Arrevuoto compie vent’anni e celebra questo importante anniversario con Sospesi tra le stelle, lo spettacolo del Ventesimo movimento che andrà in scena al Teatro San Ferdinando di Napoli sabato 23 maggio alle ore 19.00 e domenica 24 maggio alle ore 18.00. Un traguardo significativo per uno dei progetti più longevi e riconoscibili del teatro sociale e pedagogico napoletano, capace in due decenni di attraversare periferie, scuole, quartieri, linguaggi e generazioni, trasformando la scena in un luogo di incontro, ascolto e immaginazione condivisa.

Curato e scritto da Maurizio Braucci, da un’idea di Roberta Carlotto, lo spettacolo porta la firma di una regia collettiva affidata per l’edizione 2026 ad Alessandra Asuni, Fabiana Fazio ed Emanuele Valenti. La produzione è del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, in collaborazione con Associazione Arrevuoto – Teatro e pedagogia, Chi rom e… chi no, Associazione Quartieri Spagnoli, Centro Educativo Stelle sulla Terra, Istituto Comprensivo Casanova Costantinopoli, L’Orsa Maggiore – Cooperativa Sociale e Istituto Comprensivo Madonna Assunta.
Al centro di Sospesi tra le stelle ci sono oltre cento protagonisti, adolescenti e giovani che danno vita a uno spettacolo corale, recitato e cantato, in cui desideri, fragilità, conflitti, paure e possibilità diventano materia teatrale. La scena si apre come uno spazio di interrogazione sul presente, ma anche come un laboratorio di futuro, dove le nuove generazioni osservano il mondo degli adulti, ne colgono le contraddizioni e provano a immaginare un’altra forma di relazione con se stessi, con gli altri e con la natura.
Il racconto immaginato da Maurizio Braucci parte da una domanda semplice e potentissima: cosa accadrebbe se, mentre il mondo è attraversato da guerre, crisi e ingiustizie, centinaia di navicelle spaziali circondassero improvvisamente il pianeta? L’arrivo degli extraterrestri non si traduce in un incontro diplomatico con i potenti della Terra, ma in un gesto spiazzante: il messaggero alieno sceglie di rivolgersi a un umile barista affetto da una grave forma di acne. Il rovesciamento della prospettiva è il cuore poetico e politico dello spettacolo, perché sposta l’attenzione dai centri del potere alle figure marginali, dai linguaggi ufficiali alle voci inattese, dalla paura del diverso alla necessità di guardare l’umanità da un punto di vista nuovo.
In questo scenario fantascientifico e insieme profondamente umano, il contatto con una civiltà stellare diventa soprattutto un confronto dell’umanità con se stessa. Le guerre, le crisi e le ingiustizie, vissute spesso come eventi da osservare a distanza, quasi con la partecipazione emotiva riservata a una competizione, tornano a interrogare il senso della vita sul pianeta Terra. Gli adolescenti di Arrevuoto non propongono una fuga dalla realtà, ma un viaggio nello spazio e nel tempo che diventa metafora del percorso teatrale e pedagogico costruito in vent’anni di lavoro.
Il titolo Sospesi tra le stelle contiene una doppia suggestione. Da un lato racconta la condizione contemporanea di un’umanità sospesa, incerta, fragile, attraversata da paure collettive e da un senso diffuso di precarietà. Dall’altro indica una connessione possibile, un legame profondo tra esseri umani, natura e universo. In questa sospensione si colloca il ruolo dei più giovani, chiamati non solo a essere educati dagli adulti, ma anche a educare gli adulti al rispetto, alla cura, all’ascolto e alla responsabilità.
La ricorrenza dei vent’anni dà allo spettacolo un valore ulteriore. Arrevuoto nasce nella stagione 2005-2006 all’interno del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, allora Teatro Stabile, come risposta culturale e artistica alla guerra di camorra che aveva segnato alcune aree della città, in particolare Scampia e la periferia nord. Fin dalle origini, il progetto ha messo insieme artisti, teatranti, guide pedagogiche, intellettuali, scuole, gruppi informali e realtà territoriali, costruendo un’esperienza fondata sulla contaminazione culturale e umana.
In vent’anni Arrevuoto è diventato molto più di un progetto teatrale. È una pratica di cittadinanza, una palestra di relazione, un luogo in cui giovani, adolescenti e adulti provenienti da quartieri diversi imparano a conoscersi, a creare insieme, a trasformare il conflitto in linguaggio e l’energia individuale in racconto collettivo. La sua forza è sempre stata quella di produrre spettacoli autentici, vitali, “arrevutanti”, capaci di parlare alla città senza filtri e di restituire al teatro una funzione pubblica, educativa e politica.
Per celebrare il ventennale, il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale ha scelto anche di dedicare al progetto un numero speciale della rivista Perseo, intitolato Arrevuoto 20 anni e pubblicato da Marotta&Cafiero Editori. Il volume raccoglie oltre quaranta contributi di personalità che hanno accompagnato o osservato il percorso del progetto, tra cui Maurizio Braucci, Roberta Carlotto, Ninni Cutaia, Marzia D’Alesio, Emma Ferulano, Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Lorenzo Pavolini, Massimiliano Virgilio, Claudia Cannella e Stefano Cardone.
La scheda artistica di Sospesi tra le stelle conferma la natura corale del progetto. Accanto a Maurizio Braucci, Roberta Carlotto, Alessandra Asuni, Fabiana Fazio ed Emanuele Valenti, figurano Fabrizio Nardi come assistente alla drammaturgia, le guide teatrali Sara Caiazzo, Sara Gentile, Emanuele Palumbo, Luigi Palumbo e Claudia Zancaglione, le musiche di Antonella Monetti e Michele Signore, lo spazio scenico e le luci di Raffaele Di Florio, le videoproiezioni di Alessandro Papa, i costumi di Violetta Di Costanzo e Nunzia Russo, le foto di Stefano Cardone, la comunicazione social di Rosa Lo Monte e Rossella Grasso, il coordinamento pedagogico di Chi rom e… chi no con Biagio Di Bennardo, Emma Ferulano, Giovanna Mauriello e Barbara Pierro, e la segreteria di produzione di Ilaria Ceci.
A rendere speciale questo ventesimo movimento è soprattutto la presenza dei ragazzi e delle ragazze provenienti dalle realtà coinvolte: Istituto Comprensivo Casanova Costantinopoli, L’Orsa Maggiore Cooperativa Sociale, Chi rom… e chi no, Istituto Comprensivo Madonna Assunta, Centro Educativo Stelle sulla Terra e Associazione Quartieri Spagnoli. Una comunità ampia, plurale, attraversata da storie e appartenenze diverse, che trova nella scena un terreno comune e nella pratica teatrale una forma di riconoscimento reciproco.
Con Sospesi tra le stelle, Arrevuoto rinnova dunque la propria vocazione originaria: usare il teatro come strumento di trasformazione, come luogo in cui la città può guardarsi allo specchio attraverso gli occhi dei suoi adolescenti. Nel tempo dell’incertezza, delle guerre, delle solitudini e delle paure globali, lo spettacolo invita a cambiare prospettiva e a immaginare che proprio dalle voci più giovani possa arrivare una domanda decisiva sul futuro. Non una lezione, ma un gesto collettivo. Non una celebrazione nostalgica, ma un nuovo movimento. Dopo vent’anni, Arrevuoto continua a chiedere alla città di ascoltare chi troppo spesso resta ai margini e di riconoscere nel teatro una possibilità concreta di comunità.
Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
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(foto di Stefano Cardone fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
