Napoli torna a essere un punto di riferimento per il cinema internazionale indipendente e impegnato con la seconda edizione di Manifesti per un cinema libero, la rassegna che attraversa sessant’anni di storia cinematografica tra Africa, Asia e America Latina. Dopo i primi appuntamenti, il programma prosegue venerdì 30 ottobre 2026 con la proiezione di Report to Mother, capolavoro del regista indiano John Abraham, per poi accogliere a novembre la cineasta argentina Laura Citarella, protagonista di proiezioni, incontri e un workshop dedicato ai giovani filmmaker.
Un viaggio attraverso immagini, culture e linguaggi che restituisce al cinema la sua funzione di strumento di riflessione, partecipazione e trasformazione sociale. È questa l’anima di Manifesti per un cinema libero, la manifestazione curata da Armando Andria e Gina Annunziata, inaugurata lo scorso 19 ottobre e destinata a proseguire fino al 13 novembre. Promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026 e organizzata dall’Associazione culturale H12, la rassegna propone un percorso cinematografico che supera i confini geografici e culturali, riportando sul grande schermo opere fondamentali del cosiddetto Terzo Cinema.
Al centro dell’iniziativa c’è un’idea precisa: riscoprire quelle esperienze cinematografiche che hanno scelto di raccontare le contraddizioni della società, le lotte politiche, le aspirazioni collettive e le trasformazioni dei popoli, spesso attraverso modalità produttive alternative rispetto all’industria tradizionale. Un patrimonio artistico e culturale che trova nuova vita grazie alle collaborazioni con istituzioni internazionali come la Fondazione Cineteca di Bologna, The Film Foundation, World Cinema Project e Association Jocelyne Saab, impegnate nella valorizzazione e nella conservazione della memoria cinematografica.
Dopo aver ospitato il regista e produttore tunisino Mohamed Challouf, figura particolarmente attiva nella salvaguardia del patrimonio audiovisivo africano e arabo, la manifestazione rivolge ora lo sguardo all’India e, in particolare, al Kerala degli anni Ottanta. Venerdì 30 ottobre, alle ore 21, il Multicinema Modernissimo di Napoli ospiterà infatti la proiezione di Report to Mother, film del 1986 che rappresenta l’ultima opera di John Abraham, considerato una delle personalità più originali e radicali del Nuovo Cinema Indiano.
Il film, conosciuto anche con il titolo originale Amma Ariyan, costituisce una testimonianza cinematografica di straordinario interesse, non soltanto per il suo valore artistico, ma soprattutto per le modalità attraverso le quali venne realizzato. Prodotto dall’Odessa Collective, attraverso una raccolta di fondi condotta direttamente nei villaggi, il lungometraggio rappresenta un esempio concreto di cinema costruito con la partecipazione della comunità e destinato alla comunità stessa. Una scelta produttiva che traduce in pratica l’idea di un’espressione artistica libera dai tradizionali condizionamenti economici.
La vicenda prende avvio dalla scoperta del corpo senza vita di Hari, musicista e militante legato al movimento naxalita. Un giovane, Purushan, decide di raggiungere la madre del ragazzo per comunicarle la notizia, intraprendendo un viaggio attraverso il Kerala che diventa progressivamente un percorso collettivo di memoria, confronto e riflessione politica. Nel corso del cammino, il racconto personale si intreccia con le esperienze di una generazione segnata dalle speranze rivoluzionarie, dalle contraddizioni ideologiche e dal disincanto.
Attraverso un bianco e nero intenso e una narrazione che alterna finzione, testimonianze e materiali d’archivio, John Abraham ricostruisce le tensioni del movimento naxalita, la ribellione indiana di ispirazione maoista che attraversò una parte importante della storia politica del Paese. La macchina da presa segue i protagonisti con uno stile diretto e partecipativo, nel quale risultano evidenti le influenze del Terzo Cinema e della lezione del maestro Ritwik Ghatak.
In questa prospettiva, Report to Mother non è soltanto il racconto di un viaggio o di una perdita, ma diventa un’opera che interroga il rapporto tra individuo e collettività, tra memoria e responsabilità, tra aspirazioni rivoluzionarie e realtà sociale. Considerato uno dei risultati più significativi del Parallel Cinema indiano, il film sarà presentato a Napoli nella versione restaurata in 4K dalla Film Heritage Foundation, già protagonista di una presentazione a Cannes Classics nel maggio 2026. A introdurre la proiezione sarà Alessandra Cianelli, artista e ricercatrice legata al Centro Studi Postcoloniali e di Genere dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.
L’appuntamento del 30 ottobre rappresenta una delle tappe più significative di una programmazione che punta a riportare al centro del dibattito culturale il ruolo politico e sociale delle immagini. Il cinema, in questa visione, non viene considerato soltanto un linguaggio artistico, ma anche uno spazio di elaborazione critica, capace di restituire voce a esperienze e comunità spesso escluse dalle narrazioni dominanti.
Dopo una breve pausa, Manifesti per un cinema libero riprenderà lunedì 9 novembre con un’altra presenza di rilievo internazionale: quella della regista argentina Laura Citarella, tra le figure più apprezzate del cinema d’autore contemporaneo. Alle ore 19, sempre al Multicinema Modernissimo, la cineasta presenterà Trenque Lauquen – 1ª parte, opera del 2022 accolta con grande interesse alla Biennale di Venezia.
