Il 15 ottobre 2026, alle ore 11, al Parco Borbonico del Fusaro, la presentazione del Progetto RIPA per il recupero dei rifiuti plastici nelle acque. Il Lago Fusaro è una delle sei aree pilota dell’Appennino Meridionale, al centro di un programma che unisce tutela ambientale, ricerca scientifica, prevenzione e partecipazione delle comunità locali.
La tutela delle acque, la salvaguardia degli ecosistemi e la lotta all’inquinamento da plastica saranno al centro di un importante appuntamento istituzionale e ambientale in programma giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 11, presso la Sala Ostrechina del Parco Borbonico del Fusaro, a Bacoli, in provincia di Napoli. L’occasione sarà la presentazione delle attività del Progetto RIPA – Riduzione dell’Inquinamento da Plastiche nelle Acque, con un approfondimento dedicato al Lago Fusaro, individuato come caso pilota di un programma che interessa diversi territori del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale.
L’iniziativa, promossa dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), nasce dalla necessità di affrontare una delle principali criticità ambientali contemporanee: la presenza sempre più diffusa di rifiuti plastici nei fiumi, nei laghi, lungo le coste e negli ambienti naturali. Una problematica che non riguarda soltanto il degrado paesaggistico, ma coinvolge direttamente la qualità delle risorse idriche, l’equilibrio degli habitat e la conservazione della biodiversità.
Il progetto propone un approccio che supera la semplice rimozione dei rifiuti. L’obiettivo è infatti recuperare la plastica dispersa nell’ambiente, studiarne le caratteristiche, comprenderne la possibile provenienza e individuare le attività umane che contribuiscono alla sua diffusione. La raccolta diventa così uno strumento di conoscenza scientifica, capace di fornire indicazioni utili per pianificare interventi di prevenzione e contrasto all’inquinamento.
Il Lago Fusaro, nel cuore dei Campi Flegrei, rappresenta un contesto particolarmente significativo per sperimentare questa strategia. Il bacino lacustre costituisce infatti un ambiente di rilevante interesse naturalistico e territoriale, nel quale la salvaguardia della qualità delle acque assume un valore che si estende alla protezione dell’intero ecosistema circostante. La scelta di Bacoli come sede della presentazione intende dunque valorizzare il legame tra ricerca, gestione delle risorse naturali e responsabilità delle comunità locali.
Uno degli aspetti centrali del Programma RIPA è la consapevolezza che l’inquinamento marino da plastica non ha origine esclusivamente in mare. Una parte significativa dei rifiuti che raggiunge gli ambienti costieri può provenire dall’entroterra, trasportata dalle correnti fluviali e dai sistemi idrografici. I fiumi, in particolare, possono trasformarsi in veri e propri vettori di trasporto dei materiali plastici, favorendone il progressivo accumulo nei bacini e il successivo trasferimento verso le aree marine.
Intervenire sulle acque interne significa, pertanto, affrontare il problema prima che i rifiuti raggiungano il mare, individuando al tempo stesso le cause che ne determinano la dispersione. Da questa impostazione deriva la volontà di integrare le attività di recupero con la classificazione dei materiali raccolti e con l’analisi delle pressioni antropiche presenti nei territori interessati.
Il progetto si inserisce nel quadro della Legge 17 maggio 2022, n. 60, conosciuta come Legge Salvamare, che introduce disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne, promuovendo al contempo l’economia circolare e comportamenti più responsabili nei confronti dell’ambiente.
In particolare, l’articolo 6 della normativa attribuisce alle Autorità di Bacino Distrettuali un ruolo nella pianificazione delle misure sperimentali per la cattura dei rifiuti galleggianti nei corsi d’acqua, nel rispetto delle esigenze idrauliche e della tutela degli ecosistemi.
In attuazione di queste disposizioni, il MASE, attraverso il Decreto Direttoriale n. 525 del 13 dicembre 2023, ha adottato un programma sperimentale triennale destinato al recupero delle plastiche nei fiumi maggiormente interessati da questa forma di inquinamento. È all’interno di tale percorso che l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale ha sviluppato il Programma RIPA, traducendo gli obiettivi nazionali in un sistema di interventi sul territorio.
Il programma interessa sei aree pilota, distribuite tra differenti contesti del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale. Cinque sono localizzate in ambito fluviale e riguardano i fiumi Biferno, Ofanto, Agri, Crati e Sele, mentre la sesta è rappresentata proprio dal Lago Fusaro, unico sito lacustre individuato nell’ambito dell’iniziativa.
La presenza di ambienti differenti permette di sviluppare esperienze di recupero e monitoraggio adattate alle specifiche caratteristiche dei territori, con l’obiettivo di definire modalità operative che possano essere successivamente riproposte in altre aree del Distretto.
Tra le attività previste rientra l’installazione di barriere galleggianti per intercettare e raccogliere i rifiuti plastici trasportati dalle correnti fluviali, insieme all’organizzazione di campagne di raccolta volontaria lungo le sponde, nelle zone di foce e sui fondali di alcuni ambienti lacustri.
A queste azioni si affiancano iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione, considerate fondamentali per favorire una maggiore attenzione verso l’abbandono dei rifiuti e la protezione delle risorse idriche.
