Caserta Città delle Donne 2027 torna dal 5 all’8 marzo con una seconda edizione che punta ad ampliare il confronto sul ruolo delle donne nella cultura, nella ricerca, nell’impresa e nella vita pubblica. Ideata dalla Fondazione Orizzonti e affidata alla direzione artistica di Chiara Francini, la manifestazione sarà ospitata dalla Reggia di Caserta e prevede oltre mille appuntamenti, tra iniziative organizzate direttamente e attività inserite in un cartellone diffuso. Le date e la direzione artistica sono confermate anche dal sito ufficiale del festival.
La nuova edizione è stata presentata il 28 settembre 2026 nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, portando il progetto in una sede istituzionale che ne sottolinea la volontà di partecipare al dibattito nazionale. Ad aprire l’incontro è stata Anna Rita Patriarca, segretaria di Presidenza della Camera dei Deputati, mentre la moderazione è stata affidata alla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, vicedirettrice del Tg2. Sono intervenuti Chiara Francini, Giuseppe Menniti, presidente della Fondazione Orizzonti, e Antonio Leo Tarasco, presentato nel comunicato come direttore generale Archivi e direttore ad interim della Reggia di Caserta, alla presenza di parlamentari del territorio e rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale.
Il passaggio alla Reggia di Caserta, patrimonio mondiale dell’UNESCO, accompagna la crescita di una manifestazione che vuole consolidare le proprie relazioni nazionali e aprirsi a una partecipazione internazionale più ampia. Il complesso monumentale diventa così il riferimento di un progetto nel quale il patrimonio storico dialoga con questioni contemporanee: il riconoscimento delle competenze femminili, l’accesso alle opportunità, la possibilità di incidere nelle scelte collettive e la costruzione di una società più equa.
La prima edizione ha offerto una base significativa su cui sviluppare questo percorso. Secondo i dati riportati dagli organizzatori, il festival ha registrato più di 200 eventi, oltre mille donne coinvolte e circa 25 mila partecipanti. Attorno agli appuntamenti si è inoltre formata una rete di associazioni, fondazioni, centri antiviolenza, enti di formazione e istituti scolastici, capace di estendere il coinvolgimento oltre il programma ufficiale. È da questa partecipazione che prende forma l’obiettivo del 2027: superare i mille appuntamenti e mettere in relazione esperienze che appartengono a settori differenti, ma condividono l’interesse per il contributo delle donne al progresso sociale.
La direzione artistica di Chiara Francini insiste soprattutto sulla necessità di dare spazio al pensiero e all’azione delle donne. Durante la presentazione, l’artista ha richiamato gli ottant’anni dalla conquista del diritto di voto femminile in Italia, collegando quel passaggio storico alle difficoltà che ancora oggi accompagnano l’accesso all’ascolto, alla rappresentanza e al potere decisionale. Nella sua visione, il festival dovrà raccontare ciò che le donne realizzano nell’arte, nella scienza, nell’impresa e nella vita pubblica, affrontando anche gli ostacoli che ne limitano l’autonomia.
«La libertà delle donne non si misura dai discorsi che facciamo su di loro. Si misura da quanto siamo disposti a lasciarle decidere», ha dichiarato Chiara Francini. Una riflessione che definisce il senso della manifestazione: riconoscere i risultati raggiunti e, insieme, interrogarsi sulle condizioni che consentono alle donne di scegliere, guidare e partecipare pienamente alla società.
Il legame con Caserta trova un riferimento storico nell’esperienza della Real Colonia di San Leucio. Nella seconda metà del Settecento, questo laboratorio produttivo e sociale sviluppò modelli di organizzazione del lavoro e principi riguardanti l’istruzione, la vita familiare e la dignità delle persone. Gli organizzatori individuano nelle Leggi Leuciane un’eredità centrale per il progetto, richiamandone il valore nel percorso di riconoscimento dei diritti e della pari dignità tra uomini e donne. Il festival intende tradurre questo richiamo storico in una proposta contemporanea, facendo della città un luogo di incontro per il talento e il pensiero femminile.
Per Giuseppe Menniti, la manifestazione rappresenta anche un’opportunità di crescita culturale e di valorizzazione del territorio. L’obiettivo espresso dal presidente della Fondazione Orizzonti è rafforzare l’immagine di Caserta come città della bellezza, dei diritti e dell’uguaglianza, collegando la sua storia a una visione attuale. A questa prospettiva si affianca la volontà di riunire energie, competenze e talenti femminili che spesso operano separatamente, creando occasioni di collaborazione e una maggiore capacità di incidere nel dibattito pubblico.
Il programma annunciato per il 2027 attraverserà cultura, arte, editoria, innovazione e creatività, insieme ai temi sociali e civili. Nei quattro giorni della manifestazione troveranno spazio libri, incontri, scienza, impresa, fiere, spettacoli e musica. L’ampiezza dei linguaggi scelti risponde all’intenzione di coinvolgere pubblici differenti e di favorire il dialogo tra professioniste, realtà associative, istituzioni e cittadini.
Una sezione fieristica ed espositiva sarà riservata agli editori e aperta alla partecipazione di imprese, associazioni e organizzazioni attive nei diversi ambiti del mondo femminile. A completare il palinsesto saranno attività rivolte al pubblico, laboratori, spettacoli e iniziative dedicate al benessere e alla partecipazione. Il cartellone diffuso consentirà inoltre di affiancare agli eventi principali altre proposte, ampliando la presenza della manifestazione nel tessuto culturale e sociale.
Prima dell’appuntamento di marzo, il percorso sarà anticipato da un incontro nazionale dedicato al contrasto della violenza contro le donne, previsto a Caserta il 24 e 25 novembre 2026. L’iniziativa coinvolgerà istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, psicologi, centri antiviolenza, scuole e testimoni. Il lavoro annunciato riguarderà la sensibilizzazione, la prevenzione, la formazione e la costruzione di reti di sostegno, mettendo in relazione soggetti che affrontano il problema da prospettive e con responsabilità diverse.
Questo appuntamento introduce una dimensione operativa nel cammino verso il festival. La partecipazione delle scuole richiama il ruolo dell’educazione, mentre il confronto tra professionisti, istituzioni e centri antiviolenza punta a rafforzare la collaborazione. Il tema della libertà femminile viene così collegato alla possibilità di riconoscere la violenza, prevenirla e sostenere chi ne è colpita.
Nel suo intervento, Antonio Leo Tarasco ha sottolineato il valore dell’incontro tra società civile e istituzioni, evidenziando come la crescita di un territorio dipenda da un’azione condivisa. Le associazioni e le realtà private, in questa prospettiva, possono contribuire allo sviluppo sociale e culturale attraverso proposte concrete e nuovi progetti, costruendo alleanze con gli enti pubblici.
Con la seconda edizione, Caserta Città delle Donne 2027 si prepara dunque a rafforzare una rete che unisce cultura, diritti e partecipazione. La sfida sarà trasformare l’ampiezza del programma in occasioni di confronto e collaborazione, capaci di dare continuità alle relazioni avviate durante i quattro giorni. Dal 5 all’8 marzo, la Reggia di Caserta sarà il riferimento di questo percorso, che affida al talento femminile e all’incontro tra esperienze diverse una parte della propria visione per il futuro del territorio.
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