Il Napoli Basketball guarda al futuro con ambizione, entusiasmo e la consapevolezza di dover affrontare un percorso impegnativo tra campionato ed EuroCup. A raccontare il momento della formazione azzurra è stato Dino Repesa, assistant coach della squadra partenopea e figlio dell’allenatore Jasmin Repesa, protagonista della nuova puntata di Speak&Roll, il programma sportivo di Radio Capri dedicato al mondo della pallacanestro. Un’intervista ricca di spunti tecnici, riflessioni personali e curiosità, nella quale il giovane tecnico ha analizzato il progetto del club napoletano, il rapporto professionale con il padre, le caratteristiche degli avversari e le prospettive della squadra.
L’occasione è stata la puntata numero 32 di Speak&Roll, quinta della nuova stagione, il format ideato da Stefano Prestisimone, storica firma de Il Mattino, e Davide Uccella. Nel corso della trasmissione, in onda ogni venerdì dalle 19 alle 20 su Radio Capri, sono intervenuti anche i tifosi attraverso i canali social e la linea WhatsApp dell’emittente, contribuendo ad alimentare un confronto diretto sulle aspettative del Napoli Basketball.
Al centro della discussione, il confronto di campionato contro l’Umana Reyer Venezia, in programma alle ore 12 all’Alcott Arena – PalaBarbuto, e il successivo appuntamento europeo contro la Dolomiti Energia Trentino, previsto alle ore 20 del martedì seguente, sempre sul parquet napoletano. Due impegni di grande interesse per una squadra che punta a costruire una stagione importante, mantenendo equilibrio tra ambizioni e risultati concreti.
Nel corso dell’intervista, Dino Repesa ha espresso parole di grande fiducia nei confronti dell’ambiente napoletano e del progetto tecnico della società. Per l’assistant coach, infatti, il Napoli Basketball rappresenta una realtà nella quale poter crescere professionalmente, all’interno di una struttura che ritiene capace di costruire qualcosa di significativo nel panorama cestistico.
«Non era difficile ambientarsi nello staff di mio padre, non è un segreto che lui mi volesse. Vedo in generale che il progetto Napoli Basketball è quello giusto, oltre che essere in una squadra con un futuro credo brillante», ha spiegato Repesa, sottolineando quanto la scelta di lavorare a Napoli sia legata non soltanto al rapporto familiare, ma anche alla convinzione nelle potenzialità del club.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda proprio il rapporto tra Dino e Jasmin Repesa, padre e figlio che condividono quotidianamente il lavoro sul campo. Una collaborazione nella quale i legami familiari si intrecciano con le responsabilità tecniche, la preparazione delle partite e la gestione di un gruppo chiamato a competere ad alto livello.
Dino Repesa ha raccontato anche alcune caratteristiche personali che gli consentono di muoversi con disinvoltura in uno spogliatoio internazionale. Tra queste, la conoscenza di numerose lingue straniere, uno strumento particolarmente utile nella comunicazione con giocatori provenienti da Paesi e culture differenti.
«Ormai me ne ricordo solo sei, il turco ormai l’ho dimenticato perché ero troppo piccolo. Ma conoscere tante lingue aiuta nel quotidiano, ad esempio con Sankare che parla prettamente francese», ha dichiarato il tecnico, evidenziando come la comunicazione rappresenti una componente importante del lavoro all’interno di una squadra di basket.
La presenza di atleti con differenti esperienze internazionali richiede infatti un dialogo costante, non soltanto per trasmettere indicazioni tattiche, ma anche per favorire la comprensione reciproca e la costruzione di un’identità collettiva. In questo contesto, le competenze linguistiche di Repesa costituiscono una risorsa ulteriore per lo staff tecnico azzurro.
Entrando nel merito delle proprie responsabilità professionali, l’assistant coach ha descritto un metodo di lavoro basato soprattutto sull’analisi approfondita degli avversari e sulla preparazione delle sessioni video dedicate ai giocatori.
