Il Capodanno Bizantino 2026 celebra il talento, la storia e l’identità gastronomica della Costa d’Amalfi affidando allo chef Enrico Cosentino il prestigioso “Premio Atrani – Magister di Civiltà Amalfitana”. L’investitura è in programma martedì 1° settembre ad Atrani, sul sagrato della storica Chiesa di San Salvatore de’ Birecto, uno dei luoghi simbolo dell’antico Ducato di Amalfi e scenario che ancora oggi conserva la memoria delle solenni cerimonie di incoronazione dei duchi amalfitani.
La XXVI edizione del Capodanno Bizantino, in programma tra Amalfi e Atrani dal 31 agosto al 2 settembre 2026, pone così al centro della manifestazione uno dei protagonisti della valorizzazione della cucina campana in Italia e nel mondo. La scelta di Enrico Cosentino assume inoltre un significato particolare perché coincide con il cinquantesimo anniversario della nascita degli Scialatielli, il celebre formato di pasta fresca ideato dallo chef amalfitano e divenuto nel corso degli anni uno dei simboli più riconoscibili della tradizione gastronomica campana.
Quello assegnato a Cosentino non è soltanto un premio alla carriera, ma un riconoscimento al rapporto profondo tra creatività, territorio, memoria e capacità di innovare. Gli Scialatielli rappresentano probabilmente l’esempio più immediato di questo percorso: una preparazione nata dall’intuizione di uno chef e progressivamente entrata nel patrimonio gastronomico collettivo, fino a diventare conosciuta e riprodotta ben oltre i confini della Campania e dell’Italia.
Il Capodanno Bizantino affonda le proprie radici nella storia della Costa d’Amalfi. L’evento storico-culturale fu ideato dal medievalista amalfitano Giuseppe Gargano agli inizi degli anni Ottanta e richiama l’antica organizzazione politica e amministrativa del territorio amalfitano, quando il 1° settembre segnava l’inizio dell’anno fiscale e giuridico nell’epoca dell’Impero d’Oriente e coincideva con la nomina dei Duchi d’Amalfi.
La sede simbolica della manifestazione resta la cappella palatina di San Salvatore de’ Birecto ad Atrani, edificio intimamente legato alla storia della Repubblica marinara. È qui che venivano incoronati i duchi di Amalfi ed è sempre qui che, per secoli, si riunirono in pubblica assemblea i sindaci delle Università dello Status Amalfie. Ogni nuova investitura del Magister diventa quindi un ponte tra passato e presente, riportando simbolicamente negli stessi luoghi le atmosfere e la memoria politica, sociale e culturale dell’antico Ducato.
La prima edizione della manifestazione, nel 1997, fu caratterizzata dall’investitura del “Duca di Amalfi – Maestro del Diritto”, riconoscimento ideato dal giornalista Antonio Bottiglieri e inizialmente destinato a illustri giureconsulti. Dal 2012 il premio ha ampliato il proprio significato, superando la sola dimensione giuridica per abbracciare l’intera eredità della civiltà amalfitana. Da allora ha assunto la denominazione di “Premio Atrani – Magister di Civiltà Amalfitana” e viene attribuito a personalità amalfitane d’origine o d’adozione che abbiano saputo distinguersi in ambiti come imprenditoria, religione, politica, scienza, diritto, arte, marineria, solidarietà e diplomazia.
Per l’edizione 2026 la designazione di Enrico Cosentino è arrivata all’unanimità dalla Commissione del Premio. Ne fanno parte i sindaci di Atrani e Amalfi, Michele Siravo e Daniele Milano, l’assessora alla Cultura e agli Eventi del Comune di Amalfi Enza Cobalto, la consigliera comunale delegata alla Cultura del Comune di Atrani Lucia Ferrigno, insieme a Ermelinda Di Lieto, Giovanni Camelia e Giuseppe Cobalto, rappresentanti del Centro di Cultura e Storia Amalfitana.
Il momento centrale sarà dunque quello del 1° settembre, quando Atrani tornerà simbolicamente a essere il cuore istituzionale dell’antico Ducato. La scelta del sagrato di San Salvatore de’ Birecto rende la cerimonia qualcosa di più di una semplice premiazione. Le scale e gli spazi dell’antichissimo edificio religioso ricostruiscono idealmente il legame con le investiture dei duchi amalfitani e permettono alle comunità di Atrani e Amalfi di riappropriarsi, attraverso la rievocazione, di una pagina fondamentale della propria storia.
