Erri De Luca sceglie Oliveto Citra, in provincia di Salerno, per presentare in anteprima nazionale il suo nuovo libro Sotto processo, pubblicato da Feltrinelli e in uscita il 15 settembre 2026. L’appuntamento è uno degli eventi di primo piano della 42ª edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno e porta nel cuore dell’Alta Valle del Sele una delle voci più riconoscibili della letteratura italiana contemporanea.
L’incontro con lo scrittore napoletano si tiene giovedì 10 settembre, alle ore 19, presso l’Auditorium regionale Largo della Memoria di Oliveto Citra, nell’ambito della sezione “Un libro, un autore”. Il titolo scelto per l’appuntamento è “Parole da difendere”, una formula che richiama immediatamente uno dei temi più ricorrenti nell’opera e nell’esperienza pubblica di Erri De Luca: il valore della parola, la sua libertà, il peso delle affermazioni individuali e la responsabilità di chi decide di prendere posizione.
L’incontro si inserisce nel tema generale del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno 2026, “Avvisi di burrasca [?]”, e trova proprio in Sotto processo un terreno particolarmente fertile per interrogarsi sulle tensioni del presente. Al centro del nuovo lavoro di De Luca c’è infatti uno scontro netto tra generazioni, costruito attraverso una situazione narrativa radicale: un gruppo di persone con meno di trent’anni sequestra e sottopone a processo una figura esemplare di anziano.
Da questo punto di partenza prende forma un interrogatorio serrato, nel quale accusa e difesa sembrano appartenere a mondi ormai incapaci di trovare un terreno comune. Da una parte ci sono i giovani, dall’altra il vecchio chiamato a rispondere non soltanto delle proprie scelte, ma simbolicamente delle responsabilità attribuite a un’intera generazione. Non c’è, nella dinamica immaginata dallo scrittore, un facile spazio per il compromesso: il confronto procede verso una sentenza definitiva e irreversibile.
Sotto processo diventa così molto più della rappresentazione di un conflitto anagrafico. Attraverso il confronto tra giovani e anziani, Erri De Luca porta in primo piano questioni che attraversano profondamente la società contemporanea: la distribuzione del potere tra le generazioni, il peso delle decisioni prese nel passato, le opportunità lasciate ai più giovani, il concetto di autorità e la possibilità stessa di costruire una continuità tra chi ha preceduto e chi dovrà affrontare il futuro.
È una contrapposizione che parte dalle età della vita ma arriva inevitabilmente alla politica, alla società e alla responsabilità collettiva. Il punto di partenza indicato dallo stesso volume è quello di una società nella quale l’anzianità è diventata maggioranza mentre la gioventù rappresenta una minoranza che deve fare i conti con modelli, strutture e sistemi di potere ereditati. Il processo narrato da De Luca assume quindi anche il carattere di un processo simbolico al nostro tempo.
La scelta di presentare il libro attraverso un incontro intitolato “Parole da difendere” assume inoltre un significato particolare nella storia personale e letteraria dello scrittore napoletano. Sotto processo non si esaurisce infatti nel nuovo racconto, ma è accompagnato da La parola contraria e da altri scritti civili, riallacciando il filo della riflessione letteraria all’esperienza giudiziaria vissuta dallo stesso autore.
La nuova edizione di La parola contraria ripropone il tema della libertà di espressione e della responsabilità della parola in relazione al procedimento giudiziario che coinvolse Erri De Luca nel 2015 per alcune sue dichiarazioni legate alla protesta contro la linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa. Un episodio che trasformò il rapporto tra parola, dissenso e giustizia in una questione non soltanto personale, ma al centro di un ampio dibattito culturale e civile.
A distanza di oltre dieci anni, quei temi ritornano dunque all’interno di un nuovo libro che già dal titolo mette il processo al centro della scena. Ma questa volta il tribunale immaginato da De Luca è quello della gioventù e sul banco degli imputati si ritrova idealmente un’intera generazione. Il processo giudiziario del passato e quello letterario del presente finiscono così per dialogare tra loro, uniti dalla domanda su chi abbia il diritto di accusare, chi debba difendersi e quale peso possano avere le parole quando entrano nella vita pubblica.
L’anteprima nazionale di Oliveto Citra acquista così un valore che va oltre la semplice presentazione editoriale. Il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno offre uno spazio di confronto su uno dei nodi più delicati del nostro tempo, facendo incontrare letteratura, impegno civile e riflessione sociale in un territorio che da oltre quarant’anni utilizza il premio anche come occasione per discutere del presente e del futuro del Mezzogiorno.
Erri De Luca, nato a Napoli nel 1950 e autore di una vasta produzione narrativa, poetica e civile, torna quindi a interrogare il lettore attraverso una storia costruita attorno a un conflitto apparentemente senza possibilità di mediazione. Nelle pagine di Sotto processo, il divario tra giovani e anziani non è soltanto una distanza anagrafica: diventa un confronto sull’eredità lasciata da una generazione alla successiva e sul diritto dei giovani di domandare conto delle condizioni nelle quali sono chiamati a costruire il proprio futuro.
La scelta del Premio Sele d’Oro di ospitare l’anteprima nazionale conferma inoltre la centralità della manifestazione di Oliveto Citra nel dibattito culturale del Mezzogiorno. Con “Parole da difendere”, il festival mette al centro la letteratura come strumento per leggere le fratture della contemporaneità e la parola come spazio di confronto, anche quando il confronto diventa duro, radicale e apparentemente inconciliabile.
Il pubblico del Sele d’Oro sarà dunque tra i primi a entrare nel nuovo universo narrativo di Erri De Luca, pochi giorni prima dell’arrivo ufficiale di Sotto processo nelle librerie. Un libro che parte da un tribunale immaginario per porre domande molto concrete sul presente e che torna a ribadire quanto, nella scrittura di De Luca, raccontare significhi anche assumersi la responsabilità di prendere posizione.
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Premio Sele d’Oro Mezzogiorno
Feltrinelli Editore
(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