«Mi basta preparare le partite come se lo facessi per me stesso, studio tutti gli avversari a 360 gradi, per poi passare alle sessioni video con i ragazzi», ha spiegato Dino Repesa.
Un approccio che evidenzia l’importanza dello studio tattico nella pallacanestro moderna. Analizzare le caratteristiche individuali degli avversari, comprenderne i sistemi offensivi e difensivi e individuare le possibili contromisure sono attività fondamentali per arrivare preparati agli appuntamenti agonistici. Il lavoro dello staff non si esaurisce quindi durante gli allenamenti, ma prosegue attraverso l’osservazione dei filmati, il confronto tecnico e la pianificazione delle strategie.
Non sono mancati, naturalmente, i momenti più leggeri della conversazione. Quando gli è stato chiesto di individuare un possibile difetto del padre Jasmin, Dino Repesa ha risposto con ironia, dimostrando la confidenza che caratterizza il loro rapporto.
«Difficile trovare difetti a mio padre, un po’ difficile, magari una visita dal nutrizionista non guasterebbe», ha scherzato l’assistant coach, suscitando il sorriso dei conduttori.
Dietro la battuta emerge comunque un rapporto costruito sulla conoscenza reciproca e sulla condivisione di una passione comune. Dal punto di vista tecnico, Dino Repesa ha inoltre sottolineato come le esperienze maturate allenando giocatori di diverso livello lo abbiano abituato ad adattare le proprie idee alle caratteristiche degli atleti disponibili, un principio essenziale nella gestione di qualsiasi squadra.
Ampio spazio è stato dedicato all’analisi dell’Umana Reyer Venezia, avversaria del Napoli Basketball in un confronto particolarmente impegnativo. Repesa ha passato in rassegna diversi protagonisti della formazione veneta, soffermandosi sulle qualità individuali e sulle possibili difficoltà tattiche che il Napoli avrebbe dovuto affrontare.
«Noi ci alleniamo con l’idea che gli avversari sono tutti disponibili, ovviamente l’assenza di Wiltjer pesa perché è un 4/5 molto agile e molto intelligente», ha osservato il tecnico, spiegando che la preparazione di una partita deve tenere conto di tutte le possibili soluzioni a disposizione della squadra avversaria.
Tra i giocatori da monitorare, Dino Repesa ha indicato Tessitori, descritto come un lungo atipico, e Glynn Watson, particolarmente pericoloso per le proprie capacità realizzative dalla distanza.
«Bisogna capire come fermare Glynn Watson che fa del tiro una sua arma», ha sottolineato l’assistant coach azzurro, richiamando l’attenzione sulla necessità di predisporre adeguate contromisure difensive.
L’analisi non si è limitata ai titolari. Repesa ha infatti evidenziato anche l’importanza della panchina veneziana, citando la prestazione di De Nicolao, autore di 14 punti contro Tenerife, e il contributo di Maretto in EuroCup come alternativa a Parks. Un’ulteriore attenzione è stata riservata a Bowman, guardia dotata di grande fisicità e particolarmente abile nelle penetrazioni.
Una descrizione che conferma quanto la sfida con la Reyer Venezia richieda una preparazione completa. La profondità del roster avversario e la presenza di giocatori con caratteristiche differenti impongono infatti al Napoli Basketball di mantenere alta la concentrazione durante tutti i quaranta minuti, evitando di concentrarsi esclusivamente sui principali terminali offensivi.
Un altro tema centrale dell’intervista ha riguardato le condizioni di Leonardo Totè e le conseguenze del suo rientro sulle rotazioni della formazione partenopea. Il recupero del lungo azzurro rappresenta un elemento importante per ampliare le possibilità tattiche dello staff, anche se Dino Repesa ha invitato alla prudenza nella gestione del ritorno in campo.
«Ha fatto il primo allenamento con il pallone, senza contatti. Bisogna andare cauti, nonostante lui dice che stia bene se non è questa partita la prossima», ha spiegato il tecnico, facendo riferimento alla situazione del giocatore al momento dell’intervista.
