Il Campania Teatro Festival 2026 entra nel vivo della sua undicesima giornata, lunedì 22 giugno, con un programma che intreccia teatro internazionale, debutti assoluti, memoria storica, racconto femminile, inclusione e nuove forme di partecipazione culturale. Diretto da Ruggero Cappuccio, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziato dalla Regione Campania, il festival conferma la sua vocazione di grande laboratorio artistico del Mezzogiorno, capace di trasformare Napoli in una scena diffusa, aperta al dialogo tra linguaggi, generazioni e immaginari.
La giornata del 22 giugno si annuncia particolarmente significativa perché segna l’avvio dei Progetti Speciali a Palazzo Reale di Napoli, luogo simbolico della storia cittadina e cornice ideale per un percorso che unisce patrimonio, narrazione e spettacolo dal vivo. Qui prende il via Il sogno reale. I Borbone di Napoli, progetto ideato da Ruggero Cappuccio e dedicato alle meraviglie dell’epoca borbonica, ai suoi fasti, ai suoi primati e alla sua eredità culturale nel Sud Italia. Il debutto della sezione è affidato a Danza con me, racconto inedito scritto da Enza Silvestrini e interpretato da Cloris Brosca, con le musiche dal vivo di Giovanni Imparato, percussioni e voce. Lo spettacolo, in programma alle 21.00 nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, mette al centro una delle Danzatrici di Ercolano, statua ritrovata nel 1754 durante gli scavi promossi da Carlo di Borbone che portarono alla scoperta della Villa dei Papiri. La figura antica, immobile eppure interiormente viva, diventa voce del tempo, corpo sospeso tra passato e presente, simbolo di una bellezza che attraversa i secoli e continua a interrogare lo sguardo contemporaneo.
Sempre a Palazzo Reale si apre anche la seconda edizione di Emozioni in viaggio, contest promosso da ANM e Fondazione Campania dei Festival, con la direzione artistica di Nadia Baldi. Alle 19.00, sulla terrazza prospiciente il Giardino Romantico, le letture sceniche affidate a Marco Napolitano e Gaia Parlato daranno voce ai racconti selezionati nell’ambito dell’iniziativa. Al centro vi sono i mezzi e le stazioni dell’Azienda Napoletana Mobilità, trasformati in luoghi narrativi dove il trasporto pubblico diventa spazio di incontro, inclusione e riconoscimento. I testi scelti raccontano viaggi quotidiani, attraversamenti urbani, fragilità, attese, relazioni e sguardi sull’altro, ribadendo il valore di una mobilità non solo funzionale, ma anche umana, accessibile e accogliente.

Il programma teatrale della giornata propone inoltre due debutti assoluti. Al Teatro Nuovo, alle 21.00, va in scena Dilemmi, definito un “duetto tragicomico”, interpretato da Emiliana Bassolino con la regia di Ciro Pellegrino. Lo spettacolo intreccia due testi letterari molto diversi, La vita è breve, eccetera di Veronica Raimo e Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese, in un adattamento drammaturgico firmato dalla stessa Bassolino con Francesca Romana Nascè. Il risultato è un’indagine sull’universo femminile, sul desiderio creativo, sull’autocensura e sulla difficile conquista di una propria individualità. Le protagoniste appartengono a tempi e contesti differenti: una giovane aspirante scrittrice del terzo millennio, immersa in una Roma pasoliniana, e una donna nella Napoli degli anni Cinquanta, segnata dalle macerie materiali e morali del dopoguerra. Eppure entrambe combattono una battaglia intima contro ruoli imposti, legami familiari e aspettative sociali. La scena, collocata nell’intimità di una camera da letto, diventa così il luogo mentale in cui dilemmi, desideri e presenze familiari si trasformano in un processo creativo doloroso e liberatorio.
