Il Campania Libri Festival 2026 porta a Napoli una storia in cui la formazione artistica incontra la letteratura: quella di “Pagine”, il riconoscimento realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Napoli per i finalisti dell’ottantesima edizione del Premio Strega. Giovedì 1° ottobre 2026, alle ore 19.45, la Sala de li Cunti di Palazzo Reale ospiterà l’incontro “Pagine da premio. Dall’Accademia di Belle Arti al Premio Strega”, dedicato al percorso che ha trasformato un progetto accademico in un’opera destinata a uno dei più importanti appuntamenti della cultura italiana.
L’incontro si inserisce nella quinta edizione del festival, in programma dal 1° al 4 ottobre 2026 negli spazi di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale di Napoli. La manifestazione, diretta da Ruggero Cappuccio e curata da Massimo Adinolfi, è finanziata dalla Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano. In questo contesto, la partecipazione dell’Accademia offre l’occasione di approfondire il rapporto tra il libro, le arti visive e la progettazione editoriale.
A raccontare la nascita e la realizzazione del riconoscimento saranno le professoresse Enrica D’Aguanno e Daniela Pergreffi, insieme a Valerio Sannino, Marta Fogliano e Antonio Danzi, studenti del Biennio Specialistico di Editoria, Illustrazione e Fumetto dell’Accademia. Il confronto permetterà di seguire le diverse fasi del lavoro, dall’intuizione iniziale alle scelte progettuali, fino alla costruzione dell’oggetto e al suo approdo al Premio Strega.
“Pagine” è il progetto con cui Valerio Sannino ha vinto l’edizione 2026 di BPER Art, il concorso promosso da BPER Banca in collaborazione con la Fondazione Bellonci, che coinvolge gli studenti delle Accademie di Belle Arti statali italiane. Il riconoscimento nasce dunque da un percorso che invita i giovani artisti a interpretare la scrittura e la lettura attraverso la forma e i materiali, mettendo in relazione la ricerca visiva con il mondo letterario.
Al centro dell’opera c’è una riflessione sulla scrittura come gesto capace di generare trasformazioni. Il libro diventa il punto di partenza di una costruzione che supera la consueta successione delle pagine: una struttura in plexiglass trasparente accoglie immagini e segni, mentre le copertine si aprono in tre leporelli illustrati, elementi ripiegati a fisarmonica che, una volta distesi, modificano il volume e il profilo dell’insieme.
Questa scelta conferisce a “Pagine” una dimensione scultorea. L’oggetto può essere osservato come un libro, ma anche come una composizione che si sviluppa nello spazio. Le pieghe, le aperture e la disposizione delle immagini producono configurazioni differenti, invitando chi guarda a cambiare punto di vista. Il racconto prende così una forma materiale: si estende attraverso le superfici illustrate e le relazioni che si creano tra le sue parti.
La trasparenza della struttura partecipa a questa ricerca. Permette di leggere l’opera attraverso sovrapposizioni e rimandi, suggerendo che le possibilità di un libro continuino oltre il suo involucro. Nella presentazione ufficiale del Premio Strega 2026, “Pagine” viene indicata come l’opera realizzata da Valerio Sannino per i finalisti dell’ottantesima edizione, a conferma del legame tra il progetto dell’Accademia e la manifestazione letteraria.
Un contributo essenziale arriva da Marta Fogliano e Antonio Danzi, autori delle immagini di due dei tre leporelli. Il loro intervento rende il progetto un lavoro collettivo, nel quale sensibilità e linguaggi diversi concorrono alla costruzione di un unico oggetto. L’illustrazione entra nella struttura del riconoscimento e ne determina il modo di essere esplorato, accompagnando il passaggio dalla pagina alla composizione tridimensionale.
L’incontro al Campania Libri Festival 2026 consentirà quindi di approfondire anche il valore della collaborazione. Il percorso di “Pagine” mostra come le competenze sviluppate nel campo dell’editoria, dell’illustrazione e del fumetto possano convergere in un progetto che richiede attenzione sia al contenuto visivo sia alla forma finale. Il contributo delle docenti e il lavoro degli studenti saranno al centro di un racconto che rende visibile ciò che precede un riconoscimento: idee, scelte, confronti e soluzioni realizzative.
Secondo il comunicato dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, la commissione ha apprezzato anche l’unicità dell’opera. La presenza di lavori originali riprodotti in fine art contribuisce a dare a ciascun esemplare un carattere esclusivo, avvicinandolo alla dimensione dell’oggetto da collezione. Il premio assume così un valore artistico che si aggiunge alla sua funzione celebrativa e rende tangibile il dialogo tra letteratura e arti visive.
Per il pubblico di Palazzo Reale, l’appuntamento del 1° ottobre alle 19.45 sarà un’occasione per conoscere da vicino questa esperienza e ascoltare i suoi protagonisti. Attraverso “Pagine”, l’Accademia di Belle Arti di Napoli porta al festival il risultato di un percorso formativo capace di raggiungere una ribalta nazionale, offrendo una riflessione concreta su come un libro possa diventare immagine, volume e spazio da esplorare.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
