L’Assegno Unico Universale e l’Assegno di Inclusione (ADI) sono due pilastri del sistema di sostegno economico italiano per famiglie e persone in difficoltà. Il primo è pensato per alleviare i costi dell’educazione e dell’accudimento dei figli, il secondo per contrastare la povertà e favorire l’inclusione sociale e lavorativa dei nuclei con redditi molto bassi.
L’Assegno Unico Universale spetta alle famiglie con figli a carico fino a 21 anni di età, indipendentemente dalla situazione lavorativa dei genitori, e l’importo mensile dipende dall’ISEE familiare: più basso è l’ISEE, più alto è il sostegno. È un aiuto riconosciuto mese per mese dall’INPS sulla base della domanda presentata e dell’ISEE in corso di validità, e viene accreditato generalmente a metà mese (per dicembre 2025 si attende l’accredito tra il 17 e il 20 dicembre). L’assegno continua finché i requisiti permangono e l’ISEE è aggiornato.
L’Assegno di Inclusione (ADI), invece, è entrato in vigore dal 1° gennaio 2024 come misura che sostituisce l’ex Reddito di Cittadinanza per nuclei con situazione di povertà o vulnerabilità sociale (almeno un componente minorenne, disabile o over 60 anni) e con requisiti ISEE e reddito molto bassi, accompagnando l’erogazione monetaria a percorsi personalizzati di attivazione all’inserimento lavorativo. L’importo può variare in base alla situazione economica familiare e, in presenza di affitto, prevedere una integrazione per l’abitazione (fino ad un massimo di oltre 800 €/mese in casi favorevoli).
In termini di pagamenti, l’INPS ha definito un calendario che conferma l’accredito dell’Assegno Unico Universale e dell’ADI a dicembre 2025, con le somme che arrivano sul conto o sulla carta di pagamento elettronica nell’arco della terza settimana del mese, seguendo la prassi consolidata di erogazione mensile per questi sostegni economici.
La novità più rilevante introdotta nella Legge di bilancio 2026 riguarda l’Assegno di Inclusione: secondo un emendamento approvato durante l’esame parlamentare, l’importo dell’ADI sarà dimezzato nel primo mese del rinnovo della misura dopo il primo ciclo di erogazione. Fino ad oggi l’ADI, una volta esaurito il primo ciclo di 18 mesi e rinnovato, veniva erogato normalmente, ma con la nuova norma il primo assegno nella seconda tranche sarà pagato al 50 % dell’importo pieno, con l’obiettivo di contenere la spesa pubblica. Questa modifica ha acceso un intenso dibattito politico e sociale, con critiche da parte di alcune forze e associazioni che la ritengono penalizzante per famiglie già vulnerabili.
L’Assegno Unico Universale continua a sostenere le famiglie con figli con un accredito regolare, mentre l’Adi evolve nel meccanismo di erogazione nel contesto delle manovre di bilancio, con un primo assegno di rinnovo più basso rispetto al passato, pur mantenendo la funzione di sostegno al reddito e all’inserimento sociale e lavorativo di nuclei in difficoltà.
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