Il Capodanno Bizantino diventa così non soltanto spettacolo e suggestione, ma anche uno strumento di conoscenza, divulgazione e valorizzazione dell’identità locale. Una funzione ancora più evidente nella scelta di un Magister come Enrico Cosentino, la cui storia professionale racconta un’altra forma di patrimonio culturale: quella che passa attraverso i prodotti, le ricette, il lavoro delle cucine e la capacità di trasformare un sapere territoriale in un linguaggio conosciuto a livello internazionale.
Il cinquantesimo anniversario degli Scialatielli aggiunge alla nomina un ulteriore valore simbolico. La creazione di Cosentino è ormai entrata stabilmente nell’immaginario gastronomico della Campania e della Costa d’Amalfi. È un formato che lega inventiva contemporanea e cultura della pasta, inserendosi in una tradizione produttiva che sul territorio amalfitano possiede radici profonde.
Proprio questo aspetto è stato evidenziato dal sindaco di Atrani Michele Siravo, che ha ricordato come la designazione sia arrivata al termine di una scelta condivisa collegialmente e maturata tra personalità di grande valore legate alla civiltà dell’antico Ducato. Il primo cittadino ha sottolineato anche la forza simbolica dell’investitura celebrata nell’atrio della cappella palatina di San Salvatore de’ Birecto, dove un tempo venivano incoronati i Duchi di Amalfi.
Nel riconoscere l’estro creativo di Cosentino e la sua invenzione degli Scialatielli, Atrani intende infatti rendere omaggio anche alla grande tradizione della pasta della Costa d’Amalfi. Tra Ottocento e Novecento il territorio ospitò importanti attività produttive e i suoi porti rappresentarono punti di partenza per merci destinate anche a mercati lontani. Mare, lavoro e capacità d’impresa diventano dunque elementi della stessa storia che il Capodanno Bizantino continua ogni anno a raccontare.
Sulla stessa linea la consigliera delegata alla Cultura del Comune di Atrani Lucia Ferrigno, che ha sottolineato il profondo legame di Cosentino con il territorio dell’antico Ducato e il valore di un’arte gastronomica in grado di mettere insieme memoria, creatività e innovazione. Lo chef ha contribuito alla diffusione della cucina campana fuori dai confini regionali e nazionali e il suo nome resta indissolubilmente associato agli Scialatielli, oggi riconosciuti tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali campani.
Il passaggio di testimone assume inoltre un valore particolare. Nel 2025 il titolo di Magister di Civiltà Amalfitana era stato assegnato a Giuseppe Gargano, medievalista amalfitano e ideatore dello stesso Capodanno Bizantino. Nel 2026 il riconoscimento passa a Cosentino, spostando idealmente lo sguardo dalla ricerca e dalla conservazione della memoria storica alla cultura gastronomica, dimostrando quanto ampio possa essere il concetto di civiltà amalfitana.
La manifestazione non si esaurirà nella sola cerimonia di investitura. Il programma ufficiale della XXVI edizione si svilupperà tra Amalfi e Atrani dal 31 agosto al 2 settembre, intrecciando approfondimento culturale, rievocazione storica e spettacolo. Il 31 agosto è prevista ad Amalfi anche una tavola rotonda dedicata a “Memoria, identità e patrimonio culturale della cucina amalfitana”, tema che si lega direttamente alla scelta di Cosentino come Magister 2026. Il 1° settembre sarà invece il giorno della grande rievocazione e dell’investitura, accompagnata dall’imponente Corteo Storico, mentre la conclusione della manifestazione arriverà il 2 settembre con il concerto di Tosca.
Ancora una volta il Capodanno Bizantino propone quindi una lettura viva della storia della Costa d’Amalfi. Non una celebrazione nostalgica del passato, ma un percorso che prova a riconoscere nel presente le tracce di quella civiltà sviluppatasi nei secoli attraverso il commercio, il diritto, il mare, la cultura, l’arte, l’artigianato e, oggi più che mai, anche la gastronomia.
Con Enrico Cosentino Magister di Civiltà Amalfitana 2026, gli Scialatielli entrano idealmente nel racconto millenario di Amalfi e Atrani come espressione contemporanea della stessa capacità di inventare, trasformare e portare nel mondo la propria identità. Il 1° settembre, davanti a San Salvatore de’ Birecto, l’incoronazione unirà ancora una volta la memoria degli antichi duchi all’opera di chi, nel presente, continua a dare prestigio al nome della Costa d’Amalfi.
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