Al Teatro Tedér, sempre alle 21.00, debutta Alfons(in)a, scritto e interpretato da Marta Bulgherini insieme a Diego Frisina. Lo spettacolo ripercorre la figura di Alfonsina Strada, prima e unica donna a partecipare al Giro d’Italia, impresa compiuta nel 1924, in pieno Fascismo, quando il ciclismo era uno spazio quasi esclusivamente maschile. La sua storia diventa emblema di sudore, tenacia, emancipazione e riscatto. Tra i novanta iscritti a quell’edizione, solo trenta riuscirono a completare la gara, e tra loro vi fu proprio Alfonsina, capace di affrontare i 3613 chilometri della competizione e i pregiudizi del suo tempo con la stessa ostinazione con cui avrebbe poi affrontato i drammi della propria vita. Ma Alfons(in)a non si limita alla ricostruzione biografica: la definizione di “tentativo biografico mal riuscito” suggerisce una chiave autoironica e dissacrante, che interroga anche il modo contemporaneo di trasformare alcune vite in miti e di consumare le biografie come icone pronte all’uso.
Accanto ai debutti italiani, la sezione Internazionale propone al Teatro Mercadante, alle 19.00, la replica di Labio de Liebre, spettacolo scritto e diretto da Fabio Rubiano Orjuela, produzione del Teatro Colón de Bogotá e Teatro Petra. In lingua spagnola con sovratitoli in italiano, il lavoro porta in scena una riflessione potente sul rapporto tra vendetta e perdono, attraversando ferite collettive e memorie traumatiche. Nel cast figurano Marcela Valencia, Liliana Escobar, Jacques Toukhmanian, Juanita Cetina, Jorge Iván Rico e lo stesso Fabio Rubiano. La presenza di questo spettacolo conferma il respiro internazionale del festival e la sua capacità di mettere in dialogo Napoli con le scene teatrali del mondo, in particolare con esperienze artistiche capaci di interrogare la storia, la violenza e le possibilità della riconciliazione.
La giornata sarà arricchita anche dalle mostre fotografiche ospitate a Vico Mauriello, nel complesso di Palazzo Reale di Napoli. Il pubblico potrà visitare Con i tuoi occhi, con fotografie di Salvatore Liguori, Siria, con fotografie di Romeo Civilli, e Jazz: la pellicola del suono, con fotografie di Salvatore Pastore. Tre percorsi visivi differenti, accomunati dalla volontà di ampliare l’esperienza del festival oltre il palcoscenico, restituendo alla fotografia il ruolo di linguaggio autonomo, capace di raccontare corpi, luoghi, conflitti, musica e memoria.
La sera proseguirà nel Giardino Romantico di Palazzo Reale con il Dopo Festival, curato da Drop Eventi. Dalle 20.30 è previsto il listening bar, mentre alle 21.30 salirà sul palco Raffaele Nolli, comico e stand-up comedian della nuova scena campana, tra i finalisti di talent e festival nazionali. Il suo umorismo diretto e contemporaneo, nato dall’osservazione della vita quotidiana e delle relazioni umane, aggiunge alla programmazione una dimensione conviviale e popolare, coerente con l’idea di un festival che non si esaurisce nella rappresentazione, ma diventa anche luogo di incontro, ascolto e comunità.
L’undicesima giornata del Campania Teatro Festival 2026 si presenta dunque come una mappa complessa e affascinante: da Napoli borbonica alle periferie emotive della scrittura femminile, dalla storia di Alfonsina Strada alla scena colombiana, dai racconti ambientati nei mezzi pubblici alle immagini fotografiche, fino alla comicità del Dopo Festival. In questa pluralità di linguaggi si riconosce la forza della manifestazione: non soltanto un calendario di spettacoli, ma un dispositivo culturale che mette in relazione storia e contemporaneità, memoria e futuro, arte e cittadinanza. Napoli, con i suoi teatri e i suoi luoghi monumentali, diventa ancora una volta il cuore di una narrazione collettiva in cui il teatro non è semplice intrattenimento, ma esperienza critica, emozionale e civile.
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(foto di Marcello Merenda e altri fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
