La città di Maddaloni, in provincia di Caserta, inaugura una nuova stagione di rinascita culturale con la prima edizione della Biennale delle Arti AMA (Arte + Maddaloni + Architettura), in programma dal 28 marzo al 21 aprile 2025. Un’iniziativa senza precedenti che unisce arte contemporanea, design, architettura e rigenerazione urbana in un unico grande racconto collettivo. Il progetto, promosso dal Comune di Maddaloni e curato dall’architetto e docente universitario Luca Molinari, nasce con l’obiettivo di restituire centralità culturale alla città, valorizzandone il patrimonio materiale e immateriale attraverso le esperienze artistiche più avanzate del nostro tempo.

Più di 80 protagonisti italiani e internazionali – tra cui Teresa Antignani, Francisco Bosoletti, Mario Ferrara, Adrian Paci, Michele De Lucchi, Cherubino Gambardella, Fabrizio Vatieri, Mario Trimarchi, Annalisa Metta, Astrid Luglio, solo per citarne alcuni – animano un ricco palinsesto di mostre, installazioni, performance e incontri in dialogo diretto con i luoghi simbolo della città. Il cuore pulsante della manifestazione è il Complesso Monumentale del Convitto Nazionale “Giordano Bruno”, che ospita la mostra principale dal titolo “Nuovi racconti (per il futuro)”, con opere di circa 70 autori tra architetti, designer, illustratori e fotografi. Un progetto curatoriale che intreccia visioni, disegni e modelli capaci di raccontare il progetto contemporaneo come strumento di rigenerazione sociale e territoriale.

Il tema scelto per questa prima edizione, “Nuovi racconti (per il futuro)”, è un invito collettivo a immaginare scenari possibili, esplorando nuove forme di relazione tra passato, presente e futuro. L’allestimento della mostra principale è curato da Simona Ottieri e Concetta Tavoletta, mentre l’installazione site-specific “In stato di grazia”, firmata dalla paesaggista Annalisa Metta con il filosofo Felice Cimatti, trasforma il cortile del Convitto in una sospensione poetica di ex-voto dorati, simboli di grazia e memoria.
Ma AMA non si esaurisce nei confini del Convitto. Il Museo Civico ospita la mostra “Nuovi racconti. Quando l’antico e il presente si abbracciano”, dove le opere di Studio17, Elena Cutolo, Astrid Luglio e BRH+ dialogano con le collezioni permanenti. Sempre al Museo, la mostra fotografica “Maddaloni velata” di Pasquale Carangelo restituisce uno sguardo intimo sul territorio. Nella suggestiva Chiesa di Santa Maria dei Comandati, invece, prende vita il progetto “Nuovi racconti (per San Michele e il cielo tutto!)” con opere di Roberto Amoroso, Roberto di Alicudi, Fabrizio Vatieri e Teresa Antignani, che esplorano la relazione tra arte, spiritualità e memoria urbana.

Il percorso si allarga poi nel centro storico, coinvolgendo la Chiesa di San Giovanni, la Cappella Ipogea, il sagrato di San Pietro e persino la nuova sede del Comune, su cui campeggia l’opera “Senza Riparo” di Francisco Bosoletti, un volto femminile ispirato ai reperti archeologici, simbolo di un futuro in divenire.
La Biennale AMA si pone come erede ideale della Biennale Internazionale di Grafica degli anni Ottanta e si arricchisce di una vocazione civica fortemente identitaria. Non a caso, l’intera rassegna è anche un omaggio alla figura di Franco Imposimato, vittima innocente della criminalità organizzata. Un richiamo esplicito alla legalità e al valore dell’arte come strumento di resistenza culturale e rigenerazione sociale.
Accanto al programma espositivo, AMA prevede anche la produzione di materiali informativi in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, oltre alla realizzazione di manufatti modulari e all’istituzione di un’opera permanente per ogni edizione, costruendo nel tempo un nuovo patrimonio condiviso per la città.

Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti al pubblico nei fine settimana (venerdì-domenica), con apertura straordinaria anche per il lunedì in albis, il 21 aprile, giorno di chiusura della Biennale. Dal lunedì al giovedì sarà possibile visitare le mostre solo su prenotazione scrivendo a calatia@hotmail.it.
AMA è molto più di una manifestazione culturale: è una chiamata collettiva a reinventare la percezione di Maddaloni, trasformandola in un palcoscenico di idee e bellezza, dove l’arte incontra la comunità e la storia diventa strumento per costruire un futuro nuovo.
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(foto Pasquale Carangelo fornite da Ufficio stampa AMA in allegato al comunicato)