Il film nasce dall’esperienza di El Pampero Cine, collettivo di produzione indipendente fondato in Argentina nel 2002, diventato negli anni un laboratorio di sperimentazione cinematografica. Il suo modello produttivo si distingue per l’autonomia dai tradizionali sistemi di finanziamento, per il lavoro condiviso e per una concezione del racconto che privilegia libertà creativa, ricerca e collaborazione.
Proprio questo approccio rende l’esperienza di Laura Citarella particolarmente coerente con lo spirito della rassegna napoletana. Se il cinema di John Abraham rappresenta una declinazione militante e collettiva del Terzo Cinema, quello del gruppo argentino dimostra come la ricerca di indipendenza produttiva e narrativa possa trovare nuove espressioni nella contemporaneità.
Trenque Lauquen si sviluppa attraverso una costruzione narrativa articolata, nella quale mistero, ricerca, incontri e storie si intrecciano continuamente. Al centro dell’opera si colloca una scomparsa che apre progressivamente nuovi percorsi narrativi, trasformando l’indagine in una riflessione sulle possibilità del racconto cinematografico. Una struttura che invita lo spettatore a interrogarsi sul rapporto tra realtà, immaginazione e memoria, mostrando come anche le forme della narrazione possano diventare terreno di sperimentazione.
La presenza della regista argentina a Napoli non si limiterà alle proiezioni. Dal 10 al 13 novembre, infatti, Laura Citarella sarà protagonista insieme a Ezequiel Pierri, produttore, regista e interprete di Trenque Lauquen, di un workshop intensivo gratuito rivolto a dodici filmmaker under 35, selezionati attraverso un apposito bando.
Il laboratorio, ospitato dal Riot Studio e curato da Ladoc, offrirà ai partecipanti la possibilità di confrontarsi direttamente con il metodo di lavoro del collettivo El Pampero Cine. Il percorso partirà da una situazione reale per sviluppare collettivamente un possibile progetto cinematografico, attraversando le diverse fasi della realizzazione di un film. Un’esperienza pratica che mette al centro non soltanto le competenze tecniche, ma soprattutto la capacità di osservare la realtà, costruire relazioni creative e trasformare un’intuizione in un racconto per immagini.
L’iniziativa si inserisce nel percorso formativo portato avanti da Ladoc, realtà che negli ultimi anni ha organizzato laboratori con importanti protagonisti del cinema internazionale, tra cui Béla Tarr nel 2024, Mohsen Makhmalbaf nel 2025 e Michelangelo Frammartino e Ali Asgari nel 2026. Un’attività che contribuisce a rafforzare il ruolo di Napoli come luogo di incontro tra autori affermati e nuove generazioni di registi.
Il programma della seconda edizione si concluderà venerdì 13 novembre con una giornata particolarmente ricca. Alle ore 10.30, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, Laura Citarella ed Ezequiel Pierri ripercorreranno la propria esperienza artistica e produttiva nel corso di una masterclass moderata da Andrea Inzerillo, direttore artistico del Sicilia Queer filmfest. Sarà un’occasione per approfondire le dinamiche della produzione indipendente, il valore della collaborazione e le possibilità offerte da modalità di lavoro alternative ai sistemi cinematografici convenzionali.
La sera, alle ore 21, il Multicinema Modernissimo ospiterà la proiezione di Trenque Lauquen – 2ª parte, che completerà la presentazione dell’opera argentina. Al termine del film, Laura Citarella incontrerà il pubblico presente in sala, offrendo un’ulteriore opportunità di dialogo sul proprio cinema e sulle scelte creative che caratterizzano il suo percorso.
Il valore di Manifesti per un cinema libero risiede anche nella capacità di mettere in relazione epoche, Paesi e tradizioni cinematografiche differenti, individuando un filo conduttore comune nella ricerca dell’indipendenza artistica e nella volontà di raccontare la realtà da prospettive non convenzionali. Dall’India di John Abraham all’Argentina di Laura Citarella, passando attraverso le esperienze del cinema africano e mediorientale, emerge un’idea di cinema che non rinuncia alla complessità e che continua a interrogare il presente.
In un panorama audiovisivo sempre più condizionato dalle logiche commerciali e dai grandi circuiti distributivi, la rassegna napoletana invita a riscoprire il valore delle produzioni indipendenti, delle opere restaurate e delle esperienze collettive. Un’occasione preziosa anche per le nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con linguaggi che hanno segnato la storia del cinema e che possono ancora contribuire a immaginarne il futuro.
Tutte le proiezioni saranno presentate in lingua originale con sottotitoli in italiano. Il biglietto per gli appuntamenti al Multicinema Modernissimo ha un costo di 5 euro, una scelta che favorisce la partecipazione del pubblico e rende accessibile una proposta culturale di respiro internazionale.
Con la proiezione di Report to Mother, l’arrivo di Laura Citarella e le attività formative dedicate ai giovani cineasti, Napoli conferma dunque la propria vocazione a ospitare iniziative capaci di coniugare cultura, memoria, innovazione e confronto internazionale. Manifesti per un cinema libero si propone così non soltanto come una rassegna cinematografica, ma come un’occasione per riflettere sul potere delle immagini e sulla loro capacità di attraversare confini, generazioni e trasformazioni sociali.
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- Manifesti per un cinema libero
- Programma completo della seconda edizione 2026
- Scheda ufficiale di Report to Mother