La disponibilità di Totè potrebbe modificare sensibilmente gli equilibri del reparto lunghi. Lo stesso Repesa ha illustrato alcune delle possibili soluzioni, evidenziando come il suo recupero consentirebbe una maggiore flessibilità nella distribuzione dei ruoli.
«Con il ritorno di Totè, White giocherà più da 4 e magari far giocare Seljaas da 3 e Sankare più esterno», ha precisato.
Le dichiarazioni dell’assistant coach lasciano intravedere un ventaglio di alternative interessanti per Jasmin Repesa, soprattutto in termini di adattabilità dei quintetti. La possibilità di utilizzare White maggiormente nel ruolo di ala grande, spostare Seljaas da ala piccola e impiegare Sankare in una posizione più esterna potrebbe offrire alla squadra soluzioni differenti a seconda delle caratteristiche degli avversari e delle esigenze delle singole partite.
Il tema delle rotazioni assume un significato ancora maggiore considerando il doppio impegno tra competizioni nazionali ed europee. La gestione delle energie, il recupero degli infortunati e la capacità di utilizzare in maniera efficace le risorse disponibili sono aspetti determinanti per affrontare una stagione con appuntamenti ravvicinati.
Proprio le ambizioni del Napoli Basketball in EuroCup hanno rappresentato uno dei passaggi più significativi della conversazione. Alla domanda sulle possibilità della formazione azzurra di diventare una seria pretendente nella competizione europea, Dino Repesa ha preferito mantenere un atteggiamento prudente, pur confermando la volontà di raggiungere traguardi importanti.
«I nostri obiettivi sono chiari, fare i play-off sia a febbraio che maggio. Non voglio pompare le ambizioni, ma anche per un po’ di scaramanzia non si sa mai; rimaniamo con i piedi per terra anche perché l’imprevisto è dietro l’angolo», ha dichiarato.
Parole che delineano con chiarezza la filosofia dello staff tecnico. Il Napoli Basketball vuole essere competitivo, conquistare l’accesso alle fasi decisive delle competizioni e continuare il proprio percorso di crescita, senza però lasciarsi condizionare da aspettative eccessive.
Il riferimento ai playoff di febbraio e maggio indica una programmazione orientata a essere protagonista nei momenti cruciali della stagione. Un obiettivo che richiede continuità di rendimento, solidità mentale e capacità di gestire le difficoltà inevitabili lungo il percorso.
Dalle riflessioni sul rapporto con Jasmin Repesa all’analisi degli avversari, passando per il recupero di Totè e le prospettive europee, l’intervento a Speak&Roll ha restituito l’immagine di uno staff tecnico concentrato sul lavoro quotidiano e consapevole delle opportunità offerte dal progetto partenopeo.
La fiducia espressa da Dino Repesa nei confronti del futuro del Napoli Basketball rappresenta uno dei messaggi più importanti emersi dalla trasmissione. Una fiducia che, tuttavia, dovrà trovare riscontro sul parquet, attraverso le prestazioni della squadra e la capacità di trasformare le ambizioni in risultati.
Il confronto con la Reyer Venezia e il successivo impegno con la Dolomiti Energia Trentino costituiscono, nel quadro degli appuntamenti illustrati durante l’intervista, due passaggi significativi per misurare la competitività degli azzurri. L’obiettivo è proseguire nella costruzione di un’identità tecnica solida, valorizzando il contributo dell’intero roster e mantenendo quello spirito di equilibrio richiamato dallo stesso assistant coach.
Intanto Speak&Roll continua a rappresentare uno spazio di approfondimento e confronto per gli appassionati di pallacanestro, mettendo in collegamento protagonisti, addetti ai lavori e tifosi. La trasmissione è disponibile sulle frequenze di Radio Capri, FM 100.00 MHz, sul canale 93 del digitale terrestre in Campania, in streaming video attraverso il sito dell’emittente e tramite l’app gratuita Radiocapri App.
L’intervista integrale a Dino Repesa può essere rivista anche sul canale YouTube di Radio Capri, per approfondire le valutazioni tecniche e le prospettive stagionali del Napoli Basketball.
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