Portare tecnologia e competenze made in Napoli nel cuore degli Emirati Arabi Uniti, intervenendo su una struttura nella quale il controllo della temperatura rappresenta una condizione essenziale per il funzionamento quotidiano. È la nuova sfida internazionale affrontata da Graded, gruppo industriale napoletano attivo nel settore dell’energia e dell’efficienza energetica guidato da Vito Grassi, che attraverso la propria filiale di Dubai ha completato un importante intervento di manutenzione e ripristino degli impianti HVAC dell’Al Hili Ice Rink di Al Ain.
Una pista di ghiaccio immersa nel clima caldo degli Emirati costituisce, dal punto di vista energetico e impiantistico, un sistema particolarmente complesso. Mantenere costanti le condizioni necessarie alla conservazione della superficie ghiacciata, assicurando nello stesso tempo comfort agli utenti, affidabilità degli impianti e continuità delle attività, richiede infatti sistemi di climatizzazione efficienti e una manutenzione particolarmente accurata. In questo tipo di strutture anche un guasto o una riduzione delle prestazioni può tradursi rapidamente in un aumento dei consumi, nella perdita delle condizioni termiche ottimali o, nei casi più critici, nel fermo degli impianti.
È proprio su questo fronte che si è concentrato l’intervento della filiale emiratina di Graded. I tecnici specializzati dell’azienda hanno lavorato in maniera capillare sui principali elementi del sistema HVAC, acronimo di Heating, Ventilation and Air Conditioning, cioè l’insieme degli impianti dedicati a riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria. L’attività ha riguardato in particolare chiller, unità di trattamento dell’aria e fan coil, sottoposti a un’approfondita revisione per verificarne condizioni, funzionamento e prestazioni.
Il lavoro non si è limitato alla manutenzione dei singoli componenti. Dopo gli interventi tecnici è stata infatti avviata una delicata fase di riaccensione e verifica dell’intero sistema, seguita da un collaudo continuativo della durata di 24 ore. Una procedura necessaria per accertare la stabilità termica degli impianti nelle reali condizioni di esercizio e ridurre al minimo il rischio di anomalie o fermi macchina una volta tornata pienamente operativa la struttura.
L’intervento all’Al Hili Ice Rink assume particolare rilievo proprio per le condizioni ambientali nelle quali gli impianti sono chiamati a funzionare. In una regione caratterizzata per lunghi periodi dell’anno da temperature esterne molto elevate, la produzione del freddo e la climatizzazione degli ambienti rappresentano infatti una delle principali voci di consumo energetico. L’affidabilità degli impianti diventa quindi inseparabile dal tema dell’efficienza: macchine correttamente mantenute e gestite possono lavorare in condizioni migliori, limitando sprechi energetici e riducendo nello stesso tempo il rischio di interruzioni del servizio.
Per Graded, l’operazione di Al Ain rappresenta anche una nuova conferma del processo di internazionalizzazione avviato negli Emirati Arabi Uniti. A lavorare al progetto sono stati la branch manager Giada Boudekji, il general manager Nishat Ahmad e i project engineer Arpit Jain e Haja Nadheem, impegnati nella gestione delle diverse fasi dell’intervento e nel coordinamento delle attività tecniche.
L’esperienza maturata dall’azienda napoletana negli Emirati non riguarda però esclusivamente la manutenzione e la gestione di impianti complessi. Da tempo Graded sta portando avanti nel Paese anche attività di ricerca e sperimentazione dedicate alle nuove fonti energetiche, con particolare attenzione alla geotermia, all’idrogeno e all’integrazione con l’energia solare. Una strategia sviluppata attraverso collaborazioni con importanti realtà universitarie e centri di ricerca internazionali.
Tra le esperienze più significative figura quella condotta insieme al Rochester Institute of Technology di Dubai, con cui la società napoletana ha sviluppato un progetto dedicato all’utilizzo dell’energia geotermica per aumentare l’efficienza dei sistemi di climatizzazione negli Emirati Arabi. Il progetto GEOGRID è stato concepito proprio con l’obiettivo di studiare nuove soluzioni capaci di ridurre i consumi energetici degli edifici commerciali e residenziali in un contesto climatico particolarmente impegnativo come quello di Dubai.
La collaborazione tra Graded e il RIT Dubai è proseguita nel tempo, accompagnata anche dalla produzione di risultati scientifici. Nel bilancio 2024 dell’azienda viene indicata la prosecuzione della seconda fase del progetto GEOGRID e sono ricordate pubblicazioni dedicate allo studio e all’ottimizzazione degli scambiatori geotermici in condizioni climatiche calde e umide, confermando l’interesse verso applicazioni che possano in prospettiva arrivare anche sul mercato.
Parallelamente, Graded ha avviato una collaborazione con l’Università di Sharjah dedicata all’impiego dell’idrogeno nell’edilizia. Al centro della sperimentazione c’è un sistema di micro-rete che combina celle a combustibile, fotovoltaico e idrogeno, affiancandoli a tecnologie di raffrescamento come il soffitto radiante e il cosiddetto cool roof, cioè una copertura progettata per ridurre l’assorbimento della radiazione solare e limitare il surriscaldamento degli edifici.
L’obiettivo della sperimentazione è ottenere una riduzione dei consumi energetici degli edifici che, secondo le stime indicate per il progetto, può arrivare a circa il 40%. Una percentuale particolarmente significativa in un territorio nel quale il raffrescamento rappresenta una delle principali esigenze energetiche. L’utilizzo combinato di fotovoltaico e idrogeno punta inoltre a creare sistemi sempre più autonomi, flessibili e sostenibili, capaci di trasformare l’energia prodotta da fonti rinnovabili e utilizzarla anche quando la disponibilità solare diminuisce.
Gli impianti pilota diventano così veri e propri laboratori per studiare i benefici energetici e ambientali delle nuove tecnologie prima di una possibile applicazione su scala più ampia. Una prospettiva direttamente collegata agli obiettivi internazionali di decarbonizzazione e carbon neutrality e che, secondo il modello seguito da Graded, passa necessariamente attraverso la collaborazione tra aziende, università, centri di ricerca ed enti pubblici.
Dalla manutenzione di una pista di ghiaccio nel deserto alla sperimentazione della geotermia e dell’idrogeno applicati agli edifici, il percorso negli Emirati mostra dunque due facce della stessa strategia: da un lato garantire efficienza e affidabilità agli impianti già esistenti, dall’altro sviluppare tecnologie in grado di trasformare il modo in cui l’energia viene prodotta e utilizzata. Con un filo conduttore che parte da Napoli e arriva fino ad Al Ain e Dubai, facendo dell’innovazione energetica uno degli strumenti con cui il know-how italiano prova a conquistare spazio sui mercati internazionali.
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