli organismi competenti a intervenire con gli strumenti previsti.
Il tema dei compensi dei tecnici resta però centrale. L’obiettivo dichiarato dai rappresentanti delle categorie professionali è quello di assicurare che i tecnici chiamati a occuparsi di pratiche spesso estremamente complesse possano lavorare sulla base di corrispettivi equi, proporzionati alle responsabilità assunte e alla qualità delle prestazioni richieste.
La ricostruzione di Ischia, infatti, presenta caratteristiche particolarmente delicate. Non si tratta soltanto di intervenire su edifici danneggiati, ma di operare in un territorio nel quale convivono vulnerabilità sismiche, vulcaniche e idrogeologiche. Un quadro che richiede progettazioni approfondite, verifiche specialistiche, conoscenza puntuale del territorio e un elevato livello di responsabilità da parte dei professionisti coinvolti.
Per gli Ordini tecnici, dunque, la velocità nella definizione delle pratiche e nell’apertura dei cantieri non può essere separata dalla qualità delle prestazioni professionali. La priorità resta consentire alle famiglie colpite dagli eventi calamitosi di tornare nelle proprie abitazioni nel minor tempo possibile, ma questo percorso deve essere accompagnato da procedure chiare e da condizioni economiche che permettano ai professionisti di svolgere correttamente incarichi caratterizzati da un elevato grado di complessità.
Proprio per questo i presidenti hanno accolto positivamente l’invito del Commissario Marcello Feola a proseguire il confronto sulle modalità applicative dell’Ordinanza n. 43 e sulla possibile revisione di alcuni parametri contenuti nel provvedimento.
L’auspicio espresso dalle categorie tecniche è che il dialogo possa permettere di superare eventuali discrepanze tra i diritti riconosciuti ai professionisti dalla normativa nazionale e i contributi destinati alle prestazioni tecniche nell’ambito della disciplina commissariale.
Il confronto sui compensi assume così un significato che va oltre la tutela delle singole categorie. Un compenso congruo, secondo gli Ordini, rappresenta anche una garanzia per i cittadini, perché consente ai tecnici di dedicare alle pratiche il tempo, le competenze e gli approfondimenti necessari, soprattutto in presenza di interventi complessi sotto il profilo strutturale, urbanistico, geologico e della sicurezza.
Da parte delle professioni tecniche arriva quindi una disponibilità concreta alla collaborazione. Gli Ordini hanno ricordato, tra l’altro, la possibilità di sottoporre a vidimazione le parcelle relative agli incarichi di particolare complessità attraverso le rispettive Commissioni Pareri. Un meccanismo che può contribuire a verificare la congruità dei corrispettivi e, nello stesso tempo, a rafforzare le garanzie di trasparenza nei confronti dei cittadini e dell’amministrazione.
È proprio questo, spiegano i rappresentanti delle categorie, uno dei compiti istituzionali degli Ordini: garantire non soltanto gli iscritti, ma soprattutto la qualità, la correttezza e l’eticità delle prestazioni professionali rese alla collettività.
L’incontro con Feola sembra dunque segnare un passaggio verso una fase più distesa del confronto. Le divergenze interpretative non vengono ignorate, ma vengono ricondotte all’interno di un dialogo istituzionale che potrà proseguire nelle prossime settimane sulle modalità concrete di applicazione dell’Ordinanza.
Sul tavolo resta una questione decisiva: trovare un equilibrio tra sostenibilità della spesa pubblica, rispetto delle norme nazionali sull’equo compenso e necessità di assicurare prestazioni professionali all’altezza delle difficoltà della ricostruzione ischitana.
Dopo il sisma del 2017 e la frana del 2022, Ischia continua infatti a confrontarsi con un percorso di ricostruzione articolato, nel quale agli interventi sugli edifici si affiancano le problematiche legate alla messa in sicurezza del territorio. Accelerare resta indispensabile, ma per gli Ordini professionali occorre farlo senza comprimere la qualità della progettazione né generare incertezze sulle responsabilità e sui compensi dei tecnici.
Il chiarimento tra il Commissario e gli Ordini rappresenta quindi un segnale di apertura. Da entrambe le parti emerge la volontà di mantenere aperto il confronto e di individuare soluzioni applicative capaci di tutelare contemporaneamente cittadini, professionisti e interesse pubblico.
La ricostruzione di Ischia può procedere rapidamente soltanto attraverso una collaborazione stabile tra struttura commissariale, amministrazioni, professionisti e comunità locali. Il confronto sui compensi, da possibile terreno di scontro, può così trasformarsi in un’occasione per definire regole più chiare, garantire prestazioni adeguate e imprimere una nuova accelerazione al ritorno alla normalità per le famiglie dell’isola.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
