Nel Porto di Napoli si è conclusa con il ritrovamento senza vita della giovane balenottera la vicenda che nei giorni scorsi aveva richiamato l’attenzione di cittadini, operatori marittimi e istituzioni. Il cetaceo, una balenottera comune lunga 11 metri e dal peso di 57 quintali, è stato recuperato al termine di una complessa operazione coordinata dalla Regione Campania, intervenuta come ente capofila insieme alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, all’ASL Napoli 1 Centro e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Le attività di messa in sicurezza e recupero sono partite immediatamente dopo il rinvenimento e sono proseguite anche durante la notte, sotto il coordinamento dell’Unità Operativa di Medicina Veterinaria regionale. Decisivo il supporto tecnico-scientifico dell’IZSM, affiancato dall’azienda sanitaria territoriale e dai centri specialistici coinvolti nell’intervento. Sul posto era presente anche l’assessora regionale alla Biodiversità e Tutela degli animali, Fiorella Zabatta, che ha seguito da vicino le operazioni e ha sottolineato la complessità dell’intervento.
Secondo quanto reso noto, il recupero del cetaceo si è rivelato particolarmente delicato per le difficoltà tecniche legate alla movimentazione della carcassa e alla stabilità delle fasce utilizzate nelle fasi di sollevamento. Alle attività hanno preso parte, sempre per la Regione Campania, anche il Centro di Riferimento regionale per la sicurezza sanitaria del pescato (CRISSAP) e il Centro di Riferimento regionale di Igiene Urbana Veterinaria (CRIUV) della ASL Napoli 1 Centro, a conferma di un’azione congiunta che ha messo in campo competenze veterinarie, sanitarie e ambientali.
L’obiettivo immediato è stato quello di trasferire la balenottera in una struttura specializzata e autorizzata, dove sarà eseguito l’esame necroscopico utile a stabilire le cause della morte. Proprio questo passaggio viene considerato essenziale dalle autorità sanitarie, anche alla luce di alcuni elementi emersi durante il recupero, tra cui la fuoriuscita di sangue dal corpo del cetaceo. Un dettaglio che, pur non consentendo al momento conclusioni definitive, rende necessari ulteriori approfondimenti per capire se il decesso sia avvenuto per cause naturali o se vi siano stati altri fattori esterni.
A partire da domani il gruppo di lavoro sarà affiancato anche da esperti di livello nazionale, chiamati a contribuire agli accertamenti già avviati. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno eseguirà campionamenti e analisi mirate, comprese indagini tossicologiche e verifiche sulla possibile presenza di sostanze inquinanti. Si tratta di un’attività scientifica di grande rilievo, perché episodi di mortalità come questo possono offrire indicazioni preziose sullo stato di salute del mare, sugli equilibri dell’ecosistema e sui rischi che minacciano la biodiversità marina nel Golfo di Napoli e più in generale nel Mediterraneo.
Nel dettaglio, l’Area di Coordinamento di Sanità Pubblica Veterinaria e Polo Integrato della ASL Napoli 1 Centro, con il coordinamento della UOS Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria, ha realizzato nella giornata del 28 febbraio 2026 una complessa attività di recupero del cadavere della balenottera comune, dopo la segnalazione della Capitaneria di Porto. L’animale, che era stato precedentemente messo in sicurezza da unità della Guardia Costiera presso il cantiere navale Piloda Shipyard nel Porto di Napoli, è stato poi sollevato dalle acque grazie a una potente gru messa a disposizione dallo stesso cantiere e trasferito all’interno del vano a tenuta stagna del mezzo autorizzato della ditta convenzionata per il trasporto.
Tutte le operazioni si sono svolte nel rispetto del massimo rigore sanitario. Le autorità hanno infatti garantito sia il controllo della dispersione di materiale organico potenzialmente a rischio nell’area portuale, sia l’integrità delle spoglie del cetaceo, immediatamente trasferite in uno stabilimento individuato per lo stoccaggio temporaneo in attesa degli esami autoptici. Un passaggio fondamentale, questo, per preservare ogni elemento utile alle indagini e consentire ai tecnici di lavorare con la massima accuratezza.
La morte della balenottera nel Porto di Napoli rappresenta un episodio che colpisce l’opinione pubblica ma che, allo stesso tempo, richiama la necessità di rafforzare il monitoraggio scientifico e ambientale delle acque costiere. Il lavoro avviato da Regione Campania, Guardia Costiera, ASL Napoli 1 Centro e IZSM punta non solo a chiarire le cause del decesso, ma anche a trasformare questo evento in un’occasione di studio utile alla tutela della fauna marina e alla protezione dell’ecosistema del golfo.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