Una componente particolarmente rilevante riguarda l’elaborazione dei dati ottenuti attraverso la classificazione delle plastiche recuperate. Le informazioni raccolte potranno essere messe in relazione con le pressioni ambientali individuate nell’ambito del Piano di Gestione delle Acque, contribuendo a riconoscere eventuali collegamenti tra specifiche attività antropiche e presenza dei rifiuti.
Questo approccio consente di trasformare l’attività di pulizia in un processo di osservazione e analisi, utile a orientare le politiche ambientali e a individuare nuove misure di prevenzione. Non soltanto rimuovere ciò che è già stato disperso, dunque, ma comprendere perché determinati materiali raggiungano gli ambienti acquatici e quali interventi possano limitarne l’accumulo.
La filosofia del Programma RIPA si riconosce anche nei quattro obiettivi richiamati nella documentazione progettuale: Ripulire, Riqualificare, Ripristinare e Riparare. Quattro azioni che esprimono una visione integrata della tutela ambientale, nella quale il recupero dei rifiuti rappresenta soltanto una delle componenti di un percorso più ampio di riqualificazione e conservazione degli ecosistemi.
Un ruolo centrale viene attribuito alla cooperazione tra istituzioni, soggetti tecnici, associazioni e società civile. La difesa delle acque richiede infatti una partecipazione condivisa, capace di mettere in relazione competenze scientifiche, amministrative e operative con il coinvolgimento diretto delle comunità.
L’appuntamento di Bacoli rappresenterà un’occasione per illustrare non soltanto gli obiettivi generali del programma, ma anche le attività realizzate e i primi risultati emersi nell’area pilota del Lago Fusaro. Il confronto consentirà di approfondire le modalità di intervento e il valore delle informazioni raccolte, offrendo una lettura complessiva delle strategie messe in campo per contrastare l’inquinamento da plastica.
Ad aprire i lavori sarà Vera Corbelli, Segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, che introdurrà il significato dell’iniziativa nel quadro delle attività di pianificazione e gestione delle risorse idriche.
Seguiranno i saluti istituzionali di Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli, Vincenzo Imperatore, presidente dell’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, Salvatore Parascandola, presidente del Centro Ittico Campano, Nicola Palmiero, del Centro per la Giustizia Minorile per la Campania, e Pasquale Starace, Colonnello del Reparto Operativo del Comando Tutela Ambiente e Sicurezza Energetica.
La presenza di rappresentanti di differenti istituzioni testimonia la dimensione trasversale della questione ambientale, che coinvolge la gestione del territorio, la tutela degli ecosistemi, la sicurezza ambientale, la partecipazione sociale e l’educazione alla sostenibilità.
La presentazione tecnica del progetto sarà affidata a Donato Sollitto, responsabile per l’attuazione del Programma RIPA, che illustrerà il percorso progettuale e le attività sviluppate nell’ambito dell’iniziativa.
Sono inoltre previsti gli interventi di Luigi Piscitelli, responsabile tecnico di Garbage S.r.l., e Rosario Santanastasio, presidente di Archeoclub d’Italia APS, chiamati a contribuire al confronto sulle attività di recupero e sulle opportunità di collaborazione per la tutela del patrimonio ambientale.
Il programma proseguirà con una tavola rotonda moderata dalla giornalista Maria Cava, alla quale prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico e delle realtà impegnate nella difesa dell’ambiente. Il dibattito sarà un momento di approfondimento sulle prospettive del progetto e sull’importanza di costruire forme di cooperazione capaci di produrre risultati duraturi.
L’incontro assume un significato particolare anche per il territorio flegreo, dove il rapporto tra ambiente naturale, attività umane e patrimonio paesaggistico costituisce un elemento essenziale dell’identità locale. La protezione del Lago Fusaro significa infatti contribuire alla conservazione di un ambiente che riveste un ruolo importante per Bacoli e per l’intero comprensorio dei Campi Flegrei.
La lotta all’inquinamento da plastica richiede interventi concreti, ma anche una trasformazione culturale. Le attività di raccolta, classificazione e sensibilizzazione previste dal progetto possono contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sul destino dei rifiuti e sulle conseguenze che comportamenti quotidiani apparentemente marginali possono avere sugli ambienti acquatici.
In questa prospettiva, il Progetto RIPA punta a creare un collegamento tra la conoscenza dei fenomeni ambientali e le decisioni necessarie per contrastarli, valorizzando il ruolo della pianificazione e della collaborazione istituzionale.
La giornata del 15 ottobre 2026 a Bacoli sarà quindi molto più di una presentazione tecnica: rappresenterà un momento di condivisione di esperienze e di riflessione sulle strategie necessarie per proteggere le acque interne e, attraverso di esse, contribuire alla salvaguardia del mare.
Dalla raccolta della plastica alla comprensione della sua provenienza, dalla ricerca scientifica alla partecipazione dei cittadini, il percorso avviato con RIPA propone una visione nella quale la tutela ambientale diventa una responsabilità collettiva.
L’appuntamento è fissato per giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 11, nella Sala Ostrechina del Parco Borbonico del Fusaro, a Bacoli (Napoli), per conoscere da vicino il progetto e approfondire il ruolo del Lago Fusaro quale laboratorio di esperienze e buone pratiche per la difesa degli ecosistemi acquatici.
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- Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale
- Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
- Comune di Bacoli
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)




