Un frammento prezioso della Napoli del Cinquecento torna alla luce nel cuore del centro storico. Al Liceo Vittorio Emanuele II-Garibaldi di via San Sebastiano, i recenti interventi di restauro promossi dalla Città Metropolitana di Napoli hanno restituito alla comunità scolastica e alla città un affresco del XVI secolo raffigurante l’Ultima Cena, inserito nel circuito delle visite di Open House Napoli 2026.
L’opera si trova su una delle pareti di fondo di quello che anticamente era il refettorio del complesso conventuale delle monache domenicane dei Santi Pietro e Sebastiano, negli ambienti che oggi ospitano lo storico istituto scolastico napoletano. La scoperta assume un valore ancora maggiore perché i lavori non sono conclusi: sulla parete opposta, infatti, i saggi effettuati durante gli interventi hanno già evidenziato la presenza di ulteriori elementi decorativi e di un altro affresco, destinato a essere oggetto delle prossime fasi di restauro.
La visita organizzata nell’ambito di Open House Napoli ha consentito al pubblico di osservare da vicino un’opera rimasta a lungo nascosta. Nell’affresco gli apostoli sono rappresentati seduti intorno alla tavola, mentre la figura di Giuda è immediatamente riconoscibile perché raffigurata di spalle, con il sacchetto dei denari. La composizione si sviluppa all’interno di una complessa architettura scenografica, articolata attraverso differenti piani prospettici, aperture e vedute che dialogano anche con le antiche volte a crociera dell’ambiente.
Il percorso di visita è stato aperto in un’atmosfera particolarmente suggestiva dalle note dell’Ave Verum di Wolfgang Amadeus Mozart, eseguite da una studentessa del corso insieme agli archi dell’ensemble della scuola. Un momento musicale che ha accompagnato simbolicamente il pubblico alla riscoperta della storia dell’edificio, intrecciando patrimonio artistico, formazione e partecipazione degli studenti.
A condurre le visite sono stati i volontari di Open House Napoli insieme agli studenti della classe V D del liceo classico, coinvolti dalla dirigente scolastica Stefania Colicelli in uno specifico progetto educativo dedicato proprio agli interventi di restauro e alla scoperta delle testimonianze artistiche conservate all’interno dell’istituto.
I lavori sono stati promossi e realizzati dalla Città Metropolitana di Napoli attraverso l’Area Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Scolastico, coordinata dall’ingegnere Pasquale Gaudino. Il responsabile del procedimento è l’architetto Paolo Antonucci, mentre la direzione dei lavori è affidata all’ingegnere Gennaro Argo. Gli interventi vengono condotti sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Napoli, a garanzia della tutela di un bene che rappresenta una nuova e importante testimonianza della storia artistica della città.
L’affresco cinquecentesco non rappresenta però il punto di arrivo dell’intervento. Gli approfondimenti già effettuati sulla parete opposta hanno infatti confermato la presenza di un’altra decorazione pittorica. Il nuovo ritrovamento apre così una seconda fase di lavori che potrebbe restituire ulteriori informazioni sull’aspetto originario del refettorio e sulla storia dell’antico convento domenicano.
Il valore della scoperta è strettamente legato alla lunga vicenda dell’edificio che ospita il Liceo Vittorio Emanuele II-Garibaldi. Il complesso affonda le sue origini nel Trecento e, attraversando secoli di trasformazioni architettoniche e cambiamenti di destinazione, ha conservato una straordinaria stratificazione di testimonianze culturali, artistiche e scientifiche.
All’interno dell’istituto si trovano infatti l’Antico Gabinetto di Fisica, il Museo di Storia Naturale “G. Mercalli” e una Biblioteca Storica che custodisce una raccolta di Cinquecentine e numerosi testi risalenti al Seicento e al Settecento. Un patrimonio che rende il liceo non soltanto uno dei luoghi storici della formazione napoletana, ma anche uno spazio di conservazione e valorizzazione della memoria cittadina.
Tra i più antichi licei classici del Mezzogiorno, il Vittorio Emanuele II-Garibaldi rappresenta così un punto d’incontro tra scuola, ricerca storica e tutela dei beni culturali. La riemersione dell’Ultima Cena cinquecentesca rafforza questa vocazione e restituisce una nuova chiave di lettura dell’evoluzione territoriale, religiosa e urbanistica del centro antico di Napoli.
L’inserimento del liceo nel programma di Open House Napoli 2026, manifestazione dedicata alla scoperta di edifici e luoghi di particolare valore architettonico spesso non accessibili al pubblico, ha permesso di trasformare il restauro in un’occasione di conoscenza collettiva. Il programma ufficiale della manifestazione indicava il Liceo Vittorio Emanuele II-Garibaldi, in via San Sebastiano 51, tra i luoghi della sezione dedicata alla “Città della conoscenza”, proprio in relazione al recupero dell’affresco del XVI secolo.
Ora l’attenzione si sposta sulla parete opposta. La certezza della presenza di un secondo affresco alimenta infatti nuove aspettative: il proseguimento degli interventi potrebbe restituire un quadro più ampio dell’antico apparato decorativo del refettorio e aggiungere un ulteriore tassello alla storia di uno degli edifici scolastici più significativi del centro storico di Napoli.
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