Il Museo Plart di Napoli celebra i suoi 18 anni di attività con Before, un ciclo di tre incontri gratuiti dedicati alla storia del design italiano, alle relazioni tra generazioni di progettisti e all’eredità culturale dei grandi maestri. Dal 29 ottobre al 10 dicembre 2026, la Fondazione PLART propone un viaggio tra creatività, innovazione e memoria attraverso le testimonianze di Anna Gili, Raffaella Mangiarotti e Lorenzo Damiani, chiamati a raccontare le esperienze professionali e umane che hanno contribuito alla loro formazione. Un’iniziativa che mette al centro non soltanto gli oggetti e le loro forme, ma soprattutto le persone, le idee e gli incontri da cui nascono i progetti destinati a lasciare un segno nella cultura contemporanea.
Promossa dalla presidente Maria Pia Incutti e affidata alla direzione artistica di Claudio Gambardella, la rassegna si svolgerà nella sede del Museo Plart, in via Giuseppe Martucci 48, nel cuore di Napoli. Il progetto nasce dalla volontà di esplorare il rapporto tra passato e presente, considerando il dialogo tra generazioni come una risorsa fondamentale per comprendere l’evoluzione del design e immaginare nuove prospettive creative. Il titolo Before richiama proprio ciò che viene prima di ogni intuizione progettuale: una storia personale, un insegnamento, una relazione professionale, un confronto o un’esperienza capace di modificare profondamente il modo di osservare la realtà.
La prima conversazione è in programma giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18 e avrà come protagonista Anna Gili, che ripercorrerà il suo rapporto con Alessandro Mendini, una delle personalità più significative della cultura del progetto italiano. Nata a Orvieto e formatasi all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze, Anna Gili ha costruito una carriera internazionale sviluppando un linguaggio creativo riconoscibile, nel quale convivono sperimentazione, colore, ironia e libertà espressiva. Dopo il trasferimento a Milano, dove ha aperto il proprio studio nel 1989, ha collaborato con importanti aziende del design e dell’arredamento, tra cui Alessi, Bisazza, Cappellini, Cassina, Salviati, Slamp, Swarovski, Swatch e Valcucine.
Il legame professionale con Alessandro Mendini rappresenta uno degli aspetti più interessanti del suo percorso. Non soltanto un confronto tra due sensibilità artistiche, ma una relazione alimentata dalla curiosità intellettuale, dalla capacità di superare le convenzioni e dalla convinzione che il design possa essere anche racconto, emozione e provocazione culturale. Attraverso la testimonianza di Anna Gili, il pubblico potrà approfondire il valore di un’esperienza creativa nella quale il progetto diventa uno strumento per interpretare il mondo e trasformare gli oggetti quotidiani in espressioni di identità e immaginazione.
Il secondo appuntamento, previsto per giovedì 26 novembre 2026 alle ore 18, vedrà protagonista Raffaella Mangiarotti, architetta, designer e ricercatrice al Politecnico di Milano. Al centro della conversazione ci saranno Marco Zanuso e Francesco Trabucco, due figure fondamentali della sua formazione professionale. Laureata in architettura con Tomás Maldonado, Raffaella Mangiarotti ha sviluppato un approccio al design nel quale innovazione tecnologica, ricerca sui materiali, attenzione alla funzione e qualità estetica si intrecciano costantemente.
Dopo le esperienze professionali con Marco Zanuso e Francesco Trabucco, la progettista ha consolidato la propria attività attraverso deepdesign e, dal 2011, con uno studio personale dedicato alla direzione creativa e alla progettazione di oggetti d’arredo. Le collaborazioni con realtà internazionali come De Padova Boffi, Woodnotes, Pianca e Ikea of Sweden testimoniano un percorso orientato alla ricerca di soluzioni capaci di coniugare esigenze produttive, innovazione e sensibilità contemporanea. L’incontro al Museo Plart permetterà di comprendere come le esperienze maturate accanto a importanti progettisti possano trasformarsi in strumenti di ricerca autonoma, dando origine a nuove interpretazioni del rapporto tra forma, funzione e materiali.
A chiudere la trilogia sarà Lorenzo Damiani, protagonista dell’incontro di giovedì 10 dicembre 2026 alle ore 18, dedicato alla figura di Achille Castiglioni. Architetto e designer, Lorenzo Damiani si distingue per una ricerca che parte spesso dall’osservazione degli oggetti comuni per individuarne possibilità inattese. Il suo lavoro si caratterizza per soluzioni essenziali, intuizioni sorprendenti e una particolare capacità di reinterpretare materiali, funzioni e processi produttivi, dimostrando che anche una piccola modifica può cambiare radicalmente il modo di utilizzare un oggetto.
Il confronto con Achille Castiglioni, maestro della sperimentazione e dell’osservazione della quotidianità, ha avuto un ruolo significativo nella sua formazione. Un’eredità che emerge anche nella capacità di guardare ciò che appare ordinario con occhi nuovi, trasformando dettagli apparentemente marginali in opportunità progettuali. Un esempio è la sdraio Soleil, realizzata nel 2019 per Campeggi, nella quale Damiani interviene su un oggetto tradizionale trasformando il bracciolo in un piccolo tavolino d’appoggio. Un accorgimento semplice ma efficace, che integra più funzioni, riduce gli ingombri e restituisce una diversa interpretazione dell’uso dello spazio.
Il filo conduttore dei tre appuntamenti è dunque la consapevolezza che nessun progettista costruisce il proprio linguaggio creativo in maniera completamente isolata. Ogni percorso nasce dall’incontro con altre persone, dall’assimilazione di esperienze, dall’osservazione di modelli e, talvolta, anche dal confronto con idee differenti. È proprio questo il messaggio che la Fondazione PLART intende trasmettere attraverso Before, restituendo centralità alla dimensione collettiva della cultura progettuale.
La presidente Maria Pia Incutti sottolinea il valore di ciò che precede ogni progetto, richiamando l’importanza delle persone, delle esperienze e delle idee che continuano a vivere attraverso nuove interpretazioni. In un contesto culturale spesso dominato dalla valorizzazione del singolo autore, l’iniziativa vuole riportare l’attenzione sul significato della scuola, intesa non soltanto come luogo di formazione, ma come spazio di scambio, confronto e crescita. L’eredità dei maestri non viene quindi interpretata come un insieme di regole da riprodurre, bensì come un patrimonio da rielaborare per costruire visioni personali e aprire nuove strade.
Una riflessione condivisa dal direttore artistico Claudio Gambardella, secondo il quale ogni progettista porta con sé una rete di incontri, esperienze, riferimenti e contrasti che contribuiscono alla definizione della propria identità creativa. Il design, in questa prospettiva, non è soltanto il risultato finale di un processo produttivo, ma l’espressione visibile di una complessa trama di relazioni culturali e umane. È un modo di interpretare il progetto che permette di riconoscere il valore della memoria senza rinunciare alla sperimentazione e all’innovazione.
La rassegna assume un significato particolare perché si inserisce nelle celebrazioni per il diciottesimo anniversario della Fondazione PLART, una delle realtà culturali più originali del panorama napoletano. Attiva dal 2008, la Fondazione ha costruito nel tempo un percorso dedicato all’arte, al design e alla cultura dei materiali, sviluppando un’attività che mette in relazione ricerca storica, sperimentazione contemporanea e innovazione tecnologica.
Il Museo Plart di Napoli, considerato l’unico museo della plastica del Sud Italia, custodisce una delle collezioni permanenti di plastiche storiche più originali al mondo. Nata dalla donazione dei fondatori Maria Pia Incutti e Salvatore Paliotto, la raccolta comprende oltre 2.000 oggetti, selezionati attraverso un lungo lavoro di ricerca e acquisizione condotto soprattutto tra gli anni Settanta e Novanta. Un patrimonio che racconta non soltanto la storia di un materiale, ma anche i cambiamenti della società, dei consumi, delle abitudini domestiche e del gusto estetico.
All’interno della collezione convivono opere di artisti e designer di fama internazionale, tra cui Tony Cragg, Haim Steinbach, Peter Ghyczy, Riccardo Dalisi, Andrea Branzi, Enrico Baj e Ugo La Pietra, accanto a numerosi esempi di design anonimo. Borse, gioielli, arredi, giocattoli, apparecchi radio, utensili ed elettrodomestici documentano l’evoluzione degli oggetti e dei materiali dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai nostri giorni. Dalla celluloide alle resine fenoliche, dagli acrilici ai polimeri sintetici, il percorso museale restituisce una lettura della plastica come protagonista delle trasformazioni industriali, culturali e sociali dell’età moderna.
Dal 2022 l’offerta culturale si è ulteriormente arricchita con Plart Vision, uno spazio dedicato alle mostre temporanee e alle esperienze multimediali immersive. La piattaforma utilizza videoproiezioni ad alta definizione, scenari visivi su una superficie di 100 metri quadrati, teche olografiche, display interattivi, superfici sensibili al tocco ed effetti sonori multidirezionali. Un ambiente nel quale tecnologia e creatività si incontrano per proporre nuove forme di narrazione e avvicinare il pubblico alla conoscenza dei materiali e dei linguaggi artistici contemporanei.
In questo contesto, Before rappresenta un ulteriore tassello dell’identità culturale della Fondazione PLART, confermandone la volontà di andare oltre la semplice esposizione degli oggetti per indagare le storie, le persone e i processi creativi che ne accompagnano la nascita. La scelta di coinvolgere tre professionisti con esperienze differenti permette di offrire al pubblico prospettive complementari sul design italiano, mettendo in evidenza quanto il rapporto con i maestri possa continuare a generare idee e trasformazioni.
Tutti e tre gli incontri sono gratuiti e si terranno alle ore 18 nella sede del Museo Plart, in via Giuseppe Martucci 48 a Napoli. Il calendario prevede Anna Gili su Alessandro Mendini il 29 ottobre, Raffaella Mangiarotti su Marco Zanuso e Francesco Trabucco il 26 novembre e Lorenzo Damiani su Achille Castiglioni il 10 dicembre 2026. Le conversazioni saranno condotte da Claudio Gambardella, direttore artistico del museo.
Con questa iniziativa, Napoli si conferma uno spazio di confronto e approfondimento sulla cultura del design, offrendo agli appassionati, agli studenti, ai professionisti e ai curiosi l’opportunità di scoprire ciò che si nasconde dietro la creazione di un oggetto. Perché ogni progetto, prima di diventare forma, nasce da una storia, da un’intuizione e spesso da un incontro capace di cambiare il modo di guardare il mondo.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



